
Le autorità britanniche sono accusate da tempo di non essere in grado di controllare il traffico illegale di uomini, donne e bambini stranieri che entrano in Gran Bretagna e finiscono in un giro di prostituzione, droga e schiavitù domestica. L’unità nazionale d’intelligence dell’Agenzia britannica per l’immigrazione ha redatto un rapporto segreto, consegnato nei giorni scorsi al quotidiano inglese The Guardian da una fonte ignota, che ha agito nel tentativo di cambiare una situazione drammatica, ormai inaccettabile.
Il giornalista Robert Booth ha reso pubblico il contenuto del documento, definito ‘restricted’: Heathrow, l’aeroporto più importante di Londra, è la base di un traffico illegale di bambini cinesi destinati al commercio di droga e alla prostituzione nel Regno Unito. Non c’è nulla di più sconvolgente, per chi l’ha provato, che passeggiare con il proprio figlio, distrarsi una frazione di secondo e poi perderlo nel nulla, forse per sempre. Il cuore batte all’impazzata e il panico si mescola con mille sensazioni ingovernabili. I sensi si amplificano immediatamente: l’udito capta qualsiasi rumore sospetto, mentre la vista si estende a 360°, sorvolando ogni angolo e fotografando ogni dettaglio. Un’innata lucidità razionale prevale sullo stato di confusione e impotenza. In Cina spariscono ogni giorno quasi duecento bambini, ma nessuno osa parlare. La polizia locale può cominciare le ricerche soltanto a 24 ore dalla scomparsa, quando ormai è troppo tardi.
Alcuni di questi bambini vengono imbarcati solo sui voli diretti all’aeroporto di Heathrow. Le giovani vittime, trattate come clandestini, vengono normalmente identificate e affidate alla custodia delle autorità locali. Oltre la metà sparisce in meno di una settimana o addirittura in 24 ore. Molti scappano dalle strutture di accoglienza, approfittando dell’allarme antincendio o saltando dalle finestre per salire sulle auto che li aspettano fuori dagli edifici. Secondo il documento ’scottante’, almeno 77 bambini cinesi, ospitati nelle strutture gestite dal Comune londinese di Hillingdon, sono scomparsi a partire dal marzo 2006. Solo quattro di loro sono stati ritrovati. Due giovani ragazze sono tornate dopo un anno di sfruttamento nei bordelli del Midlands: una incinta e l’altra sterilizzata con un congegno contraccettivo installato nel braccio.
Da aprile a dicembre del 2008, 13 dei 41 bambini cinesi presenti nelle strutture di Hillingdon sono scomparsi nel nulla. Molti di questi bambini sono stati costretti a lavorare come venditori ambulanti di merce contraffatta e si suppone che altrettanti siano stati mandati nelle coltivazioni della cannabis. Protagonista di questa drammatica e ripugnante realtà, è una rete di bande criminali abili nel pianificare e coordinare le scomparse, attraverso agenti che operano in Cina, Brasile, Giappone, Kenya e Malesia. Stando agli ultimi dati raccolti, il numero delle giovani vittime che gravita intorno all’aeroporto di Heathrow sembra ridursi. Ma in realtà si teme che le attività criminali si siano semplicemente spostate in altri aeroporti, in particolare quelli di Stansted e Manchester.
Sotto accusa è il sistema di controllo dell’immigrazione, fortemente criticato dopo le rivelazioni del quotidiano britannico.
Chris Grayling, ministro-ombra del partito conservatore, ha chiesto chiarimenti al Ministro dell’Interno Jacqui Smith: ” È inaccettabile che un così alto numero di bambini sparisca, quando si suppone che siano sotto custodia”. Nel tentativo di cogliere ulteriori sfumature, decidiamo di intervistare Christine Beddoe, direttrice di ECPAT UK Protecting Children Everywhere (End Child Prostitution, Child Pornography and the Trafficking of Children for Sexual Purposes), impegnata da anni nella lotta al traffico di bambini.
“Il 14 maggio un Comitato parlamentare britannico ha prodotto un nuovo rapporto sul traffico di esseri umani, con pesanti dichiarazioni in merito alla scomparsa di bambini” ci spiega la direttrice. “Il Comitato ha chiesto al Governo di condurre uno studio a livello nazionale su queste scomparse e sul presunto traffico di bambini”. L’imbarazzo del Governo britannico, già al corrente di molti fatti gravi, e la risposta tempestiva di Gordon Brown, sembrano dare speranza all’animo combattivo di questa donna.
“Subito dopo la pubblicazione dell’articolo sul quotidiano inglese, il Primo Ministro ha chiesto immediatamente al Ministero dell’Interno di avviare indagini sulla scomparsa dei 77 bambini”, aggiunge Beddoe, invitandoci a dare uno sguardo al rapporto presente nel sito www.parliament.uk/homeaffairscom.
Jacqui Smith (Ministro dell’Interno) e Ed Balls (Ministro per l’Infanzia) dovranno produrre una nuova relazione entro la fine di giugno. Alla nostra domanda ‘Quale dovrebbe essere la risposta più efficace e attuabile per prevenire il traffico di bambini?’ Christine Beddoe non esita a rispondere: “Ecpat UK lotta per ottenere un sistema di protezione per tutti i bambini sospettati di essere vittime di un traffico illecito e per garantire modelli nazionali di strutture di accoglienza sicure”.
- Lunedì 18 Maggio 2009

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