- Tags: Iran, Mahmoud Ahmadinejad
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Duemila chilometri di gittata come il suo progenitore Shahab-3. Il nuova missile terra-terra a due stadi Sejjil-2, sperimentato oggi con successo dall’Iran, è alimentato però, rispetto alla versione precedente sperimentata a novembre, da combustibile solido e quindi ha un sistema di rifornimento più efficiente. La sua media gittata gli consente di colpire in qualsiasi momento lo Stato d’Israele ma anche le basi americane nel Golfo persico. E potrebbe rappresentare una minaccia alla pace internazionale.
Del lancio del missile ha dato personalmente l’annuncio, con toni trionfalistici, lo stesso presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel corso di un discorso a Semnan, nel nord del Paese, prcisando che “ha centrato il bersaglio”, ovvero che ha dimostrato già, sul campo, una sua elevata efficacia pratica. Quel che preoccupa le diplomazie internazionali è ora che il missile iraniano, con la sua gittata, possa raggiungere il territorio di Israele, da sempre la nazione più preoccupata dei progressi di Teheran in campo bellico e nucleare. La nazione che accarezza da tempo l’ipotesi di un blitz preventivo contro i siti nucleari iraniani, nonostante la via diplomatica che sta percorrendo la coppia Obama-Clinton.
L’annuncio del lancio del missile iraniano ha indotto il capo della Farnesina, che in un primo momento aveva rotto il fronte europeo dell’intransigenza, a sospendere la visita, in programma Seman, al suo omologo, Manouchehr Mottaki, e al presidente Ahmadinejad. Frattini, che avrebbe voluto invitare Mottaki, al G-8 dei ministri degli Esteri, a Trieste, si è rassegnato a esprimere “forte rammarico per un’occasione perduta di approfondimento della possibilità e delle modalità di coinvolgimento dell’Iran per la stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan” . L’annuncio della visita non era stato preso bene negli ambienti diplomatici occidentali, sbigottiti per una mossa che avrebbe avuto il solo effetto di rafforzare Mahmoud Ahmadinejad a meno di un mese dalle elezioni presidenziali in Iran.
Il Financial Times aveva rimproverato a Roma la responsabilitàdi una incrinatura nel fronte europeo che dall’elezione di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza, e dall’inizio della crisi sul nucleare, ha affidato al responsabile della politica estera europea, Javier Solana, il compito di tenere ufficialmente le relazioni con il regime degli ayatollah. Neanche da Washington era arrivata la “luce verde” alla visita. La scelta di Samnan come sede della visita deve essere sembrata troppo al ministro degli Esteri italiano, soprattutto dopo il test missilistico di oggi.
L’iniziativa iraniana - che arriva due giorni dopo l’incontro tra Barack Obama e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a Washington - è destinata anche a indebolire il fronte di coloro che, come il presidente americano, tentano di disinnescare la miccia di una prossima guerra tra Israele e Iran. Ma Israele fa sapere per ora che nulla è cambiato. L’Iran rappresentava, anche ieri, una minaccia alla pace nell’area.
- Mercoledì 20 Maggio 2009
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Commenti
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Il 20 Maggio 2009 alle 17:57 peppe4pe ha scritto:
MOVIMENTARE LA SCENA INTERNAZIONALE
Mi pare la classica notizia che dovrebbe attizzare un po’ di diatribe e così motivare la gente a fare qualcosa.
Ma il clima socio-economico è troppo cupo, sicché la notizia non è sufficiente. Non riesce a movimentare nulla di nulla.
La massoneria mondiale pare priva di risorse (intellettive) in questa fase politica mondiale nettamente in stallo.
Che pessimi registi. Incapaci più che mai.
Mi pare addirittura che manchi un canovaccio valido per i prossimi mesi. Vedremo quali danni ci stammo preparando.
Forse sono già in vacanza.
Non hanno nulla da dire persino in questa campagna elettorale per il parlamento europeo.
Siamo quasi all’enecefalogramma piatto. Che disastro totale!
Va così!
Il 23 Maggio 2009 alle 22:38 shift ha scritto:
Altro che 2.000 (Mila) chilometri soltanto!
Forse per quel missile che hanno testato, ma nell’armamentario iraniano ormai vi sono missili che raggiungono i 5.000 (Mila) chilometri!!!
Praticamente sono già in grado di colpire quasi tutta l’Europa!!!
Sono pericolosi non solo per Israele, che sicuramente sono i primi nella lista, ma per quasi tutta l’Europa e per tutti gli altri paesi islamici, soprattutto quelli produttori di petrolio.
Di conseguenza possono influire sul mercato del petrolio a cui l’occidente si rifornisce.
Se aggiungiamo a questo che stanno per avere, se addirittura non l’hanno già, atomiche, oltre che già possiedono armi biologiche e chimiche di distruzione di massa, il quadro è completo.
Una nazione di fanatici piena zeppa di armi e pronti a scatenarsi a qualsiasi idiozia gli dovesse passare per la testa.
Pensare che l’occidente e gli USA in particolare continuano a cincischiare, illudendosi nella ragionevolezza di costoro!!!
Addirittura Obama si permette di frenare gli israeliani da una legittima auto difesa preventiva, già più volte minacciati di eliminazione dalla faccia della Terra dalle istituzioni iraniane, per non parlare dei rifornimenti di armi e finanziamenti che l’Iran invia ad Hamas e Hezbollah per aggredire in continuazione Israele.
L’Italia la deve smettere di sostenere gli iraniani solo perchè ci conviene economicamente, non si vende la sicurezza nazionale per un piatto di lenticchie!
E’ preferibile stringere la cinghia piuttosto che farsi accoppare da gesti inconsulti.
D’altronde un economia nazionale diretta unicamente a costruire armi non può avere alla fine che un solo sbocco, quello della guerra, così com’è stato per la Germania di Hitler.
Il 4 Luglio 2009 alle 16:41 FireTeam » Bandiere verdi alle finestre per la democrazia in Iran ha scritto:
[...] Ultima analisi nella quale mi addentro è quella del pericolo che rappresenta anche per le nazioni limitrofe, e quini per la sicurezza internazionale il regime iraniano. In Iran si sono condotti positivamente sperimentazioni di missili di media-lunga gittata in grado di colpire Israele e le basi americane nel Golfo persico (fonte). Inoltre parallelamente a questo in Iran sta avanzando un piano nucleare, il quale a detta del regime dovrebbe essere solo a scopi civili e non bellici, per acquisire la tecnologia necessaria per la produzione di energia elettrica dalla fonte nucleare. Un motivo in più per aderire alla campagna “Drappi verdi”, della quale ho cercato di darvi una mia idea e giustificazione. [...]
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