
Oltre il quattordici per cento dei consensi e tre eurodeputati. La sorpresa di queste elezioni europee è anche Jobbik, un partito di estrema destra ungherese che ha un’agguerrita milizia paramilitare, sogna di riannettersi i territori perduti dall’Impero austro-ungarico e degli ebrei (e degli zingari) dice cose su cui, per non far loro pubblicità, preferiamo sorvolare. Robe comunque - per farsi un’idea - dal vago sapore hitleriano.
Con il British National Party, il partito inglese di destra più estremista del nuovo parlamento europeo che conta solo militanti “bianchi, britannici e protestanti”, Jobbik è l’altra faccia del terremoto che ha sconvolto l’Europa: un quinto dei nuovi deputati appartiene a formazioni ultrà o euroscettiche. Certo, non tutti questi nuovi europarlamentari sono xenofobi o antisemiti, se non con un sinistro sforzo di propaganda. Meno male però, per citare un noto gingle elettorale in Italia, che c’è il Ppe, l’unico argine moderato al vento razzista che spira per tutto il vecchio continente. L’unica forza popolare in grado di intercettare e girare in chiave democratica i malumori e la rabbia crescenti dei cittadini europei. L’Ue, grazie anche al Ppe, ha le gambe lunghe. E l’Ungheria di Jobbik, anche qui da noi, è lontana.
Lo spot elettorale di Jobbik
- Martedì 9 Giugno 2009

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Commenti
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Il 15 Giugno 2009 alle 15:43 Il nuovo Europarlamento: ora cominciano le guerre fredde » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Le trattative sono appena cominciate e la partita si annuncia tutt’altro che facile. Dopo la vittoria del centrodestra in Europa, la riconferma del popolare José Manuel Barroso alla guida della Commissione europea appare più facile. Ma nel vertice europeo del 18-19 giugno l’ex premier portoghese potrebbe incassare dai 27 leader Ue solo una fiducia politica, senza una designazione formale. L’incertezza è legata al secondo referendum irlandese sul trattato di Lisbona, ormai quasi certo per ottobre: se approvato, comporterebbe un secondo voto sulla Commissione europea da parte dell’Europarlamento. Senza contare, a quel punto, l’intreccio con le nuove cariche di presidente europeo e ministro degli Esteri della Ue. L’avvio dei lavori parlamentari è fissato per il 29 giugno, quando inizieranno le prime sedute ufficiali dei 736 neoeletti in vista della sessione inaugurale del 14 luglio. Ma già da questa settimana gli eurodeputati si incontrano per sciogliere alcuni nodi. Primo fra tutti la costituzione dei gruppi. Regola vuole che per formarne uno occorrano almeno 25 parlamentari di sette differenti paesi Ue. [...]
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