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FORTE TERREMOTO AL NORD, C'E'UNA VITTIMA - Torna la paura in tutto il Nord: una fortissima scossa di terremoto (magnitudo 5.8) ha colpito le zone già in ginocchio per il terremoto del 20 maggio scorso. Evacuate molte scuole da Milano a Modena (nella foto)  - Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia a Veneto all'Emilia Romagna. A Milano e hinterland alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza. La scossa ha avuto una magnitudo 5.8, con epicentro nel Modenese. Linee interrotte nel Ferrarese, si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Paura in tutte le grandi città del Nord.

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Esclusivo: parla un leader delle Tigri Tamil

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  • Tags: colombo, Sri-Lanka
  • 2 commenti

Tamil

È intrappolato anche lui nella sacca dove l’esercito di Colombo ha circondato i guerriglieri Tamil, e anche lui sa di rischiare la morte. Ogni minuto. Seevaratnam Puleedevan è uno dei dirigenti politici delle Tigri per per la Liberazione della Patria Tamil, il movimento separatista del nord dello Sri Lanka. Fa parte della loro struttura di governo. È un ministro: è il segretario del Dipartimento per la Pace. Risponde con voce pacata e gentile. In sottofondo, un silenzio calmo, che contrastata con le notizie che giungono da quella zona, quei pochi chilometri quadrati nel nord del paese dove si combatte uno dei conflitti più sanguinosi degli ultimi anni. Puleedevan racconta della situazione dei civili, delle stragi di donne e bambini, afferma che le Tigri non sono prossime a perdere il conflitto, come invece continua a ripetere il governo di Colombo; chiede comunque una tregua, un cessate il fuoco per permettere far giungere aiuti alla popolazione: “I combattimenti sono molto aspri. L’esercito di Colombo usa armi pesante. Artiglieria, bombardamenti aerei. Utilizza armi micidiali come la cluster bombs, le combe a grappolo. Siamo circondati, da terra, su tre lati, mentre sul quarto c’è il mare. Sono i civili a soffrire” dice il dirigente delle Ltte.

“Ogni giorno ci sono decine di morti. Il numero delle vittime ormai si conta in migliaia. Immagino voi sappiate che solo nello scorso fine settimana ci sono state almeno 500 morti, perché lo Sla, (Sri Lanka Army) colpisce gli ospedali. Mancano cibo e medicine. E nessuno può entrare nella zona. Ci sono solo alcuni funzionari della Croce Rossa Internazionale che operano in questa zona, ma senza grandi risultati, visto che non hanno i mezzi necessari”. Il Capo del Dipartimento per la Pace - uno dei fautori dei colloqui che, negli scorsi anni, portarono ad un periodo di tregua duratura tra le due parti, rotta poi nei mesi scorsi, prima che, in autunno, l’esecutivo cingalese ordinasse l’offensiva contro la zona controllata dai Tamil - nega che i civili vengano usati come scudi umani dai guerriglieri, come invece afferma il ministero della difesa dello Sri Lanka. E smentisce, nonostante l’evidenza dei fatti faccia pensare il contrario, che l’esercito regolare sia vicino alla “Vittoria Finale” preannunciata dal presidente Mahinda Rajapakse.

