“Non si chiamerà più influenza da suini, ma abbiamo deciso di chiamarla Nuova influenza”. Lo ha detto oggi ai cronisti a Bruxelles la commissaria europea alla Sanità , Androulla Vassiliou, precisando che “la definizione influenza da suini dava un’idea sbagliata nei confronti della carne di maiale, il cui consumo è sicuro purchè sia cotta”. La Commissione Ue giudica inoltre per ora prematura ogni misura di restrizione dei viaggi verso i paesi colpiti dall’influenza da suini, ma sottolinea che la questione sarà discussa giovedì nella riunione straordinaria dei ministri della Salute a Lussemburgo. Intanto il portavoce dell’Oms Gregory Hartl ha dichiarato oggi a Ginevra che “se casi di trasmissione indigena (non importata) saranno formalmente confermati negli Stati Uniti o in Canada si potrebbe passare alla fase di allerta cinque”. Casi di trasmissione indigena (non importati) da persona a persona dell’influenza da suini sono accerati in Messico e ce ne sono di probabili negli Stati Uniti e forse in Canada, ha affermato Hartl. Ieri, di fronte al diffondersi della malattia, l’Oms ha alzato il livello del rischio di pandemia da tre a quattro, su una scala di sei. I casi di influenza da suini a New York sembrano costituire una trasmissione da uomo a uomo sul posto, ha detto Hartl. E questo significherebbe appunto l’esistenza di un focolaio indigeno fuori dal Messico.
Emergenza in California - Assieme al Messico, il paese più colpito risultano i vicini del nord: gli Stati Uniti. In particolare la California, dove il governatore Schwarzenegger ha proclamato lo stato di emergenza di fronte all’accertamento di dieci casi. Non ci sono ancora vittime negli Usa, dove i casi accertati sono una settantina, ma il medico legale di Los Angeles sta investigando sulla morte sospetta per complicazioni respiratorie di due uomini deceduti nei giorni scorsi.
Il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso di stanziare 1,5 miliardi di dollari per combattere l’epidemia. Serviranno a ”rafforzare le capacità ” del paese di rispondere all’influenza da suini e per far fronte ad eventuali emergenze sanitarie, ma non sono il segno di un aumento della preoccupazione, ha detto il portavoce Robert Gibbs osservando che la lotta all’influenza richiede ”prudente pianificazione”, ma non panico.
Anche in Cina ci sono diverse persone sospettate di essere portatrici del virus dell’influenza da suini, sono in osservazione. Lo ha reso noto oggi Hans Troedsson, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel Paese.
Mentre è effettivamente contagiato da influenza da suini il giovane israeliano rientrato la settimana scorsa dal Messico e poi ricoverato nell’ospedale Laniado di Natanya (a nord di Tel Aviv). Lo ha confermato il ministero israeliano della Sanità . Le condizioni del malato, Tomer Wajim, sono buone ma resta ancora in isolamento, ha aggiunto il ministero.
Il governo neozelandese invece ha reso noto che sono stati diagnosticati i primi tre casi di influenza da suini tra gli oltre 50 pazienti ricoverati nel paese. Lo ha detto il ministro della Sanità , Tony Ryall. I tre casi riguardano un gruppo di liceali tornati sabato scorso dal Messico, dove sono stati contagiati dal virus H1N1 dell’influenza da suini.
In evoluzione la situazione in Europa. Gli aeroporti spagnoli sono in stato di allerta per evitare la diffusione della Nuova influenza: prima dello sbarco i passeggeri provenienti dal Messico, ma anche quelli che arrivano da Stati Uniti, Canada, Colombia, Nuova Zelanda, Francia e Israele devono riempire un formulario del ministero della Salute, mentre a terra si moltiplicano i controlli di personale sanitario e polizia. Lo riferisce l’edizione online del quotidiano El Mundo. Secondo il nuovo ministro della Salute Trinidad Jimenez la Spagna è stato il “primo paese del mondo” a prendere queste iniziative, anticipando le direttive Oms. Fonti del ministero hanno inoltre dichiarato all’Ansa che i voli verso i paesi a rischio e quelli tra la penisola iberica e le Canarie - più lunghi e quindi più a rischio se ci fosse un caso a bordo - saranno dotati di materiale per la protezione respiratoria dei passeggeri, come mascherine, guanti e camici per impedire la diffusione del virus. Il ministero inizierà presto anche a distribuire raccomandazioni sanitarie negli aeroporti mentre sta pensando di introdurre rilevatori di temperatura corporea per individuare i passeggeri con febbre, uno dei sintomi dell’influenza.
