L’annuncio ufficiale è ancora atteso, ma ormai i giochi sono fatti: sarà Sonia Sotomayor la giudice della Corte Suprema nominata dal presidente Obama. Solo un improbabile sgambetto del Senato (dove i democratici dispongono di una maggioranza assoluta di 60 voti) potrebbe fermare l’ascesa della 54enne di origine portoricana a una delle nove poltrone più importanti della giustizia statunitense, quella lasciata libera da David H. Souter, che fu nominato da George Bush padre e si ritirerà a giugno dopo 18 anni di lavoro nella Corte.
La nomina non dovrebbe spostare di molto gli equilibri politici dell’organismo: Sotomayor, la prima ispanica a ricoprire questo ruolo, è considerata di area liberal, come Souter. Attualmente, secondo una semplificazione che non sempre rispecchia la complessità delle scelte adottate dalla Corte Suprema, quattro dei nove giudici sono in linea di massima progressisti (Stephen Breyer, Ruth Bader Ginsburg, David Souter e John Paul Stevens) e quattro conservatori (John Roberts, Antonin Scalia, Clarence Thomas e Samuel Alito). Il nono, Anthony Kennedy, si schiera a volte con gli uni e a volte con gli altri. C’era attesa intorno alla sostituzione di Souter perché si trattava della prima nomina per Obama, che aveva già fatto intendere chiaramente si sarebbe trattato di una donna, data la scarsa presenza femminile. Di origine portoricana, la prescelta dal presidente è nata e cresciuta nelle case popolari del Bronx e ha dato la scalata alla magistratura passando per Princeton e la scuola di legge di Yale, dove si sono laureati anche l’ex presidente Bill Clinton e sua moglie e segretario di Stato Hillary Clinton.
I membri della Corte sono eletti a vita (a meno di dimissioni) e influenzano l’orientamento giuridico del paese anche molti anni dopo che il presidente che li ha scelti ha lasciato la Casa Bianca. Sono chiamati a decisioni fondamentali, basti pensare che fu proprio una Corte Suprema a maggioranza filo-repubblicana a dare la contestata vittoria elettorale a George W. Bush nel 2000 contro Al Gore.
Le altre principali candidate al posto erano nomi di primo piano come il segretario alla Sicurezza Nazionale Janet Napolitano o la giudice di Chicago Diane P. Wood. La scelta di Obama, però, è caduta su Sotomayor, già nota al pubblico Usa, ricorda il New York Times, per aver condannato la Major League di baseball nel 1995 mettendo fine a uno sciopero di nove mesi delle squadre.
- Martedì 26 Maggio 2009

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