Archivio di Maggio, 2009
Un bottino di oltre sei milioni di euro: la boutique del celebre gioielliere Chopard, in Place Vendôme a Parigi, è stata rapinata ieri nel pomeriggio, “poco prima delle 15″, secondo quanto ha riferito la polizia, che non ha fornito ulteriori dettagli sulla rapina, né sui pezzi che sono stati rubati. La casa Chopard, che fabbrica gioielli portati in particolare da celebrità alle cerimonie degli Oscar e del festival di Cannes, è stata fondata in Svizzera nel 1860. Ha negozi nelle più grandi capitali del mondo. Secondo alcune testimonianze la rapina sarebbe stata compiuta da un uomo solo, entrato nel negozio vestito con un completo elegante. Poco dopo ha estratto una pistola e si è fatto consegnare diversi gioielli. Benché ingente, il furto non è tuttavia paragonabile a quello avvenuto a dicembre 2008 in un’altra elegante gioielleria di Parigi: allora i ladri portarono via gioielli dal negozio di Harry Winston in Avenue Montaigne per un totale di 80 milioni di euro.

Se non ci fosse stata internet, forse lui non sarebbe mai stato eletto. Ma non è per questo che Barack Obama vuole il controllo del cyber-spazio. “Prevenire, riconoscere, difendersi” dagli attacchi degli hacker e dal cyberterrorismo, questi sono gli obiettivi che il presidente americano ha indicato oggi presentando un piano per la sicurezza informatica degli Stati Uniti. Piano che prevede la nomina di una carica ad hoc, già ribattezzata dai giornali “Zar della rete“, come un personaggio da fantascienza. Ma saranno molto reali i fondi che avrà a disposizione per la ricerca e l’allestimento di una squadra di esperti informatici in grado di fronteggiare quelle che Obama ha definito “le armi di sabotaggio di massa”. Tanto che la persona indicata farà parte del Consiglio di Sicurezza Nazionale e anche del Consiglio Nazionale Economico della Casa Bianca. Il toto-nomi sulla rete è già partito, tra gli altri “papabili”, l’attuale Ceo di Symantec John Thompson e il vicepresidente del settore affidabilità e sicurezza informatica di Microsoft Scott Charney.
Secondo il “New York Times” questo “zar della rete” avrà un ruolo di coordinazione che permetterà, nelle intenzioni dell’amministrazione,di superare il conflitto di competenze attuale tra Pentagono, Fbi e dipartimento di Sicurezza nazionale in merito alle operazioni di contrasto agli hacker. “Avrà un accesso diretto alla comunicazione con me” ha detto Obama, per sottolineare l’importanza dell’incarico. Nel suo discorso il presidente ha parlato delle intrusioni nei file del suo team durante la campagna elettorale, dei tentativi di attacco cibernetico al Pentagono (più di 300mila all’anno), dei furti di identità via internet. “Non è una realtà virtuale” ha spiegato Obama, “è un mondo da cui dipendiamo ogni singolo giorno: i nostri cellulari, i nostri blackberry, i nostri computer. Reale, come i rischi che porta con sé”.

Tre paracadutisti italiani del reggimento “Nembo” della Folgore sono rimasti lievemente ferite in uno scontro a fuoco contro le milizie talebane a Bala Murgab, nella regione ovest del Paese, durante il quale sono rimasti uccisi anche tre soldati afghani e altri tre sarebbero stati catturati. Il soldato italiano non sarebbe in pericolo di vita. Secondo la ricostruzione fatta dai militari italiani, gli insorti hanno attaccato le pattuglie dell’Esercito afghano e successivamente hanno coinvolto con il fuoco anche i Paracadutisti del 185° Reggimento “acquisitori obiettivi” che hanno immediatamente individuato le postazioni nemiche facendo fuco e dando le indicazioni per poter effettuare il tiro con i mortai. Sarebbero stati uccisi nello scontro a fuoco 25 insorti. L’attacco di poche ore fa conferma che la provincia di Badghis, rimane una delle più calde della Regione Ovest. Solo ieri due elicotteri AB 212 della Marina Militare Italiana, appena decollati dalla Base di Bala Murgab erano stati soggetti al fuoco di armi leggere, abilmente schivati grazie all’esecuzione di manovre diversive da parte di piloti italiani. A bordo si trovava anche il Generale Rosario Castellano Comandante della Regione Ovest, che si era recato a Bala Murgab per effettuare una shura con gli anziani del villaggio, allo scopo di richiedere l’intervento degli stessi, ritenuti indispensabili per gli equilibri locali, alla ricerca del consenso e di un loro attivo contributo nella manovra. “I nostri ragazzi hanno operato con professionalità”, ha commentato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, oggi, a Torino. La Russa ha poi sottolineato che “l’attacco subito in Afghanistan è a danno non solo dei nostri soldati ma anche delle forze armate afghane”. La Russa ha inoltre ricordato che “ogni giorno è possibile che ci siano attentati perché c’è da parte dei terroristi la volontà di ricreare un clima di instabilita’ in vista delle elezioni afghane”.