Tuttavia l’Oms ha fatto sapere che nella lotta all’influenza da suini i controlli alle frontiere e agli aeroporti “non funzionano”. Lo ha affermato oggi a Ginevra un portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità . L’Oms inoltre non raccomanda restrizioni ai viaggi o la chiusura di frontiere, ha aggiunto il portavoce Gregory Hartl parlando alla stampa. Nel 2003, in occasione della crisi per la Sindrome respiratoria acuta (Sras) i controlli alle frontiere dei viaggiatori non si sono rivelati efficaci ed i costi economici di tale misure sono risultati ben superiori ai vantaggi per la salute pubblica, ha spiegato Hartl. Persone contagiate ma che ancora non presentano sintomi della malattia potrebbero facilmente passare le frontiere malgrado i controlli delle telecamere sensibili alle temperature, ha aggiunto. In compenso si può avere la tosse o la febbre per tanti altri motivi.
Potrebbe tuttavia essere “prudente” per alcuni governi raccomandare ai propri cittadini di pensarci bene prima di recarsi nelle destinazioni colpite, ha aggiunto Hartl. Inoltre, le persone malate dovrebbero rinviare i viaggi internazionali e chiunque sviluppi sintomi in seguito ad un viaggio all’estero dovreebbe recarsi da un medico. Per ora il virus “non ha mostrato resistenza all’oseltamivir e zanamivir, ed è quindi curabile con questi due antivirali”. Solo il Messico ha segnalato casi mortali. Secondo i criteri usati dall’Oms, un totale di 73 casi di influenza da suini sono stati ufficialmente notificati nel mondo, di cui 40 negli Usa, 26 in Messico, 6 in Canada e 1 in Spagna. I decessi dovuti al nuovo virus sono 7, tutti in Messico. L’Oms - ha spiegato il portavoce - registra solo i casi ufficialmente notificati e confermati da analisi di laboratorio.
La Francia sconsiglia “vivamente” i viaggi in Messico. Venti casi sospetti sono “in corso di analisi” nel Paese nel quadro della vigilanza istituita per l’epidemia di influenza dei suini. In totale, da sabato scorso, 107 persone sono state segnalate in Francia in rientro dal Messico con sintomi simili all’influenza.
Primo caso sospetto di influenza suina anche in Austria, dove una donna tornata da un soggiorno nel Messico avverte sintomi analoghi a quelli della febbre. Lo riferisce il sito internet dell’emittente radiotelevisiva pubblica Orf, ma le autorità non hanno finora confermato il caso. Secondo l’Orf, la donna di 28 anni viene curata all’ospedale di Steyr, in Alta Austria. La donna è già stata sottoposta al test rapido, che tuttavia dev’essere ancora analizzato a Vienna. Soltanto dopo si saprà dire con esattezza, se la paziente soffre di febbre suina o di un’influenza normale.
In Italia “alle 16 di oggi sono 11 i casi sospetti di influenza suina riscontrati. I test effettuati hanno escluso però che si tratti di virus AH1N1″. Lo ha affermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso dell’informativa al Senato sull’influenza da suini. Il ministro ha spiegato che i casi riguardano persone rientrate da poco da viaggi in Messico.
Intanto sono state più di 3 mila le telefonate dei cittadini al numero verde 1500 attivato dal ministero della Salute sull’influenza da suini. In poco più di 6 ore dall’attivazione del servizio gli esperti hanno risposto soprattutto sulle richieste di informazione su modalità di trasmissione dell’infezione, sul consumo di carne suina e sui rischi per viaggi.
La paura per la Nuova influenza però fa salire gli accessi in uno dei maggiori centri di infettivologia d’Italia, l’ospedale Luigi Sacco di Milano. Un aumento comunque sotto controllo, più lieve rispetto a quello che si attendevano gli esperti. “C’è stato un aumento di accessi”, spiega Giuliano Rizzardini, direttore del dipartimento malattie infettive, “ma rispetto alle notizie apparse sulla stampa mi aspettavo di peggio: tutto sommato c’è stato solo un po’ di iper-afflusso, ma meno di quello che ci si poteva immaginare. Evidentemente la gente è più informata e il messaggio del ministero della Salute è stato sufficientemente tranquillizzante”.
“Ieri è arrivata un po’ di gente”, aggiunge, è venuta anche senza veri criteri, ma non bisogna fare confusione: il test per questo virus specifico non è ancora disponibile. Al momento c’è rischio se si arriva dal Messico con febbre e sintomi respiratori. Ad ogni modo si può fare riferimento anche al medico di base, che valuterà il caso e deciderà se sono necessari approfondimenti”. L’Ospedale Sacco, che è il centro di riferimento anche per l’Expo 2015, è facilmente raggiungibile dall’aeroporto di Malpensa, e questo lo ha reso anche un osservatorio privilegiato per diverse malattie infettive come ad esempio la Sars (grave sindrome respiratoria “esplosa” nel 2002).
