- Tags: Benedetto XVI, Giordania, papa
- Lascia un commento
Da Amman, Giordania
Ad Amman i musulmani vanno alla Messa del Papa. Tra le ventimila persone giunte nello stadio della capitale della Giordania per la celebrazione presieduta da Benedetto XVI, c’erano anche molti fedeli islamici mescolati tra la folla, come Nouma Sabil, 34 anni, accompagnata dal marito, dalla figlia di tre anni e dalla baby sitter filippina. “Ho voluto accompagnare la baby sitter della mia bambina perché è cattolica, ma anche mio marito non ha voluto perdere l’occasione per incontrare una personalità importante come il Papa che è venuto a trovarci”, spiega Nouma a Panorama. Alla Messa c’erano poi cristiani di diversi riti e confessioni giunti da tutto il Medio Oriente: melchiti, ortodossi, cattolici di rito siriano e armeno, moltissimi provenienti dal Libano, dalla Siria, dall’Iraq, dall’India, dall’Armenia, rifugiati della Palestina, emigrati giordani negli Stati Uniti tornati per l’occasione.
In più tanti cattolici filippini, indiani e cingalesi che lavorano nelle case giordane, giovani del cammino neocatecumenale e del movimento dei Focolari arrivati dalla Germania, dall’Argentina, dal Canada, dall’Italia. La Messa ad Amman ha reso tangibile il caleidoscopio di culture, tradizioni, riti e religioni che rappresenta la ricchezza ma anche la sfida per il Medio Oriente. Nel corso della celebrazione il Papa ha dato la prima comunione a duecento bambini, tra i quali anche 40 piccoli rifugiati iracheni che ha salutato al termine della Messa con le loro famiglie. Naturalmente erano molti anche i cattolici giordani presenti (il Re Abdullah ha dato persino una giornata di festa per consentire loro di partecipare alla Messa con il Papa), ma si tratta pur sempre di un “piccolo gregge”, (il due per cento della popolazione, pari a poco più di 100 mila su una popolazione 5,7 milioni di abitanti).
Ferial Hadat, cattolica di rito melchita, è emigrata in California con tutta la sua famiglia: “Apparentemente qui i nostri diritti sono garantiti e bisogna riconoscere che la famiglia reale giordana fa molto per questo, ma la vita concreta dei cristiani non è facile, soprattutto da quando è cresciuta l’influenza di alcuni movimenti islamici che si stanno diffondendo anche in Giordania”.
Nell’omelia della Messa il pontefice si è rivolto proprio ai cristiani raccomandando loro di “dare testimonianza della fede cristiana e di mantenere la presenza della Chiesa nel cambiamento del tessuto sociale di queste antiche terre. La fedeltà alle vostre radici cristiane, la fedeltà alla missione della Chiesa in Terra Santa, vi chiedono un particolare tipo di coraggio: il coraggio della convinzione nata da una fede personale, non semplicemente da una convenzione sociale o da una tradizione familiare”.
Ma soprattutto il Papa ha chiesto ai cristiani in Terra Santa l’impegno deciso a favore della pace e la forza di respingere la tentazione di farsi trascinare da gruppi e movimenti che giustificano il ricorso alla violenza: il riferimento, implicito, forse è ad Hamas, ma più in generale al terrorismo, alla guerra e a tutte le forme di attentato alla vita. Benedetto XVI ha raccomandato ai cristiani di “contrastare modi di pensare che giustificano lo ’stroncare’ vite innocenti”. E ha chiesto loro di trovare “il coraggio di impegnarvi nel dialogo e di lavorare fianco a fianco con gli altri cristiani nel servizio del vangelo e nella solidarietà con il povero, lo sfollato e le vittime di profonde tragedie umane; il coraggio di costruire nuovi ponti per rendere possibile un fecondo incontro di persone e diverse religioni e culture e così arricchire il tessuto della società”.
Nel giorno della festa della mamma il Papa dedica un pensiero anche alla famiglia e alle donne in Medio Oriente. Ricorda il prezioso contributo delle donne alla famiglia e alla società ma denuncia il fatto che non sempre la loro dignità e la loro missione “siano sufficientemente comprese e stimate”. Perciò afferma che “con la sua pubblica testimonianza di rispetto per le donne e con la sua difesa dell’innata dignità di ogni persona umana, la Chiesa in Terra Santa può dare un importante contributo allo sviluppo di una cultura di vera umanità e alla costruzione della civiltà dell’amore”.
Nel frattempo è scoppiato un giallo sulle traduzioni dei discorsi del Papa. Nel discorso del Papa al monte Nebo, la versione originale, in inglese, del testo letto dal pontefice parla di “inseparabile bond between the Church and the Jewish people”, che tradotto suonerebbe come “inseparabile legame tra la Chiesa e il popolo ebraico”. Ma nella versione ufficiale in arabo del discorso, il legame è divenuto “patto” e in quella italiana “vincolo”. Mentre alcuni giornalisti arabi lamentano che nella versione del testo che avevano ricevuto mancava la frase sugli ebrei. Incidenti di percorso in una terra dove anche le sfumature nelle traduzioni contano.
- Domenica 10 Maggio 2009
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.