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Scuole di massima sicurezza. Metal detector all’entrata, perquisizioni di zaini e cartelle, guardie e riservisti della polizia all’uscita. Per gli studenti francesi la scuola potrebbe presto trasformarsi così, a metà tra il terminal aeroportuale e il penitenziario. Almeno secondo gli auspici del presidente Nicolas Sarkozy e del suo ministro dell’istruzione Xavier Darcos. “Nemmeno una tromba di scale abbandonata ai delinquenti” ha tuonato oggi il presidente francese, che in campagna elettorale torna a giocare la carta della sicurezza che tanta popolarità gli aveva dato da ministro dell’Interno. Se l’annuncio si trasformerà in realtà, i provvedimenti avranno inizio dal prossimo anno scolastico con un decreto ad hoc. Per il presidente francese, bisogna concentrarsi “su 25 aree, 21 delle quali nella regione di Parigi e quattro nelle province”, che sono “devastate dalla delinquenza, dalla droga e dal traffico di armi”.
“Questi non capiscono niente degli studenti, per loro sarà una sfida, un divertimento. Voglio vedere a che ora si riuscirà ad entrare in classe con questi sistemi” ha detto il verde Daniel Cohn Bendit, (uno che di agitazioni studentesche se ne intende) capeggiando una delle critiche più diffuse alle politiche dei controlli annunciate da Sarkozy: “per i ragazzi turbolenti degli istituti delle banlieues il metal detector o i controlli dei professori saranno una provocazione, una sfida”.
Ma l’idea di Sarkozy e di Darcos, che ha parlato per primo di perquisizioni e metal detector, deriva da alcuni fatti di cronaca avvenuti nelle scuole che hanno scosso i francesi: accoltellamenti di professori, aggressioni, risse. Ancora una volta il presidente ha nel suo obiettivo i ragazzi delle banlieues, che definì “racaille”, feccia, da ministro dell’Interno nei giorni delle rivolte del 2005. ”Dobbiamo riconquistare i quartieri caduti in mano ai delinquenti - ha detto Sarkozy- ”funzionari specializzati avranno il compito di individuare tutti i segnali esterni di improvvise ricchezze e colpire i malviventi nel portafogli. Nemmeno una strada o una tromba delle scale deve rimanere in mano ai teppisti”.

Un soldato Usa mentre stupra una detenuta, un interprete che violenta un prigioniero, abusi sessuali sui prigionieri realizzati con un manganello, del filo metallico, un tubo fosforescente; e ancora una donna a cui vengono strappati via gli abiti perche’ mostri il seno.
Sarebbero questi i contenuti delle foto che documentano gli abusi sui detenuti da parte dei soldati Usa tra il 2001 e il 2005 ad Abu Ghraib e in altri sei carceri. Barack Obama non vuole che vengano pubblicate, probabilmente proprio a causa del tema aghiacciante delle immagini. Il “Daily Telegraph” ne ha rivelato il contenuto, intervistando il generale Antonio Taguba, che realizzò un’inchiesta sull’accaduto nel carcere iracheno alle porte di Baghdad.
