Le cifre sono quelle di un esodo: 200.000 persone sono già scappate, ospitate nei campi profughi, le immense tendopoli allestite in fretta e furia, mentre altre 300.000 sono in marcia per salvarsi dalla guerra, dopo che l’esercito pachistano ha lanciato un’offensiva contro i talebani nella valle dello Swat, roccaforte dei guerriglieri islamici a nord della capitale Islamabad. Secondo l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, quella che si profila nei distretti settentrionali del Pakistan rischia di essere una delle maggiori crisi umanitarie mondiali.
Alle 500.000 persone che sono fuggite dopo l’inizio degli scontri nella Swat Valley, si devono sommare l’altro mezzo milione di profughi, già presenti nella zona a cavallo del confine con l’Afghanistan, e che da tempo avevano lasciato le loro case a causa dei ripetuti scontri armati tra le forze di sicurezza del governo pachistano e le formazioni armate degli studenti coranici. Testimoni oculari parlano di lunghissime file di macchine, piccoli bus, trattori e anche risciò lasciare le impervie strade della valle. Numerose persone sono tate costrette a fuggire a piedi, portando con loro solo i vestiti che indossavano.
Le operazioni militari sono iniziate tre giorni fa, annunciate da un discorso televisivo del primo ministro Yousaf Raza Gilani “I guerriglieri hanno dichiarato guerra contro molti settori della nostra società”, ha detto. “Hanno approfittato della nostra buona fede solo per tentare di indebolirci. Ma ora verranno eliminati”. Il riferimento è agli accordi presi con gli stessi Talebani nello scorso mese di febbraio, quando l’esecutivo di Islamabad aveva siglato un’intesa che permetteva agli Studenti coranici di controllare la Valle dello Swat e altri due distretti a nord ovest della capitale. Un patto che, a detta di molti osservatori, dimostrava quanto fosse debole politicamente la leadership pachistana, costretta a scendere a compromessi con il nemico.
Gilani, con l’annuncio dell’offensiva, ha segnato un punto di svolta nella politica del suo governo nei confronti dei Talebani: nessun accordo, ma solo guerra aperta e totale. Non è un caso che questa cesura con il passato sia arrivata nelle stesse ore in cui Barack Obama vedeva a Washington il presidente pachistano Asif Ali Zardari (e l’afghano Hamid Karzai). Nel summit alla Casa Bianca, Obama ha chiesto a Zardari un maggiore impegno per combatterei Talebani, promettendo più aiuti economici e militari al Pakistan; spiegandoli che i guerriglieri islamici, controllando vaste aree territoriali, stavano ormai mettendo a repentaglio l’integrità del , sempre di più a rischio collasso politico e istituzionale. Un’eventualità a cui gli Stati Uniti guardano come a un incubo.
Da lì, da quel vertice americano, dalle forti pressioni di Barack Obama che nasce l’offensiva militare pachistana che, secondo un portavoce dell’esercito, avrebbe provocato la morte di più di 150 militanti fondamentalisti. Ma, nel discorso di Yousaf Raza Gilani c’erano le tracce di un’altra importante rottura con le consuetudini del passato. Il primo ministro ha accennato al fatto che non verranno più accettati i doppi giochi portati avanti in questi anni da vasti settori dell’esercito e del potente servizio di sicurezza (Isi) pachistano. I quali, da una parte, formalmente, si dicevano impegnati nella lotta contro i Talebani, ma dall’altra, invece, aiutavano le formazioni armate fondamentaliste nella loro guerra contro il governo di Islamabad e le truppe occidentali presenti in Afghanistan.
