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da Amman, Giordania
E’ prudente il Papa quando, conversando in aereo con i giornalisti, passa in rassegna i temi della visita in Terra Santa . Un viaggio, tre Paesi (Giordania, Israele, Territori palestinesi) e tre religioni (musulmana, ebraica e cristiana) in appena una settimana (dall’8 al 15 maggio). Ma appena tocca terra ad Amman (scortato dagli F16 dell’aviazione giordana), il Papa lancia subito l’appello per una «alleanza di civiltà tra il mondo occidentale e il mondo musulmano» per smentire le «predizioni di coloro che considerano inevitabili la violenza e il conflitto». Le parole del Papa sono anche un modo per rafforzare il ruolo di Re Abdallah II che, sulla scia di suo padre Hussein I, è decisamente impegnato nel dialogo con i cristiani e nello sforzo di dare stabilità alla regione. Non è un caso infatti che il consigliere del re, il principe Ghazi bin Muhammad bin Talal, all’indomani della crisi provocata dal discorso del Papa a Ratisbona è stato promotore della Lettera intitolata “Una parola comune tra noi e voi”, firmata da 138 intellettuali musulmani, che ha contribuito a riportare il sereno nei rapporti islamo-cristiani.
La prima tappa della visita ad Amman porta il Papa direttamente in contatto con la gente. Benedetto XVI si reca infatti al Centro Regina Pacis che accoglie handicappati ed è sostenuto da cristiani e musulmani. Un piccolo bagno di folla nel vasto cortile del centro: canti, slogan, musica. Il Papa, anche se stanco del viaggio, non si sottrae a fare il giro della folla che lo attende per stringergli la mano. Un accoglienza festante e rumorosa da parte della piccola comunità cristiana di Amman (i cristiani sono appena il 2% della popolazione della Giordania) che fuga ogni perplessità che aveva accompagnato la preparazione di questo viaggio.
Poi il corteo papale si sposta al palazzo reale. Qui al contrario l’atmosfera è quasi surreale: il Palazzo, che si affaccia sulla valle che guarda a Gerusalemme, è silenzioso, circondato dall’esercito e dalle forze speciali, la gente è tenuta lontana. Nell’ampio cortile vuoto, il Papa, alla presenza della sola guardia d’onore, viene accolto dalla famiglia reale al completo: re Abdallah II, la bella regina Rania e i loro quattro figli. Poi però l’atmosfera si fa più intima quando il pontefice e tutta la famiglia si trasferiscono nel salotto interno dove conversano per circa mezz’ora. Il Papa domanda ai reali dei loro studi compiuti all’estero e parla con i figli. Un colloquio informale che, in questo contesto, vale più di qualsiasi gesto diplomatico.
- Venerdì 8 Maggio 2009
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Il 8 Maggio 2009 alle 21:06 Il Papa è arrivato in Giordania: “Sono qui per la pace, in nome della Chiesa” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: “Benedetto XVI inizia il viaggio di speranza” in Terra santa - Cronaca della prima giornata di viaggio [...]
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