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FORTE TERREMOTO AL NORD, C'E'UNA VITTIMA - Torna la paura in tutto il Nord: una fortissima scossa di terremoto (magnitudo 5.8) ha colpito le zone già in ginocchio per il terremoto del 20 maggio scorso. Evacuate molte scuole da Milano a Modena (nella foto)  - Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia a Veneto all'Emilia Romagna. A Milano e hinterland alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza. La scossa ha avuto una magnitudo 5.8, con epicentro nel Modenese. Linee interrotte nel Ferrarese, si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Paura in tutte le grandi città del Nord.

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Parla la figlia di Anna Politkovskaja: “Uccisa per colpire la libertà di stampa”

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  • Tags: Anna Politkovskaja, politkovskaja, Russia
  • 3 commenti

Anna Politkovskaja

Hanno la stessa figura; alta, magra, slanciata. Nervosa ed elegante, quella di Anna, nelle foto che la ritraggono e che ora sono appese nelle redazioni e nelle sedi delle organizzazioni che si battono per la libertà di stampa nel mondo. Posata e timida, quella di Vera. Hanno (avuto) le stessa professione: il giornalismo. La madre, Anna Politkovskaja, per questa “passione civile”, per l’amore della verità e della denuncia, ha perso la la vita, assassinata nella Russia di Vladimir Putin poco più di due anni.

La figlia, Vera, è una ragazza di 29 anni, che ha deciso di seguire le orme della madre. E di essere il testimonial della sua figura, per ricordarne l’opera e l’impegno. Vera è venuta in Italia, a Milano, in occasione dell’inaugurazione di una lapide in onore dell’inviata di Novaja Gazeta nel Giardino dei Giusti del capoluogo lombardo, ospite dell’associazione Anna Viva.

Parla del processo, del suo rapporto con la madre, degli ultimi giorni della giornalista; della sua concezione del giornalismo L’assoluzione dei presunti autori dell’omicidio della Politkovskaja, è stato un dolore, una delusione per Vera: “L’accusa non è stata in grado di dimostrare che loro erano da condannare. - risponde la figlia della giornalista della Novaja Gazeta. “La difesa ha lavorato meglio. E questo, nonostante la procura avesse tutti gli strumenti per raggiungere il suo obiettivo e convincere la corte che gli imputati fossero colpevoli. Io, la mia famiglia, continuiamo a ritenere che si potrebbe arrivare a una sentenza di condanna dei responsabili dell’omicidio se l’accusa trovasse la strada giusta per farlo”.

Con tono secco, Vera, sembra voler dire che la Procura non abbia voluto andare fino in fondo. Perché che il suo sia stato un delitto politico, lo dicono tutti. Non c’è stato un movente preciso, dice Vera; neppure l’inchiesta che la madre stava conducendo sul regime filo-russo di Grozny, sulle torture inflitte ai guerriglieri, ma anche ai civili in Cecenia. “No, è stata uccisa per la sua attività professionale più in generale. L’inchiesta che lei stava facendo, poi è stata pubblicata grazie al lavoro degli altri giornalisti del suo quotidiano — racconta Vera Politkovskaja. “E’ stata assassinata per dare una lezione ai giornalisti, per dare un colpo fortissimo alla libertà di stampa in Russia. Posso dire posso dire con ragionevole certezza che i mandanti l’abbiano voluta morta non solo per le sue indagini e suoi articoli sulla Cecenia, ma per la sua opera, per il suo impegno più in generale”.

La ventinovenne ricorda gli ultimi giorni prima dell’assassinio. Spiega che, per lei e suo fratello, non c’erano stati segnali particolari. Certo, la pressione era sempre stata forte su di lei, visto il coraggio del suo lavoro. C’erano state minacce in passato, ma molto tempo prima che venisse freddata nell’ascensore di casa. “Non avevamo notato nulla di particolare. Poi, nelle ultime settimane Anna non aveva dedicato molto tempo al lavoro. Era morto mio nonno e io ero andata a vivere con lei. In questo periodo lei si occupava soprattutto della famiglia. Dopo l’omicidio, però, abbiamo ripensato ad alcune stranezze, come il citofono improvvisamente rotto, o il fatto che giravano davanti a casa alcune persone che non avevamo mai visto prima”. Per lei il giornalismo, la denuncia civile era una missione: “Se non lo faccio io, chi lo farà qui in Russia, soleva dire. E aveva ragione, purtroppo. In Russia, il giornalismo d’inchiesta non è certo amato,come sappiamo. Lei diceva : io faccio il mio lavoro, scrivo quello che vedo. Ma purtroppo, alla gente non piace vedere la realtà in faccia” - racconta Vera. E ora, in Russia parlare di Anna Politkovskaja è un fatto molto raro. Il sistema di potere preferisce che ci sia oblio sulla sua vita. E sulla morte di questa coraggiosa giornalista. Che in buona parte del mondo è diventata invece simbolo dell’impegno civile.

  • michele.zurleni
  • Venerdì 8 Maggio 2009

Vedi anche:

  • Vladimir Putin: lo zar di Russia alla vigilia delle elezioni - IL RITRATTO
Immigrati riportati in Libia, la levata di scudi delle Ong »
« Ue: perché non funziona la lotta all’immigrazione clandestina

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Il 9 Ottobre 2009 alle 9:37 E Silvio chiese una mano a Vladimir | Video Folli ha scritto:

[...] citazione di Vera figlia di Anna Politkovskaja in Panorama, 08/05/2009 [2] Putin, è vero che divorzia? E Berlusconi fa il gesto del mitra, Repubblica, 18/04/2008 [3] Il [...]

Il 31 Dicembre 2009 alle 11:32 А́нна Степа́новна Политко́вская - Pagina 4 - I Forum di Investireoggi ha scritto:

[...] [...]

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