
E’ Abu Dhabi, sembra Abu Ghraib. Con la differenza che a torturare nel deserto (con l’aiuto di un uomo in divisa) un prigioniero inerme non è un carceriere qualunque ma sua altezza lo Sceicco Issa Bin Zayed al Nahyan, membro della famiglia reale di Abu Dhabi, fratello del più famoso Mansour, il proprietario della squadra di calcio del Manchester City che a gennaio fu a un passo dal comprare la stella del Milan Kakà. E soprattutto fratello di Khalifa Bin Zayed Al-Nahyan, lo sceicco regnante. I soldi non sono certo un suo problema. Eppure nel video che sarà utilizzato contro di lui in un prossimo processo e che è stato trasmesso dalla catena statunitense Abc, appare infuriato mentre infierisce sadicamente su un uomo, un mercante afghano, accusandolo di averlo truffato su una vendita di grano.
All’uomo, legato, lo sceicco infila della sabbia in bocca, lo colpisce con un bastone, lo brucia nei genitali con un accendino, sparge sale nelle sue ferite e minaccia di sparargli. Il video è datato al 2004 ma è venuto alla luce per il processo intentato allo sceicco da un suo ex partner di affari, Bassam Nabulsi, cittadino statunitense di origine libanese. “Abbiamo altri 25 video simili” ha annunciato oggi il legale di Nabulsi, Anthony Buzbee, rivelando all’ Observer un dettaglio inquietante: “è il principe stesso a dare ordine di girarli per poi riguardarseli a casa”.
“Eravamo amici e lavoravo per lui come uomo d’affari” ha spiegato Nabulsi, “ma il suo comportamento si è fatto più bizzarro dopo la morte del padre nel 2004″, portando, sempre secondo il racconto dello statunitense, a un duro confronto personale tra i due. E alla richiesta di risarcimento per 80 milioni di dollari che Nabulsi ha presentato a Houston nel 2006 e che ha originato il processo. Nel 2005 Nabulsi fu arrestato ad Abu Dhabi con l’accusa di traffico di droga (la polizia trovò degli stupefacenti in casa sua) e “umiliato e torturato dalla polizia perché non volevo consegnare il video”. Ma come faceva ad averlo? La risposta l’ha data l’avvocato americano dello Sceicco, Daryl Bristow: “La giuria dovrebbe sapere che l’uomo dietro la telecamera è il fratello di Nabulsi e che lui ha usato questo filmato per minacciare il mio assistito, come lo chiamate questo nel vostro paese?” ha detto, chiedendo di spostare il processo negli Emirati.
Ricatto o no, resta il fatto che il video non è uno scherzo e non giova certo all’immagine della famiglia reale dell’emirato, pur se Issa non ricopre alcun incarico di governo. Dopo la trasmissione del video, alcuni gruppi per i diritti civili e media statunitensi hanno chiesto un boicottaggio degli accordi del governo degli Stati Uniti con gli Emirati Arabi. Il deputato democratico James Mc Govern ha chiesto a Hillary Clinton di “rivedere l’accordo sul nucleare civile (firmato da George W. Bush) con gli Emirati”. Lo stesso governo di Abu Dhabi, dopo aver parlato di “questione legale risolta tra privati cittadini” si è espresso ufficialmente sul tema: ”Il governo condanna senza equivoci le azioni mostrate nel video”, recita un comunicato diffuso il 30 aprile scorso dall’agenzia ufficiale Wam. “Ciò che si vede nel video non rappresenta un comportamento corretto, le azioni saranno investigate” ha detto il ministro dell’Interno di Abu Dhabi, che però non ha mai menzionato il principe.
- Domenica 3 Maggio 2009

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