“La nostra reputazione nella comunità internazionale è stata intaccata perché troppo spesso siamo stati accomunati ai terroristi” ha detto senza parafrasi il premier pachistano. La battaglia per il controllo della Swat Valley probabilmente sarà molto significativa per capire se l’intero apparato di sicurezza pachistano ha intenzione oppure no di combattere la guerra contro i Talebani. Per ora, le fonti dell’esercito affermano che i combattimenti sono cruenti, concentrati nella zona di Mingora, il capoluogo della valle, mentre gli aerei e i l’artiglieria colpiscono le postazioni dei guerriglieri islamici in altre località. L’esodo dei civili prosegue, anche se, secondo alcune testimonianze, i Talebani cercherebbero di trattenere a forza i profughi per usarli come scudi umani. Il destino di queste popolazioni non è secondario.
Il governo Gilani, per adesso, avrebbe il supporto necessario da parte dell’opinione pubblica pachistana, ma se numerosi civili dovessero perire nei bombardamenti, il vento cambierebbe e l’offensiva militare verrebbe vista con sfavore, con le possibili conseguenze politiche. Nella Valle dello Swat è in gioco una buona parte dei destini non solo dell’attuale leadership pachistana, ma anche della strategia di Barack Obama in Pakistan e in Afghanistan.
- Domenica 10 Maggio 2009

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 11 Maggio 2009 alle 12:30 Pakistan: un milione in fuga dalla valle dello Swat » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: L’Operazione di Islamabad contro i talebani [...]
Il 15 Maggio 2009 alle 16:13 La calda estate sul confine afghano pakistano » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La battaglia per la Valle dello Swat indica il ritorno del governo pakistano al pugno di ferro contro i talebani e rappresenta la prima massiccia offensiva militare scatenata nell’area di confine tra Afghanistan e Pakistan dove, tra giugno e settembre, dovrebbe svilupparsi un grande attacco condotto da truppe di Kabul e soprattutto anglo-americane in cerca dello scontro e decisivo per sbaragliare il nemico. Una grande manovra a tenaglia che secondo indiscrezioni coinvolgerà circa 100.000 militari tra afgani, pakistani e alleati e comprenderà le province afgane di Helmand, Kandahar, Khost, Zabul, Paktika, Paktia, Nangarhar, Kunar e Nurestan mentre sul versante pakistano del confine verranno investite le province di Waziristan, Bajaur, Kurram, Orakzai, Mohamand e Khyber. [...]
Il 4 Giugno 2009 alle 14:47 Obama, mano tesa all’Islam » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Ha annunciato un “nuovo inizio” nei rapporti tra Stati Uniti e musulmani. E ha definito “legittime” le aspirazioni nazionali dei palestinesi. Nel giorno in cui ha fatto visita con Hillary Clinton all’Università del Cairo, ultima tappa del suo tour mediorientale, il presidente americano ha ribadito la necessità di costruire un futuro di pace per il Medioriente basato sul dialogo a tutto campo. La guerra in Iraq, ha detto il presidente, ci insegna l’importanza del soft power e della diplomazia per arrivare a un accordo tra israeliani e palestinesi: una svolta a 360 gradi, nei toni, rispetto all’era Bush & Cheney. Decisivo, secondo gli analisti, il coinvolgimento di tutti gli attori chiave della regione, a cominciare dall’Egitto del faraone Mubarak, impegnato nelle trattative con i dirigenti dell’Anp e di Israele e con quelle, sotto traccia, con i dirigenti di Hamas. “L’Islam è parte dell’America” ha poi ribadito Obama rispondendo indirettamente a Osama Bin Laden che ieri, nell’ennesimo comunicato audio via web, ha accusato Barack di voler continuare la politica bushiana dell’odio contro l’Islam, come insegnerebbe, secondo i fondamentalisti in armi, il caso dell’operazione americana nella valle pachistana dello Swat, dove i profughi sarebbero ormai più di un milione. [...]
Il 31 Marzo 2010 alle 16:15 Notizie dai blog su A giugno scatta la nuova offensiva Nato contro i talebani di Kandahar ha scritto:
[...] Pakistan, offensiva del governo contro i Talebani Le cifre sono quelle di un esodo: 200.000 persone sono già scappate, ospitate nei campi profughi, le immense tendopoli allestite in fretta e furia, mentre altre 300. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.