TGCOM News
FORTE TERREMOTO AL NORD, C'E'UNA VITTIMA - Torna la paura in tutto il Nord: una fortissima scossa di terremoto (magnitudo 5.8) ha colpito le zone già in ginocchio per il terremoto del 20 maggio scorso. Evacuate molte scuole da Milano a Modena (nella foto)  - Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia a Veneto all'Emilia Romagna. A Milano e hinterland alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza. La scossa ha avuto una magnitudo 5.8, con epicentro nel Modenese. Linee interrotte nel Ferrarese, si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Paura in tutte le grandi città del Nord.

Panorama.it

Mondo

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

L’arresto di Aung San Suu Kyi? Le hanno teso una trappola

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Aung San Suu Kyi, Birmania
  • 3 commenti

Aung San Suu Kyi

Una trappola per il Premio Nobel. Un escamotage per non rilasciare Aung San Suu Kyi il prossimo 27 maggio, il giorno in cui sarebbe scaduta la pena a cui era stata condannata la leader dell’opposizione birmana. Una macchinazione per impedirle di essere libera e preparare la campagna elettorale in vista dell’appuntamento con le urne, le elezioni multipartitiche, promesse dalla giunta militare nel 2010. Un inganno per eliminarla dalla scena. La storia del cittadino statunitense che avrebbe “violato” il regime di arresti domiciliari a cui era sottoposta fino a stamane Aung San Suu Kyi appare sempre di più un’imboscata. Lo dice senza mezzi termini Aye Chan Naing, direttore della radio “Democratic voice of Burma”, con sede in Norvegia, una delle voci dell’opposizione alla dittatura militare di Rangoon più ascoltate nel mondo.

“Mi sembra molto chiaro che non la volevano libera perchè avrebbero dovuto rilasciarla a fine mese. Avevano bisogno di una scusa – racconta Naing - una scusa qualsiasi. E l’hanno trovata.” Dopo aver “ricevuto” la strana visita di John Yettaw, l’americano che avrebbe raggiunto a nuoto la residenza del Premio Nobel per la Pace, fermandosi nella casa almeno due giorni (hanno fatto sapere fonti del regime), la leader dell’opposizione è stata portata oggi in prigione, in attesa del processo - che si terrà lunedì prossimo - per il quale rischia una condanna dai tre ai cinque anni di prigione. “Non sappiamo chi sia questo americano. Solo il governo dei militari ha dato notizie su di lui. Non sappiamo cosa abbia fatto e perchè. Neppure l’ambasciatore Usa ha potuto incontrarlo. Troppi dubbi su questa vicenda”. O forse, alla fine, troppe certezze. Come Aye Chan Naing, la pensano anche i militanti del partito di Suu Kyi, la Lega nazionale per la Democrazia (Lnd): il processo non è altro che uno stratagemma per prolungare la sua detenzione. “Vedrà che non la faranno neppure tornare a casa - dice Aye Chan Naing - La terranno in carcere”. Anche a rischio della sua salute? “Anche, certo. Perché non crede che i militari non sarebbero felici se lei morisse?”

Sessantatré anni, il simbolo della lotta per la libertà e della democrazia in Asia (ma anche nel resto del mondo), è stata sottoposta a cure mediche la settimana scorsa per disidratazione e ipotensione. “Sì, confermo. Era molto debole negli ultimi tempi. Il suo medico personale era abbastanza preoccupato. La sua vita è stata molto difficile”. Lei, che ha trascorso 13 degli ultimi 19 anni agli arresti o confinata nella sua abitazione, ora si trova di fronte ad un’altra terribile prova. Con lei, saranno processate anche due suoi collaboratori. E questo nonostante l’avvocato del Premio Nobel per la Pace abbia più volte detto che Aung San Suu Kyi sia stata costretta a “subire” la visita John Yettaw. Il legale, Hla Myo Myint, ha raccontato che l’americano aveva già tentato di contattarla l’anno scorso, ma lei gli aveva ingiunto di andarsene e l’incidente era stato segnalato alle autorità birmane.

Anche questa volta “gli era stato detto di andare via, ma lui non l’ha fatto”. Così, secondo il direttore della radio dell’opposizione birmana in Europa, il suo destino sembra essere segnato. Neppure le proteste e le pressioni internazionali potranno far tornare indietro sui loro passi i generali. “Non credo proprio. Queste voci sono sempre state deboli – afferma Aye Chan Naing – E, fino a quando paesi come la Cina o il Pakistan continueranno con gli scambi commerciali e l’appoggio politico, la giunta non sarà mai realmente isolata.” Il messaggio lanciato oggi è molto eloquente: non ci saranno aperture, non ci sarà democrazia. Per lei, per ii 1200 detenuti politici rinchiusi nelle carceri non si apriranno le porte delle celle; per milioni di persone, la Birmania sarà ancora una prigione a cielo aperto.

Gli Stati Uniti hanno chiesto il rilascio “immediato” di Aung San Suu Kyi: secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, Ian Kelly, l’oppositrice del regime militare di Myanmar, “non dovrebbe essere agli arresti domiciliari, e tantomeno in carcere”.