L’inchiesta pubblicata da Taguba nel 2004 raccolse accuse che denunciavano abusi sessuali, ma non aveva rivelò l’esistenza di fotografie in grado di documentare le violenze. Adesso arriva la conferma da parte del generale Usa, in congedo dal 2007, il quale però si dice d’accordo con lo stop richiesto da Obama: “Queste foto mostrano torture, abusi, stupri ed ogni tipo di atti indecenti”. “Non sono sicuro di quale scopo avrebbe la loro pubblicazione, se non quello puramente legale. E la cnoseguenza sarebbe di mettere in pericolo le nostre truppe, gli unici difensori della nostra politica estera, in un momento in cui ne abbiamo grande bisogno, o quella dei britannici che stanno tentando di garantire la sicurezza in Afghanistan”. “La mera descrizione di queste foto è sufficientemente orribile, potete credermi”.
Ad aprile, il governo di Obama annunciò che avrebbe pubblicato le foto e che non aveva alcun senso ricorrere contro la sentenza a favore della pubblicazione, vinta dall’American Civili Kiberties Union. Poi la marcia indietro: pressato dai vertici militari, Obama ha cambiato idea e ha detto che la pubblicazione potrebbe mettere in pericolo la sicurezza delle truppe statunitensi. Secondo Obama, comunque i protagonisti di questi atti “sono stati identificati, e sono state adottate misure contro di loro”.

È un’assassina, ma la gente la difende. Di più la considera un’eroina, una Thelma vendicatrice, come, in Italia, era capitato a Milena Quaglini, l’ex serial killer che aveva ucciso tre uomini (tra cui suo marito) che le avevano usato ripetutamente violenza prima di togliersi la vita in carcere dopo la condanna. Si chiama Deng Yujiao, è una pedicure di 21 anni di Badong, nella provincia cinese dell’Hubei, e avrebbe ucciso a colpi di coltello un alto funzionario locale, Deng Guida, ferito un uomo che lo accompagnava, perché si era rifiutata fargli il ’servizio speciale’ che le avevano richiesto. Il funzionario, 44 anni, è morto dissanguato prima di arrivare in ospedale. E’ stata lei stessa a chiamare la polizia locale, mentre l’uomo giaceva esangue sul pavimento.
Appena la notizia si è diffusa i siti web di ‘chat’ sono stati invasi da messaggi che difendevano la giovane, vista come una “figlia del popolo” tormentata da un arrogante “pezzo da novanta”. Molti chiedono che come minimo le deve essere riconosciuta l’attenuante della legittima difesa perché - sembra - al suo rifiuto il funzionario e il suo accompagnatore l’hanno aggredita tentando di violentarla. I giornali, tutti controllati dal governo, hanno dedicato ampi articoli alla vicenda prima di ricevere l’ordine di tacere e non esprimere una posizione sull’argomento. Domenica scorsa un gruppo di studentesse dell’Università delle donne di Pechino ha lanciato un appello per la protezione di Deng Yujiao e dei diritti delle donne. “In una società dove le donne sono rispettate pienamente, Deng non avrebbe subito una simile umiliazione” ha dichiarato Lan Yujiao, una delle firmatarie. Un gruppo di donne che ha raggiunto Badong per un’inchiesta è stato costantemente seguito da una decina di poliziotti, ha affermato una delle attiviste, Ma Lijun. “Sembra che abbiano qualcosa da nascondere”, ha aggiunto Ma.

Tragedia familiare per Mike Tyson: la figlia Exodus, 4 anni, è morta in un ospedale in Arizona in seguito ad un incidente avvenuto il giorno prima nella sua abitazione. La bambina aveva infilato per gioco la testa in un nodo scorsoio restando soffocata.
Dopo tante peripezie giudiziarie questa volta l’ex campione del mondo di pesi massimi è tornato al centro della cronaca per un dramma familiare. Ricoverata ieri in condizioni disperate, la bimba è stata dichiarata morta all’ospedale Saint Joseph di Phoenix (Arizona) alle 11.45 locali (le 19:45 in Italia).
Tyson si trovava a Las Vegas quando è avvenuto l’incidente nella sua abitazione. La piccola era nella stanza dei giochi ed ha infilato la testa in una corda appesa ad un tapis roulant. “Per qualche motivo la bambina ha infilato la testa nella fune ed e’ rimasta imprigionata in un cappio”, ha spiegato un portavoce della polizia aggiungendo che tutto lascia pensare che si sia trattato di “un tragico incidente”.
