- Tags: Brasile, cesare-battisti, Italia, Tarso-Genro
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“D’accordo con il ministro, il giornalista italiano radicato in Brasile Achille Lollo parteciperà a un’altra riunione della Commissione per i Diritti Umani della Camera brasiliana in data da definirsi”. Con queste parole il ministro della Giustizia verde-oro Tarso Genro ha annunciato ieri in Parlamento che non ci sarebbe stato l’ex militante di Potere operaio condannato nel nostro paese con sentenza passata in giudicato per il rogo di Primavalle dove morirono i due fratellini Mattei. Anche senza Lollo, tuttavia, le parole pronunciate ieri da Genro per riaffermare la correttezza della sua decisione nel concedere lo status di rifugiato politico a Battisti sono destinate a far discutere. Il ministro ha detto infatti che, innanzitutto, il governo italiano vuole trasformare l’ex terrorista dei Pac in un “capro espiatorio del periodo degli anni di piombo”. Le stesse parole usate dal nuovo avvocato di Battisti, Luis Roberto Barroso, in un’intervista concessa al quotidiano La Stampa qualche giorno fa. Una sincronia perfetta. Stessa strategia, poi, anche sulla tipologia di reati commessi dall’ex terrorista scrittore. “Nel mio ministero”, ha detto Genro, “abbiamo riconosciuto che Battisti è stato un criminale politico e, quindi, si inserisce perfettamente nel diritto di rifugio. Molti di noi sono stati criminali politici […] e la maggior parte di noi è orgogliosa di ciò che ha fatto in quel periodo”. Quindi né terrorista né criminale comune, proprio come aveva sostenuto Barroso. Genro ha poi puntato direttamente sulla sovranità nazionale. “Veniamo trattati dall’Italia come un paese di seconda categoria che non ha il diritto di applicare le sue leggi sovranamente. Come se le leggi approvate in questo Parlamento fossero irresponsabili”, ha aggiunto. Infine la stoccata finale, entrando nel merito di un processo la cui richiesta di estradizione è passata al vaglio di 8 sentenze (tre in Italia, tre in Francia, una alla Corte europea e una al Conare, il Comitato brasiliano per i rifugiati) “non ci sono prove dei fatti imputati a Battisti, il quale tra l’altro era pure contrario ai delitti di cui è accusato”. Una pressione forte sul Supremo Tribunale Federale, la Corte Costituzionale brasiliana, esplicitata chiaramente da Genro, “mi turberebbe davvero molto se il Supremo dovesse cambiare la sua giurisprudenza per soddisfare le domande di un paese che non rispetta le decisioni del Brasile”.
“Genro ha un obiettivo chiaro: tentare in ogni modo di far passare per una decisione di diritto una cretinaggine senza nessuna valenza giuridica”, spiega a Panorama.it il presidente dell’Istituto Giovanni Falcone Walter Maierovitch, magistrato che collaborò con lo scomparso giudice italiano nella cattura di Tommaso Buscetta. “La nuova strategia” continua Maierovitch, “è quella di puntare tutto su una malintesa sovranità del Brasile, per raccogliere consensi tra la popolazione. In realtà, se Cesare non sarà estradato”, conclude Maierovitch, “ad essere lesa sarebbe la sovranità del vostro paese in virtù del trattato bilaterale tra Italia e Brasile. Oltre a ledere la nostra Costituzione, che vieta espressamente che l’esecutivo possa decidere su questioni di diritto sostituendosi al Supremo tribunale Federale, così come proibisce che si possa concedere il rifugio per crimini particolarmente efferati o per terrorismo”.
- Mercoledì 13 Maggio 2009
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Commenti
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Il 13 Maggio 2009 alle 14:16 fercas ha scritto:
Ma il ministro della giustizia verde-oro stà farneticando! Come fa a dire che Battisti è un criminale politico? Dice che molti di loro sono stati criminali politici perchè combattevano contro una dittatura e sono orgogliosi di questo; bene, peccato che il sig. Genro non sappia che, al tempo di Battisti, in Italia non vi era alcuna dittatura ma un parlamento democraticamente eletto! Battisti dice che piuttosto che tornare in Italia per scontare la pena per i suoi crimini si uccide? Benissimo, che lo faccia e presto!!!! Cordialità.
Il 14 Maggio 2009 alle 15:43 paolo.manzo ha scritto:
Aggiornamento: l’audizione di Achille Lollo di fronte alla Commissione per i Diritti Umani della Camera brasiliana è stata messa in agenda mercoledì 17 giugno. Lo ha detto l’ufficio stampa della stessa Commissione contattato da Panorama.it
Il 13 Novembre 2009 alle 17:04 gek ha scritto:
Tutto può starci anche che, i delinquenti di ieri siano i dirigenti di oggi,e questo in qualsiasi stato del mondo, e quindi che si debba, per rispetto e senso di democrazia, accettare anche le loro opinioni, ma una sola domanda mi piacerebbe formulare al questi “signori”, che ovviamente abbisogna di una risposta: le vittime innocenti e disarmate causate da questo egregio sig. terrorista Battisti, non meritano rispetto e giustizia?!?.
Attendo risposte…
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