L’attacco del nord dello Sri Lanka

“Noi continuano a combattere nonostante l’offensiva vada avanti. La nostra leadership sta dando prova di grande forza e resistenza. Noi pensiamo che questa nostra lotta sia necessaria per arrivare al nostro obiettivo finale, al quale continuano a credere: la liberazione e la fondazione di una nostra patria nella terra tamil”. Le parole di Seevaratnam Puleedevan hanno il sapore della propaganda, ma, in una guerra, anche questa è un’arma, usata dagli eserciti in campo. Rispetto all’aerea che le Ltte controllavano prima dell’inizio dell’offensiva, la sacca in cui sono rimaste intrappolate le Tigri è soltanto uno spicchio di terra. “Sì, ma le ricordo che anche tempo fa, noi eravamo solo la penisola di Jaffna, prima di estendere il nostro controllo ad un’area molto più vasta, che comprendeva anche la nostra “capitale” Kilinochi. Poi, lo Sla - grazie all’aiuto militare di paesi come la Cina e il Pakistan - si è rinforzato, riarmato e ha lanciato l’attacco contro di noi. Vedrà che comunque, noi riusciremo a reagire e a raggiungere il nostro obiettivo”. Nei giorni scorsi le Tigri hanno fatto sapere che non si arrenderanno mai. Combatteranno fino all’ultimo uomo. La tattica è cambiata. Sono tornati alla guerriglia. Alcuni gruppi si sono infiltrati nel sud del paese. Il governo di Colombo ha rifiutato di accettare un limitato cessate il fuoco per dare soccorso alla popolazione tamil. Seevaratnam Puleedevan ribadisce che invece le Ltte, ora, lo vorrebbero: “Vogliamo una tregua immediata per permettere all’Onu e alla Croce Rossa di entrare in questa zona e aiutare i civili, molti dei quali sono feriti. Poi chiediamo che dopo il cessate il fuoco inizino i colloqui di pace”. Il dirigente tamil afferma che, nonostante la difficile situazione in cui si trova, nonostante la perdita di alcune importanti figure, la leadership militare e politica delle Tigri è ancora in grado di agire, come in passato, a “pieno regime”. “Continueremo la nostra guerra per liberare la nostra patria Tamil” è l’ultima frase di Seevaratnam Puleedevan prima di chiudere il collegamento dal suo nascondiglio nella giungla.

Tamil

Tigri Tamil

  • michele.zurleni
  • Mercoledì 13 Maggio 2009
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Commenti

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Il 17 Maggio 2009 alle 12:50 Sri Lanka, si arrendono le Tigri Tamil » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Bandiera bianca delle Tigri Tamil in Sri Lanka: hanno annunciato di aver cessato di combattere. La resa è stata comunicata da Selvarasa Pathmanathan, capo del servizio diplomatico internazionale dell’esercito di Liberazione delle Tigri Tamil (Ltte), in un comunicato urgente diffuso dal sito Tamilnet. Pathmanathan, ritenuto un moderato all’interno del movimento Tamil, ha denunciato un atteggiamento debole del mondo nei confronti dei civili: “Nonostante la nostra richiesta al mondo di salvare migliaia di persone a Vanni dalla morte” scrive Pathmanathan “il silenzio della comunità internazionale ha solo incoraggiato l’esercito dello Sri Lanka a continuare la guerra fino alla sua amara fine. Nelle ultime 24 ore, oltre 3mila civili giacciono morti sulle strade mentre 25.000 sono feriti gravemente senza aiuti medici”. “Consci di questo” dichiara Pathmanathan “abbiamo già annunciato al mondo la nostra posizione di mettere a tacere le nostre armi per salvare il nostro popolo”. I ribelli, inseguiti dall’esercito cingalese, sono oramai rinchiusi in un piccolo lembo di terra, circondati dalle truppe: sono oltre 70 i ribelli tamil uccisi mentre tentavano di fuggire a bordo di sei imbarcazioni dal tratto di costa nel quale sono stati intrappolati. “L’esercito ha intercettato i sei battelli su una laguna e li ha distrutti”, ha spiegato il generale Udaya Nanayakkara, aggiungendo che i militari hanno recuperato per ora “70 cadaveri”. Informazioni non confermate già ieri parlavano di una cattura della primula rossa e fondatore dell’Ltte, Velupillai Prabhakaran: secondo altre fonti, il leader delle Tigri Tamil sarebbe invece morto nei combattimenti. [...]

Il 20 Maggio 2009 alle 13:10 Sri Lanka: ucciso il dirigente Tamil intervistato da Panorama.it » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: L’intervista di Seevaratnam Puleedevan [...]

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