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Primo decesso negli Stati Uniti causato dal virus della febbre suina: il Centro per la Prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) ha reso noto che un bambino di 23 mesi è morto nello stato americano del Texas. In Germania sono saliti a tre i casi di contagio da influenza suina accertati. Lo riferisce l’istituto Robert Koch. La presenza del virus H1N1 è stata confermata su una 22enne ricoverata dopo un viaggio in Messico in un ospedale di Amburgo con sintomi simili all’influenza. I primi test sono stati effettuati dall’Istituto Bernhard Nocht della città anseatica. Il secondo caso confermato riguarda, secondo il Robert Koch Institut, un uomo alla soglia dei quaranta, visitato presso la clinica universitaria di Ratisbona. Contagiata anche una donna di 37 anni, anche lei rientrata dal Paese centroamericano. Le prime diagnosi sono state fatte dall’Università di Ratisbona. Oltre a ciò, conclude l’istituto, ci sono altri casi sospetti in diversi Laender in corso di accertametno.
In Spagna sono ormai dieci i casi accertati, dei quali sei in Catalogna. E tra questi c’è il primo caso europeo di contagio non da animale: si tratta del compagno di una ragazza che aveva viaggiato in Messico nelle scorse settimane. Solo due di questi però sono ricoverati in ospedale. La maggioranza sta a casa e la loro situazione viene definita in miglioramento.
Un caso sospetto di influenza suina sarebbe stato riscontrato nel salernitano. Secondo quanto si è appreso, un uomo di ritorno dal Messico avrebbe, infatti, accusato alcuni sintomi tipici dell’influenza. Malessere che ha convinto i sanitari a trasferirlo presso l’ospedale napoletano Cotugno, specializzato in malattie infettive. I sanitari del nosocomio partenopeo sono stati allertati, ma il malato ancora non è giunto nella struttura sanitaria.
L’H1N1, il virus della febbre suina che ha colpito il Messico e si sta diffondendo in altri Paesi è, al momento, meno aggressivo del normale virus influenzale. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, a margine della prima assembla dell’Alleanza ospedali italiani nel mondo a Roma. “Il virus - ha detto - si sta dimostrando molto poco aggressivo. È vero che i microrganismi possono sempre mutare, ma sembrerebbe che l’attuale livello di aggressività dell’H1N1 sia inferiore a quello di una normale influenza”, anche stando al fatto che i casi segnalati negli Stati Uniti stanno avendo tutti una evoluzione positiva. Vero è, comunque, che il virus, pur debole, potrebbe “arrivare a brevissimo anche in Italia. Se anche così fosse - ha aggiunto Fazio - una lieve influenza penso che non rappresenti un problema per la popolazione”.
In serata l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha alzato il livello d’allerta a cinque. La fase cinque è a un solo passo dalla pandemia (livello sei). E’ caratterizzata dalla diffusione del virus da uomo a uomo in almeno due paesi in una regione dell’Oms. Mentre la maggior parte delle nazioni non è ancora colpita in questa fase, la dichiarazione di fase cinque è ”un forte segnale - spiega l’Oms nei suoi documenti - che una pandemia è imminente e che il tempo per completare l’organizzazione, la comunicazione e la messa in atto delle previste misure di attenuazione è breve”.
La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg
- Mercoledì 29 Aprile 2009
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