Ad alimentare le polemiche sempre più infuocate scoppiate a Washington intorno alla chiusura del carcere speciale di Guantanamo, incluso un feroce dibattito tra il presidente Barack Obama e l’ex vice presidente Dick Cheney, si inserisce un rapporto del Pentagono anticipato dal New York Times
secondo il quale un ex detenuto su sette, tra i 534 che hanno lasciato negli ultimi anni il carcere militare americano di “Gitmo“, è tornato a combattere o a svolgere attività militante in organizzazioni terroristiche.
Le rivelazioni confermano l’allarme lanciato dal direttore dell’FBI, Robert Mueller, sulla pericolosità di molti dei 240 detenuti che ancora si trovano nella prigione. Secondo il quotidiano newyorchese, il Pentagono starebbe ritardando la diffusione del rapporto per non ostacolare sul piano politico la decisione di Obama di chiudere la prigione, duramente contestata dell’opposizione repubblicana e da parte dei democratici. Il rapporto evidenzia che 74 ex prigionieri sono tornati al terrorismo e fornisce le identità di 29 di loro mentre gli altri nomi vengono mantenuti segreti per ragioni di sicurezza nazionale e per operazioni di intelligence in corso. Tra gli ex detenuti identificati, ci sono Said Ali al-Shihr, sospettato di aver preso il comando di Al Qaida in Yemen e di aver lanciato un attacco lo scorso anno contro l’ambasciata Usa a Sanaa, e Abdullah Ghulam Rasoul, noto anche come Mullah Abdullah Zakir, che sarebbe ora un comandante talebano in Afghanistan.
Il primo è il comandante talebano responsabile degli attentati più efferati ai danni delle truppe britanniche in Afghanistan negli ultimi mesi è un ex detenuto di Guantanamo uscito dalla prigione di Kabul grazie al governo di Hamid Karzai. Abdullah Ghulam Rasoul ha trascorso 6 anni a Camp X-Ray prima di essere rimesso in libertà dalle autorità afgane nel dicembre 2007, dopo che una commissione in Usa aveva stabilito che non costituiva più una minaccia. Rasoul adesso sarebbe riapparso con il nome di mullah Abdullah Zakir, nuovo capo delle operazioni talebane nella provincia di Helmand e regista della strategia contro le truppe britanniche: un uomo “molto pericoloso” e che, prima della cattura, era considerato a stretto contatto con il mullah Omar. Rasoul era stato catturato insieme ad altri talebani a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan, nel dicembre 2001. Tra i nomi resi noti vi sono militanti rimasti uccisi in azione: Mohamed Yusif Yaqub, rilasciato nel maggio del 2003 e poi divenuto capo delle operazioni dei talebani nel sud dell’Afghanistan, ucciso dalle forze americane nel 2004. Abdullah Mehsud, rilasciato nel marzo del 2004 e diventato leader delle forze talebane nella provincia pakistana della frontiera nord occidentale, si è fatto esplodere nel 2007 per evitare la cattura. Maulavi Abdul Ghaffar, rilasciato alla fine del 2002 e diventato comandante talevano nelle province di Uruzgan ed Helmand, è stato ucciso in un raid americano nel 2004. Valutazioni che sembrano aver indotto la Commissione del Congresso chiamata l’8 maggio a decidere sullo stanziamento di 50 milioni di dollari necessari a smantellare il campo a bocciare la richiesta del presidente mentre il 22 dello stesso mese il Senato ha approvato un progetto supplementare di bilancio per il 2009 che ha stanziato 91,3 miliardi di dollari per finanziare le guerre in Iraq e in Afghanistan negando però a Obama i fondi per la chiusura di Guantanamo
- Martedì 26 Maggio 2009

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Il 5 Gennaio 2010 alle 16:27 Chiudere Guantanamo: un bel regalo ad Al Qaeda - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] terroristiche. Una lunga lista di personaggi poco raccomandabili, dei quali si occupò nel maggio 2009 panorama.it, alcuni dei quali sono poi stati uccisi in Afghanistan o [...]
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