
Stati Uniti, Francia e Arabia Saudita da una parte. Siria e Iran dall’altra. A leggere con disincanto le elezioni generali in Libano, il vaso di coccio mediorientale tra i vasi di ferro delle grandi potenze, possiamo dire che ha vinto il blocco filo-occidentale guidato da Saad Hariri, il figlio di Rafik, e hanno perso le due Nazioni canaglia (copyright: George Bush) che sostengono gli sciiti di Hezbollah e i suoi alleati cristiani coagulati attorno al caudillo maronita Michel Aoun, l’ex capo di Stato maggiore dell’Esercito. I guai però iniziano ora. E questo perché la coalizione filo-occidentale del 14 marzo (71 seggi contro i 57 dei rivali) avrebbe in serbo una sorpresa: togliere a Hezbollah quel diritto di veto che ha consentito al movimento sciita di Nasrallah di decidere il bello e il brutto tempo nel governo di unità nazionale.
Strano Paese, il Libano. Con un presidente della Repubblica cristiano, un primo ministro sunnita, un presidente del parlamento sciita, si regge dal 1943 su un equilibrio etnico istituzionale molto delicato. Tutti, anche gli acerrimi rivali, devono condividere responsabilità di governo. Altrimenti, come insegnano gli anni 80, riesplode la guerra settaria. E il Libano, come potrebbe accadere ora che la coalizione di Hezbollah è uscita sconfitta, sprofonderebbe nuovamente nella guerra civile. Meglio sarebbe stato - secondo alcuni analisti libanesi - che dalle urne, nella sfida elettorale di ieri, non uscisse nessun chiaro vincitore. Perché Hezbollah, Stato nello Stato che controlla manu militari tutto il sud, ha armi e soldi a sufficienza per incendiare il Paese. E il rischio ora, con questo risultato che mette in scacco il fronte anti-occidentale, è più forte di prima.
Un video di propaganda di Hezbollah
- Martedì 9 Giugno 2009

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 11 Giugno 2009 alle 18:39 shift ha scritto:
Ma bravi gli analisti libanesi!
Secondo loro “era meglio morire da piccoli, si sarebbe sofferto di meno, ecc. ecc.”!
Forse è meglio che non diano nemmeno il fastidio d’essere uccisi e si suicidino da soli!
Insomma piuttosto che vincere è meglio accettare il ricatto d’essere uccisi.
Vere menti fine!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.