L’incidente è stato scoperto dal fratello piu’ grande della bambina, che ha sette anni, che ha avvertito subito la madre, che si trovava in un altra area della abitazione.
La donna ha liberato la piccola dal nodo scorsoio, ha chiamato immediatamente i servizi di emergenza ed ha cominciato a praticare la respirazione artificiale alla bambina. Poco dopo sono arrivate alcune macchine della polizia e quindi una ambulanza. La bambina e’ stata trasportata al pronto soccorso del St. Joseph Hospital di Phoenix, dove è giunta in condizioni ‘critiche’ ma ancora in vita.
Poche ore dopo è giunto all’ospedale Mike Tyson, che aveva lasciato Las Vegas subito dopo essere stato informato dell’ incidente. In questi giorni Tyson sta facendo pubblicità negli Stati Uniti ad un documentario sulla sua vita, diretto dal regista James Toback. L’ex pugile ha diffuso alcune ore dopo una dichiarazione per “ringraziare dal più profondo del cuore per tutte le preghiere e per tutto il sostegno”. Nello stesso tempo Tyson ha chiesto “di poter conservare un po’ di privacy in questo momento difficile”. Tyson e’ stato sposato più volte ed ha sei figli da madri diverse.
Mike Tyson è stato spesso alla ribalta della cronaca piu’ per il suo comportamento fuori dal ring che per le imprese sportive. Nel 1991 era stato condannato a dieci anni di carcere per lo stupro della reginetta di bellezza Desiree Washington (scontando comunque in prigione solo tre anni). Nel 1997 nel suo incontro di rivincita contro Evander Holyfield su un ring di Las Vegas aveva perduto il controllo staccando a morsi un brandello dell’orecchio dell’avversario, con interruzione immediata dell’incontro e squalifica di Tyson per un anno. Nel 1999 Tyson era tornato di nuovo in prigione, per cinque mesi, per avere aggredito fisicamente due automobilisti in seguito ad un tamponamento in Maryland. Nel 2003 l’ex campione del mondo, dopo una serie di vani tentativi di ritorno sul ring, aveva dichiarato bancarotta, travolto dai debiti col fisco americano, dopo avere dilapidato gli oltre 300 milioni guadagnati nel corso della sua carriera di pugile.

Kim Yong Il
La Corea del Nord continua a sfidare il mondo. Pyongyang ha effettuato un nuovo lancio di missile a corto raggio, all’indomani del lancio di altri due, minaccia una risposta militare alla Corea del Sud dopo la decisione di Seul di aderire alla Proliferation Security Initiative (Psi). Tutto questo mentre i satelliti spia americani hanno accertato che è ripartito l’impianto nucleare -2. L’agenzia sudcoreana Yonhap, citando una fonte anonima del governo di Pyongyang, ha riferito che il lancio del nuovo missile a corto raggio è avvenuto dalla costa orientale verso il Mar Giallo.
Il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, citando una fonte anonima del governo di Seul, ha riferito che un satellite spia statunitense ha rilevato vapore uscire da un impianto nucleare a Yongbyon, generati dalla struttura di lavorazione del plutonio che si trova a 80 chilometri da Pyongyang. La Corea del Nord aveva già annunciato di aver riavviato le operazioni di ritrattamento del combustibile atomico a Yongbyon, in segno di protesta verso la condanna dell’Onu per il lancio del missile-satellite effettuato il 5 aprile scorso, che secondo i servizi Usa e sudcoereani era pero’ il test di un nuovo missile nucleare.
L’ultimo atto della sfida al mondo è la dichiarazione di Pyongyang non sertirsi più legata all’armistizio del 1953, siglato alla fine della guerra di Corea. La notizia ù stata diffusa dalla Kcna, l’agenzia ufficiale del regime. E’ la risposta alla decisione del vicino di aderire all’iniziativa lanciata nel 2003 da George W. Bush per interdire il trasferimento di tecnologie e armi di distruzione di massa. Il regime di Kim Jong-il ha diramato una nota per avvertire che risponderà “immediatamente e con forti misure militari” ad una eventuale decisione del Sud di fermare e ispezionare navi nordcoreane.
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