- Tags: chiusura, Guantanamo, terroristi
- 3 commenti

Guantanamo non è ancora un affare chiuso. Torna a turbare i sonni di Barack Obama, che in uno dei suoi primi atti da presidente aveva ordinato lo smantellamento graduale del carcere speciale voluto da George W. Bush. Ma l’operazione si sta rivelando più complicata del previsto. In un rapporto non ancora rivelato del Pentagono ci sarebbe, secondo quanto svela il New York Times, un dato che potrebbe rinforzare gli argomenti dei critici della decisione: un ex detenuto su sette (il 14%, 74 in totale) dopo essere stato liberato torna a partecipare (o comincia a partecipare, visto che si tratta in alcuni casi di innocenti) ad attività terroristiche contro gli Stati Uniti. Nel rapporto però sarebbero nominati solo 29 “recidivi” per questioni di segretezza.
Come se non bastasse, il presidente ha incassato un colpo basso dal suo stesso partito, che al Congresso ha negato gli 80 milioni di dollari necessari per la chiusura di Guantanamo, perché non sono stati dati abbastanza dettagli sulla sorte dei 240 prigionieri che si trovano ancora nella base cubana. Il loro destino processuale, inoltre, ha attirato contro Obama le critiche di alcuni movimenti per i diritti civili, visto il dietro-front del democratico sui tribunali speciali, prima rinnegati ora mantenuti per convenienza. Il direttore dell’Fbi Robert S. Mueller ha detto mercoledì che il trasferimento di alcuni prigionieri nelle carceri americane porrebbe dei problemi alla sicurezza nazionale. E proprio oggi è stata scoperta una cellula terroristica di quattro uomini pronta a colpire una sinagoga a New York. Insomma, il tema non si presenta di facile soluzione per la squadra del presidente.
Per questo Obama ha deciso di contrattaccare e ha affidato le sue repliche a un discorso a Washington: “Chiuderemo Guantanamo anche contro il Congresso, entro il prossimo gennaio” avverte il Commander in chief, “la prigione ha indebolito la sicurezza nazionale”. Il presidente ha spiegato che gli attuali 240 detenuti saranno divisi in cinque categorie. Alcuni saranno processati in tribunali ordinari, altri in corti militari speciali, altri ancora, una cinquentina circa, saranno trasferiti all’estero o in prigioni di massima sicurezza negli Usa.
Ma resterà un nucleo di terroristi ”che non possono essere processati e che costituiscono un pericolo per la sicurezza”, e non verranno rimessi in libertà né potranno essere sottoposti a processi: verranno sviluppate procedure per valutare cosa fare di loro. Poi ha attaccato George Bush: “ha preso dopo l’11/9 una serie di decisioni precipitose ”basate più sulla paura che sulle previsioni modellando troppo spesso i fatti e le prove perché si adattassero alle convinzioni ideologiche” ha detto. ”Un esperimento fallito che ci ha lasciato una valanga di problemi legali”. Ma piacciano o no, è con quelle decisioni che Obama si trova ad avere a che fare, e scaricare la colpa sul predecessore non lo aiuterà a risolvere il grattacapo Guantanamo. Non a caso, sempre nello stesso discorso, il presidente ha annunciato la propria contrarietà a commissioni di inchiesta sui metodi della lotta antiterrorismo degli scorsi otto anni, torture incluse. Cercando una soluzione rapida a un grattacapo che pensava di risolvere nei suoi primi cento giorni.
- Giovedì 21 Maggio 2009

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Maggio 2009 alle 0:26 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Obama e Napoleone: stessa strategia martello?
Credo che Obama sta commettendo una ” cassata ” come s’è visto questi ” resistenti ” sono alquanto pericolosi: essere teneri vuol dire f**i! Bush J. ha sbagliato sì, ma solo di trasferirli a Quantanamo per estorcergli qualche informazione, ma non avrebbe fatto meglio ad imbarcarli su una carretta dei cieli e scaricarli nelle Foibe di Fidel che usa per i suoi dissidenti Politici, dopo averli cementati i piedi. Quel promontorio che ho visto è luogo adatto e giusto e con tanti squali! Invece, da quanto s’è saputo, come del resto avviene spesso in Italia una volta “ scagionati ” commettono la stessa azione e sentire la retorica tiritera: era pluripregiudicato! L’ONU abolire la pena di morte fa bene in senso lato, ma chi commette stragi bisogna negarla! Invece, per Via di Caino la Democrazia subisce un bel tango a Parigi senza burro!Vincenzo alias Il Contadino.
Il 22 Maggio 2009 alle 12:49 shift ha scritto:
Cosa c’era da aspettarsi dall’eleggere un Presidente dalle chiare origini islamiche e che saluta con un inchino irrituale e umiliante, da parte di un Presidente di una grande nazione, il re saudita a capo di tale “religione”?
Obam se non è islamico è sicuramente un loro simpatizzante, vale a dire che favorisce coloro che hanno aggredito gli USA l’11 settembre del 2001, per non parlare di tutti gli altri attentati all’occidente.
Spingendo nella direzione di chiudere Guantanamo ha iniziato a provocare qualche dubbio perfino nei Democratici, tanto da vedersi respinti i finanziamenti per farlo.
Quei fanatici islamici prigionieri non sono persone qualsiasi, ma nemici dichiarati degli USA e dell’occidente.
Liberarli o permettere loro di destreggiarsi nella normale giurisdizione significa mettergli nelle mani armi di propaganda e legali atti a ribaltare la realtà che li riguarda.
Oltre a cercare di liberare graziosamente costoro si permette il lusso di attaccare Bush, come se fosse ancora in campagna elettorale, mentre dovrebbe pensare ai problemi nazionali, tra i quali i continui tracolli e fallimenti, non ultima una Banca della Florida.
In più la responsabilità di alcune decisioni del passato di Bush, relative alla guerra in Irak, furono determinate dall’inefficienza del sistema di sicurezza e controspionaggio USA, smantellato da Clinton e dai Democratici e rimesso in piedi con fatica da Bush dopo tali fatti, come l’11-9-2001 ha dimostrato con tutta evidenza.
Adesso per completare l’opera di distruzione Obama sta tranquillamente pensando di accollare responsabilità al nuovo sistema di sicurezza, tant’è che moltissimi dei suoi componenti hanno iniziato a squagliarsi, non volendosi farsi colpevolizzare.
Di conseguenza invece di creare efficienza Obama sta creando solo un gran casino all’interno degli USA, sia nel ramo dell’economia che in quello della sicurezza nazionale.
Se fosse un incapace sarebbe anche giustificabile, ma il forte dubbio che sia un islamico e che operi per smantellare gli USA rimane e permane.
Il 19 Giugno 2009 alle 13:08 Dove andranno gli ex detenuti di Guantanamo? » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Guantanamo chiude. Ma che fine faranno i 240 detenuti ancora rinchiusi nel carcere di massima sicurezza della base Usa? La domanda assila da tempo l’Amministrazione americana. Una prima risposta l’ha data lo stesso presidente in una conferenza stampa il 21 maggio scorso, sfidando le critiche del suo stesso partito che gli aveva anche negato i fondi per la chiusura al Congresso. Anche perché un recente rapporto del Pentagono ha rivelato un preoccupante grado di recidiva terroristica tra gli ex detenuti di “Gitmo”: addirittura uno su sette (ma i casi conclamati sono 29), tornato a militare in formazioni terroristiche dopo la liberazione. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.