
In questi giorni le autorità di Teheran filtrano l’accesso a uno dei più cliccati siti della Rete: Facebook. Motivo? Le imminenti elezioni presidenziali del 12 giugno. Secondo analisti e stampa internazionale, i blog e i social-network (come appunto Facebook) sono diventati i mezzi più influenti per sensibilizzare le giovani generazioni in vista della prossima chiamata alle urne. E questo il principale leader dell’opposizione, Mir Hossein Mousavi, lo sa bene. Stando a quanto ha scritto il Los Angeles Times nel suo blog Babylon and Beyond, Facebook sarebbe uno tra i siti che più sta spingendo per l’elezione di Mir Hossein Mousavi, il più liberale tra i candidati che potrebbero scalzare l’attuale presidente Mahmoud Ahmadinejad. Il Guardian cita invece Mohammed Ali Abtahi (un ex vicepresidente che sostiene la candidatura del moderato Mahdi Karroubi) che dice: “Facebook è oggi una delle poche fonti che i giovani iraniani possono usare per comunicare”. Da qui i timori di Tehran per come il sito potrebbe influenzare il voto dei ventenni.
Sudamerica: presunti abusi di stampa
Il presidente venezuelano Hugo Chavez e il suo collega equadoriano Rafael Correa non amano la stampa indipendente. “Disinformano e attaccano i governi democraticamente eletti”, dicono i due leader sudamericani. E così, questo fine settimana nel corso di un incontro latinoamericano sulle politiche energetiche, i due presidenti hanno annunciato di voler creare a breve un organismo transnazionale che tenga sott’occhio la stampa che “non rispetta” il lavoro del governo. Rafael Correa pare essere quello più risoluto nel combattere i media d’opposizione. Ha infatti annunciato di voler proporre all’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur, ente di cui assumerà la presidenza da giugno) l’istituzione di “un organismo che difenda i cittadini e i governi legittimamente eletti dai casi di abuso della stampa”. L’idea è piaciuta anche a Hugo Chavez, che ha subito assicurato al collega ecuadoriano il supporto del suo governo. “L’Ecuador può contare sull’appoggio del Venezuela nella lotta interna contro questo fenomeno fascista”, ha detto il leader di Caracas.
La Tv curda torna in Germania
È stato uno smacco per la Turchia la sentenza di un tribunale di Lipsia. In settimana i magistrati della città tedesca hanno annunciato che Roj TV (la contestata emittente curda che a detta di Ankara diffonde messaggi violenti del Partito del lavoratori curdi PKK e incita il terrorismo) potrà continuare a trasmettere in Germania (terra dove risiedono almeno 2,5 milioni di turchi e 500mila curdi). La vicenda di Roj TV e dei tentativi turchi di cancellarla dal panorama tedesco risale al giugno 2008, quando il ministero degli Interni di Berlino l’aveva dichiarata illegale per i suoi legami con il PKK, un’organizzazione politica vietata in Germania. Il tribunale di Lipsia ha però rivisto le posizioni del ministero e ha dichiarato che finché non ci sarà un processo l’emittente potrà continuare a trasmettere.
- Martedì 26 Maggio 2009
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