Una festa di matrimonio finita in un bagno di sangue. È accaduto lunedì sera nella serata di lunedì in un villaggio del sud-est della Turchia a maggioranza curda, Bilde, vicino alla città di Mardin, dove alcuni uomini armati con il volto mascherato hanno fatto irruzione al banchetto, uccidendo almeno 44 persone, tra cui sedici donne e sei bambini, e ferendone almeno venti. Uccisi anche Sevgi Celebi e Habib Ari, i due promessi sposi, che - secondo alcune fonti locali - avrebbero organizzato il matrimonio proprio per aggiustare una diatriba tra le due famiglie risalente a vent’anni fa.
Il movente della strage sarebbe da ricondurre, non a un’azione terroristica del Pkk, bensì a una faida di una parte della famiglia cui avrebbero preso parte almeno otto persone, arrestate dalle autorità questa mattina con l’accusa di aver ordito il massacro. La vicenda, riferita in serata anche dalle tv turche, ha avuto subito contorni poco chiari: non si sapeva, soprattutto, se la sparatoria era scoppiata tra le famiglie riunite al matrimonio, oppure se l’attacco era avvenuto dall’esterno. È stato poi il governatore della provincia di Mardin, Ahmet Ferhat Ozen, a chiarire la dinamica della vicenda. Gli assalitori indossavano maschere e dopo aver fatto irruzione nel salone dove erano riuniti i commensali del pranzo di nozze, hanno aperto il fuoco con fucili automatici e bombe a mano. La sposa era la figlia di un capo locale delle milizie filo-Ankara, accusate in passato di aver usato la mano dura contro gli abitanti dei villaggi per annientare i gruppi separatisti.
La locale polizia paramilitare è stata subito inviata nel villaggio sulle tracce degli assalitori. I media locali hanno sottolineato che le famiglie sia dello sposo che della sposa includono membri della milizia curda fedele ad Ankara, il cui compito è combattere la guerriglia dei separatisti curdi nella regione. Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan è stato subito informato della strage dal ministro dell’Interno Besir Atalay. Nel sud-est della Turchia, i ribelli separatisti curdi sono attivi da circa 25 anni. Anche sanguinosi regolamenti di conti sono particolarmente frequenti nella regione.
- Martedì 5 Maggio 2009

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