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Obama: i suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca, tra crisi e febbre suina

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  • Tags: Barack Obama, Casa-Bianca, Congresso, crisi, democratici, diretta, Febbre-suina, Fox, Guida, leadership, Stati Uniti, Usa
  • 3 commenti

Barack Obama

Li festeggerà con una diretta televisiva in prime time, alle 8 della sera; una conferenza stampa dallo Studio Ovale, mandata in diretta da tutti i grandi network: a parte la Fox.

Che ha giustificato la decisione, spiegando che Barack Obama ha già “rivoluzionato” per tre volte i palinsesti serali, compreso il Discorso sullo Stato dell’Unione in febbraio.
Così, la televisione di Rupert Murdoch, farà vedere il botta e risposta con i giornalisti in occasione dei primi 100 giorni da Presidente degli Stati Uniti, solo sul canale news e business, perché su quello generalista andrà in onda il dramma “Lie to Me”, (Bugie). Una scelta che ha sorpreso la Casa Bianca, ma non troppo. A parte questo piccolo “incidente” con il magnate dell’editoria mondiale, che notoriamente non ama il presidente democratico, Barack Obama si appresta ad affrontare questo suo primo traguardo con un discreto carico di giudizi positivi, (entusiastici, se si pensa al suo elettorato) da parte dell’opinione pubblica americana, che diventano commenti favorevoli, ma conditi da una notevole dose di prudenza nei confronti del suo operato, se si vanno a sfogliare i grandi giornali statunitensi. La Luna di Miele sembra durare tra il Presidente e il suo paese, ma il futuro è così gravido di incognite e difficoltà che nessuno nasconde come Barack Obama dovrà essere giudicato nella sua qualità di “capitano” solo quando farà uscire (se riuscirà a farlo) la nave degli Stati Uniti dalle secche in cui è finita, a causa della crisi economica e alla guerre in Iraq e Afghanistan. Nessuno mette in dubbio il suo carisma, la sua capacità di leadership, ma i media più importanti non vogliono pagare assegni in bianco.

Questa prudenza, è quella dimostrata dal Time. Il prestigioso settimanale si è lanciato in una storia di copertina, spiegando che il nuovo inquilino dello Studio Ovale, non “solo ha parlato di un nuovo modo di fare politica, ma ha anche proposto un nuovo sistema di valori agli americani”. I risultati legislativi raggiunti, dice il Time , sono stati “stupefacenti”. Come “Roosevelt e Reagan, Barack Obama è riuscito a cambiare lo spirito della nazione più di qualsiasi altra cosa”. Ma, aggiunge la rivista, sono molti i quesiti, le domande, perchè questo feeling, nel prossimo futuro, può mutare molto velocemente e sfumare: e alla fine, “questi primi mesi corrono il rischio di apparire a un certo punto, presagio di disastri, soprattutto se gli interventi sull’economia risulteranno inefficaci”. Già perchè la crisi e l’attivismo con cui Barack Obama l’ha affrontata sono stati il leit motiv di questa “Honeymoon” con gli americani. Questo dinamismo (ma anche queste difficoltà, scrive l’altra grande settimanale a stelle e strisce, Newsweek) ha permesso al presidente di “marcare punti “tanti quanto riuscì a fare F.D.Roosevelt durante gli anni della Grande Depressione.
Lui dice che vuole fare “ciò che può funzionare” per risolvere i problemi, si legge in un editoriale. “Il fatto è che noi non sappiamo ancora cosa succederà. E se le sue scelte siano quelle giuste”. Per ora ha dimostrato di “avere gli strumenti per ricoprire il ruolo”, chiosa Newsweek. I primi 100 giorni hanno confermato sicuramente una cosa: Barack Obama è sempre più una star globale, una Brand internazionale che “comanda e direziona” l’attenzione dei media, scrive in un lungo reportage dall’interno della Casa Bianca, la rivista on line Politico.com. Che riporta alcuni commenti dei più stretti collaboratori del presidente. Che chiedono all’America di avere pazienza e fiducia. Il traguardo dei 100 giorni sembra diventare solo una prima tappa del lungo viaggio del mandato presidenziale. Per ora, gli americani dicono che, per loro, la direzione è giusta.