Il ministro del Welfare Sacconi, intervistato a Faccia a faccia su Radio Tre, ha inoltre precisato che “la situazione è sotto controllo nella sua possibile evoluzione o involuzione. L’Italia è un paese particolarmente attrezzato anche per una buona diffusione dell’igiene pubblica, che è un requisito fondamentale, mentre in Messico non è sempre garantita e questo diventa veicolo di diffusione. Non dobbiamo sottovalutare il problema, ma allo stesso tempo non creare allarmismi che allo stato non risultino giustificati”, ha aggiunto Sacconi, a margine della presentazione della giornata nazionale del malato oncologico.
“Basti pensare a quanto è successo con l’aviaria”, ha continuato, “per essere avvertiti della necessità di non ripetere reazioni sproporzionate. L’Italia è preparata” per quel che riguarda la predisposizione di farmaci per affrontare e rispondere all’emergenza della Nuova influenza, aggiunge il ministro.
Sacconi ha definito questo problema “con caratteristiche potenzialmente globali ed è quindi importante coordinare le azioni”. Il ministero del Welfare ha dato incarico all’Istituto farmaceutico militare di Firenze di procedere all’incapsulamento delle scorte in polvere degli antivirali sensibili all’influenza da suini. Lo ha annunciato il sottosegretario Fazio nel corso della trasmissione Panorama del giorno andata in onda su Canale 5. “Le 40 milioni di dosi a nostra disposizione”, ha spiegato, “servono per trattare quattro milioni di cittadini. Dieci milioni di dosi sono pronte e trenta milioni da confezionare in capsule. Il motivo di questo è stata una decisione presa dal governo precedente ma giustissima: siccome il prodotto in polvere ha una durata media di dieci anni e in capsule solo di tre anni, se fosse stato acquistato due anni fa in capsule tra un anno scadrebbe”.
Contraddittorie, imprecise e incomplete. Così il Codacons giudica le informazioni che vengono diffuse sull’influenza dei suini. “Le istituzioni tendono a rassicurare i consumatori, così come gli allevatori e gli esperti sanitari”, spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi, “ma le informazioni che vengono fornite sono spesso contraddittorie. Per fare un esempio”, conclude Rienzi, “si garantisce con assoluta certezza che non esiste alcun rischio di ammalarsi mangiando carne di maiale o prodotti derivanti da carne suina, ma al tempo stesso si raccomanda vivamente di consumare tale carne solo previa cottura ad almeno 70 gradi”.
Saranno infine distribuiti oggi ai passeggeri da e per gli Stati Uniti e Messico, all’aeroporto di Fiumicino, i primi i primi opuscoli approntati dal ministero della Salute con i consigli per i viaggiatori in partenza e in arrivo dalle aree colpite da influenza da suini. Sugli opuscoli, oltre ad essere illustrate alcune informazioni sulle infezioni da virusi dell’influenza suina, sono indicate alcune raccomandazioni: evitare la visita di mercati o di fattorie in cui si può venire a contatto con i suini; consumare cibi a base di carne suina solo dopo accurata cottura; evitare di portare le mani a contatto con occhi, naso e bocca; lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con detergenti a base di alcol.
La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg
- Martedì 28 Aprile 2009


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Il 29 Aprile 2009 alle 13:05 Influenza suina: primo morto negli Stati Uniti, è un bambino » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Primo decesso negli Stati Uniti causato dal virus della febbre suina: il Centro per la Prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) ha reso noto che un bambino di 23 mesi è morto nello stato americano del Texas. In Germania sono saliti a tre i casi di contagio da influenza suina accertati. Lo riferisce l’istituto Robert Koch. La presenza del virus H1N1 è stata confermata su una 22enne ricoverata dopo un viaggio in Messico in un ospedale di Amburgo con sintomi simili all’influenza. I primi test sono stati effettuati dall’Istituto Bernhard Nocht della città anseatica. Il secondo caso confermato riguarda, secondo il Robert Koch Institut, un uomo alla soglia dei quaranta, visitato presso la clinica universitaria di Ratisbona. Contagiata anche una donna di 37 anni, anche lei rientrata dal Paese centroamericano. Le prime diagnosi sono state fatte dall’Università di Ratisbona. Oltre a ciò, conclude l’istituto, ci sono altri casi sospetti in diversi Laender in corso di accertametno. [...]
Il 22 Maggio 2009 alle 9:51 Nuova influenza: chiuse due scuole a Roma dopo quattro casi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio ha deciso in via precauzionale la chiusura immediata e per sette giorni di due scuole romane (Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e liceo scientifico Dante Alighieri) dopo i quattro casi confermati ieri di nuova influenza a/h1n1 che hanno riguardato liceali degli istituti. I quattro ragazzi erano rientrati da New York (insieme alle loro classi) dopo un soggiorno di studio lo scorso 19 maggio. Successivamente hanno avvertito sintomi sospetti e sono stati visitati in ospedali della capitale. E’ la prima volta che si decide la chiusura di istituti scolastici in applicazione delle misure preventive di sicurezza decise dal ministero del Welfare in relazione all’emergenza della nuova influenza. [...]
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