- Tags: influenza-suina, Messico, Oms, pandemia, virus
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Il virus della “Nuova influenza A/H1N1″ ormai noto impropriamente come “influenza suina” è arrivato nelle terre da cui era partita l’emergenza aviaria. L’Asia teme il contagio. I primi due casi si sono registrati in Corea del Sud e a Hong Kong. In un hotel dell’ex colonia inglese un ragazzo arrivato dal Messico ha dato positivo ai test e l’intero albergo, il Metropark Hotel è stato messo in quarantena, con i suoi 200 ospiti e il personale di servizio (altre 100 persone circa). Non risulta ci siano italiani tra le persone isolate
ma le liste di chi alloggiava al Metropark non sono complete perché
alcuni clienti non sono rientrati in albergo.
In più, la polizia sta cercando di radunare i passeggeri del volo provieniente da Shanghai per tenere anche loro sotto osservazione temendo possa esserci stato un contaglio in volo.
La Cina ha annunciato che rimpatrierà i suoi cittadini che si trovino in Messico con un volo statale. Nel paese centroamericano le strade sono deserte, effetto della raccomandazione del presidente Calderòn che ha invitato tutti i messicani a trascorrere i cinque giorni di ponte in casa con la famiglia per ridurre al minimo i rischi. Intanto le cifre ufficiali del governo messicano sulla mortalità del virus fanno tirare un sospiro di sollievo (pur dietro le mascherine): solo sedici sono le morti accertate a causa del AH1N1, cifra ben lontana dalle 150 morti che venivano considerate fino a 3-4 giorni fa. L’organizzazione mondiale della Sanità (Oms) conferma che i casi finora accertati di influenza suina sono 617, (erano 367 fino a ieri, poi sono arrivati i risultati di molte analisi) distribuiti in 15 diversi paesi. Dati che non contribuiscono per ora a far scemare la psicosi: negli Usa sono state chiuse 430 scuole. Mentre c’è chi prova a sfruttarla a proprio vantaggio in campo sportivo: nella partita di calcio (Coppa Libertadores, la Champions sudamericana) tra il Chivas Guadalajara (squadra messicana) e l’Everton di Vina del Mar, in Cile, il difensore messicano Hector Reinoso ha tossito e sputato all’attaccante avversario, urlandogli “beccati l’influenza”. “Ci hanno trattato da lebbrosi per tutta la partita” ha giustificato il suo gesto Reinoso. Per tutta risposta la federcalcio cilena (come ha già fatto quella colombiana) ha proibito temporaneamente le partite con squadre messicane.
- Sabato 2 Maggio 2009
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Il 2 Maggio 2009 alle 10:56 Messico: l’influenza suina contagia anche la rete » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Hong Kong, un albergo in quarantena per l’influenza messicana [...]
Il 27 Luglio 2009 alle 12:02 Influenza suina: alternative orientali alla quarantena » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Quando a maggio è stato isolato il primo, al Metropark Hotel, l’albergo e i suoi clienti sono stati messi in quarantena. Ma la città sa di non potersi fermare, soprattutto in tempi di crisi, quindi ha deciso di rinunciare all’isolamento obbligato e di aumentare gli standard di igiene all’interno dei grattacieli. Installando purificatori per l’aria, distribuendo mascherine e gel disinfettanti, e con corsi grafici per lavarsi correttamente le mani. Iniziative, queste, che stanno aiutando Hong Kong a mantenere tassi di crescita della percentuale dei malati pari alla metà di quelli registrati in tutti gli altri paesi colpiti dal virus. [...]
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