  • michele.zurleni
  • Giovedì 14 Maggio 2009

Vedi anche:

  • Birmania: sciolto il partito di Aung San Suu Kyi
  • Elezioni in Birmania: la "democrazia disciplinata" nasconde una feroce dittatura
  • Myanmar: dopo le elezioni, nulla è cambiato
  • Birmania, i militari vincono e scatta l'esodo di massa
  • Birmania: Aung San Suu Kyi è libera
  • Cina e Stati Uniti chiamati a costruire la Nuova Birmania
  • Libertà e democrazia faranno rinascere il Myanmar
  • Birmania: che cosa nasconde la vittoria di Aung San Suu Kyi
  • Myanmar: Aung San Suu Kyi si rifiuta di giurare sulla Costituzione dei militari
India: due donne potrebbero decidere il futuro della più grande democrazia del mondo »
« Birmania: arrestata Aung San Suu Kyi

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 14 Maggio 2009 alle 21:29 Associazione Viggiano Liberal per il Socialismo Liberale ha scritto:

[...] COPYRIGHT http://blog.panorama.it/mondo/...../ Una trappola per il Premio Nobel. Un’escamotage per non rilasciare Aung San Suu Kyi il prossimo 27 maggio, il giorno in cui sarebbe scaduta la pena a cui era stata condannata la leader dell’opposizione birmana. Una macchinazione per impedirle di essere libera e preparare la campagna elettorale in vista dell’appuntamento con le urne, le elezioni multipartitiche, promesse dalla giunta militare nel 2010. Un inganno per eliminarla dalla scena. La storia del cittadino statunitense che avrebbe "violato" il regime di arresti domiciliari a cui era sottoposta fino a stamane Aung San Suu Kyi appare sempre di più un’imboscata. Lo dice senza mezzi termini Aye Chan Naing, direttore della radio "Democratic voice of Burma", con sede in Norvegia, una delle voci dell’opposizione alla dittatura militare di Rangoon più ascoltate nel mondo."Mi sembra molto chiaro che non la volevano libera perchè avrebbero dovuto rilasciarla a fine mese. Avevano bisogno di una scusa - racconta Naing - una scusa qualsiasi. E l’hanno trovata." Dopo aver "ricevuto" la strana visita di John Yettaw, l’americano che avrebbe raggiunto a nuoto la residenza del Premio Nobel per la Pace, fermandosi nella casa almeno due giorni (hanno fatto sapere fonti del regime), la leader dell’opposizione è stata portata oggi in prigione, in attesa del processo - che si terrà lunedì prossimo - per il quale rischia una condanna dai tre ai cinque anni di prigione. "Non sappiamo chi sia questo americano. Solo il governo dei militari ha dato notizie su di lui. Non sappiamo cosa abbia fatto e perchè. Neppure l’ambasciatore Usa ha potuto incontrarlo. Troppi dubbi su questa vicenda". O forse, alla fine, troppe certezze. Come Aye Chan Naing, la pensano anche i militanti del partito di Suu Kyi, la Lega nazionale per la Democrazia (Lnd): il processo non è altro che uno stratagemma per prolungare la sua detenzione. "Vedrà che non la faranno neppure tornare a casa - dice Aye Chan Naing - La terranno in carcere". Anche a rischio della sua salute? "Anche, certo. Perché non crede che i militari non sarebbero felici se lei morisse?" commenti ricevuti: 0    commenti approvati: 0 [...]

Il 20 Maggio 2009 alle 16:20 Aung San Suu Kyi dall’aula del Tribunale: “Grazie del vostro sostegno” » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] La giunta militare sembra determinata a non darle la libertà. La leader dell’opposizione birmana è sotto processo dopo che un cittadino americano ha “violato” (nonostante lei avesse chiesto di non farlo) il regime di arresti domiciliari a cui era sottoposta. Una trappola per la Lega Nazionale per la Democrazia, una trappola per avere la scusa necessaria per tenere dietro le sbarre il Nobel per la Pace e impedirle di essere protagonista delle elezioni multipartitiche promesse dai generali per il 2010. Lunedì, la prima udienza del processo era stata tenuta a porte chiuse. Alcuni diplomatici occidentali che avevano chiesto di assistere, erano stati “cacciati” dai soldati birmani. Un atteggiamento che ha provocato le proteste internazionali. E che hanno convinto la giunta birmana a cambiare strategia. [...]

Il 25 Maggio 2009 alle 11:27 Birmania: una donna che lotta per la libertà ha scritto:

[...] Da quando, un paio di anni fa sono stata in Birmania come turista, seguo con passione le vicende di quella terra emozionante, e le sorti di un popolo bellissimo e rassegnato ad una dittatura militare che toglie loro tutto. La settimana scorsa ho letto quindi con dispiacere dell’arresto di Aung San Suu Kyi. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

FALLIMENTO O SALVATAGGIO FALLIMENTO O SALVATAGGIO

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • “Eliminiamo i rifiuti stranieri”: nuove offensiva xenofoba della tv di stato cinese
  • Barack Obama e Mitt Romney: rissa sul posto di lavoro
  • Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • Il Titanic naviga ancora, in un mare di teorie del complotto
  • Attenti alla “dracmatizzazione”, perché l’uscita della Grecia dall’euro avrebbe effetti terribili per tutti
  • La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • Scossa di terremoto e allarme tsunami in Giappone, ma senza danni
  • Sorpresa: Orlando, patria di Disneyland, è la città più porno del mondo
  • Il Medio Oriente non è un “paese” per donne

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • indigesto su Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • cantastorione su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti
  • cantastorione su La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • indigesto su Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto – Mondo … | Made in India su India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto
  • anna.one su 10 cose che accadono oggi: giovedì 17 maggio
  • anna.one su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti

Archivi

  •  2012
    • Maggio 2012
    • Aprile 2012
    • Marzo 2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152