Lo afferma in un sondaggio commissionato dall’Associated Press il 48% degli intervistati (contro il 44, una percentuale lievemente inferiore), mentre invece il 64% delle persone interpellate approva , la politica del presidente. Il bilancio di questi primi 100 giorni è il pane quotidiano di tutti i blog che si occupano di politica, dove i commenti sono migliaia. E non tutti favorevoli.
Lì, in quelle pagine elettroniche spuntano anche i giudizi duri degli elettori repubblicani. Come quelli apparsi sul Los Angeles Times, dove, per esempio, Jim scrive che “Obama è solo uno scherzo “un brutto scherzo”. Perchè ha fatto passare un pacchetto di stimolo dell’economia che porterà il paese alla bancarotta. E perchè, scrive invece Fred, tutte le sue promesse non verranno mantenute. Barack Obama dovrà tenere conto anche dei loro giudizi quando mercoledì sera apparirà davanti alle telecamere per raccontare i suoi primi 100 giorni. Visti da dietro la scrivania dello Studio Ovale, probabilmente, più che una “Luna di Miele” sono sembrati un difficile percorso ad ostacoli.

  • michele.zurleni
  • Mercoledì 29 Aprile 2009
Influenza suina: un bambino morto negli Usa. L’Oms alza l’allerta a livello 5 »
« Ahmadinejad copia Obama. Per lo slogan elettorale

Commenti

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Il 29 Aprile 2009 alle 12:42 Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:

Ambiente: il treno verde viaggia in ritardo…

I riccioli sono quelli, ma ci sono tanti modi di essere un Tronchetti Provera. Si può anche essere laziali e preferire treno e metropolitane al trasporto su gomma. E questo è il modo di Nino Tronchetti Provera, cugino di Marco (”Mister Pirelli…

Il 29 Aprile 2009 alle 22:19 Fiat-Chrysler, partnership imminente. Il gruppo di Detroit verso il Chapter 11 » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Matrimonio in bancarotta. Tra Fiat e Chrysler potrebbe mancare solo la firma. Ma l’ormai quasi certa unione avverrà forse con il gruppo americano in piena bancarotta. “Non sappiamo ancora se l’accordo si farà” ha detto oggi Barack Obama nel discorso dei suoi primi 100 giorni da presidente e nelle vesti ufficiose di “amministratore delegato d’emergenza” delle case automobilistiche Usa salvate dai soldi pubblici. “Penso che potremmo farcela, ma c’è ancora del lavoro da fare”. Il presidente americano ha lodato il gruppo torinese: ‘’Il management di Fiat - afferma Obama - ha fatto un buon lavoro nel trasformare la sua industria. Speriamo di poter avere una partnership in cui i contribuenti mettano soldi per facilitare l’accordo. L’obiettivo è che Chrysler inizi a produrre le auto che i consumatori vogliono’’ la Casa Bianca riconosce anche ‘’gli enormi sacrifici’’ fatti dai lavoratori e si chiede se i creditori siano disposti a fare altrettanto. Per il momento c’è un’intesa, sottoscritta ieri, dal Tesoro americano con le quattro grandi banche creditrici di Chrysler: JP Morgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley, sulla ristrutturazione del debito della casa di Detroit. I crediti, pari a circa 6,9 miliardi di dollari, verrebbero svalutati a 2 miliardi con Chrysler che li pagherebbe in contanti. Secondo l’emittente Cnbc la firma con Fiat è imminente e dovrebbe arrivare entro domani. Nel corso della giornata è attesa la ratifica da parte del sindacato United Auto Worker (Uaw) dell’accordo per il taglio dei costi raggiunto nel fine settimana. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, il presidente americano ‘’prevede di annunciare domani che Chrysler farà ricorso al Chapter 11 che porterà a un’alleanza con la Fiat’’. Il Chapter 11 è una parte della legge fallimentare statunitense che permette alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario, simile all’amministrazione controllata italiana. In pratica sembra molto difficile evitare la bancarotta per il gruppo di Detroit a meno che i piccoli creditori non rinuncino in extremis. ma l’accordo con il gruppo torinese avverrebbe lo stesso, proprio nell’ambito del Chapter 11, alla scadenza dell’ultimatum fissato dall’amministrazione Obama per il 30 aprile. [...]

Il 30 Aprile 2009 alle 4:47 Famiglie d’Italia news: scelte per voi « Famiglie d’Italia ha scritto:

[...] Libero-News.it Per la Lega Nord è un giorno di festa: il federalismo fiscale è diventato legge con 154 voti a favore, 6 contrari e 87 astenuti dopo l’ultima votazione al Senato. A votare sì, oltre alla maggioranza, è stata l’Italia dei valori, mentre l’Udc ha detto … I primi cento giorni di Obama: “Stiamo ricostruendo l’America” [...]

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