Gallery - Il pugno di ferro del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, appena rieletto, si è abbattuto sull’opposizione. Più di cento persone sono state arrestate negli ultimi due giorni: sostengono che le elezioni siano state vinte con brogli. Il ministero dell’Interno ha impedito altre manifestazioni dei sostenitori di Houssein Mousavi, sconfitto alle urne. E Ahmadinejad punta il dito contro quelli che paragona ai tifosi di una squadra che non accettano di aver appena perso una partita. Il suo rivale aveva puntato tutto sull’immagine di un rinnovamento e sull’apertura all’estero: dopo mesi di un’accesa campagna elettorale, pesa una delusione inattesa. Ma la protesta non si ferma e, adesso, corre sul web: secondo alcuni dati pubblicati da blog e siti internet, il vincitore delle elezioni è proprio Mousavi con 19 milioni di voti: Ahmadinejad, invece, non ha superato i 5,7 milioni di preferenze. I dati sarebbero trapelati dal ministero dell’Interno.
Le comunicazioni sono state bloccate o rallentate: televisioni straniere oscurate, siti congelati, cellulari muti in alcune aree. Eppure alcuni spazi web sono ancora attivi. Se l’accesso alle strade e alle piazze è stato bloccato, in poche ore un appello diffuso attraverso i microblog di twitter ha portato i dissidenti sui tetti della capitale per cantare in segno di sfida. Anzi, è possibile seguire in diretta l’evoluzione delle proteste attraverso i messaggi lanciati online dai giovani iraniani intitolati #IranElection. Una blogger, Nina, sta pubblicando immagini da Teheran.
Al fronte dei contestatori si è aggiunto anche l’ayatollah Khamenei, massima autorità religiosa del Paese: ha ordinato un’inchiesta sull’accusa di brogli avanzata dall’opposizione (una prima risposta dovrebbe arrivare dal Consiglio dei guardiani entro una decina di giorni) mentre centinaia di migliaia di persone, c’è chi parla di due milioni, hanno sfidato il divieto imposto dal governo e sono scese in piazza per sostenere Moussavi che chiede nuove elezioni. Le immagini delle proteste sono state diffuse dall’Iran attraverso twitter e circolano già su Facebook.
Il regime degli ayatollah controlla televisione, radio e giornali: il web, però, resta uno spazio di espressione a libertà vigilata. I ragazzi di Teheran, infatti, sono un’incognita per Ahmadinejad, in una nazione dove l’età media è di 27 anni (in Italia è di 43 anni). E allora: internet è solo una valvola di sfogo in più per una tifoseria amareggiata? O sta cambiando tutto e rivela una tensione strisciante? La diffidenza delle autorità verso il web, comunque, non è una novità : alcuni mesi fa il social network Facebook era stato chiuso, poi riaperto durante la campagna elettorale. Poco prima del voto, è arrivata la decisione di censurarlo. Ma Teheran ha messo in campo anche strategie più raffinate: un’orda di blog, promossi dalle milizie Basij fedeli agli ayatollah, ha invaso internet con l’obiettivo di “annegare” le voci critiche sul web.
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Le proteste a Teheran
- Lunedì 15 Giugno 2009

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Commenti
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Il 15 Giugno 2009 alle 16:59 jane55 ha scritto:
non credo che il relativo blocco dei siti iraniani sia dovuto ad un problema di intasamento,penserei piu’ ad un problema di censura.Ieri il neo eletto presidente iraniano ha definito questi giovani e l’opposizione, sassolini che non possono fermare un fiume,ma come ho gia’ detto, fa pensare questo spiegamento di forze contro semplici sassolini, e il fatto chel’ayatoAllah khamaini,perdonate gli errori di scrittura ma non conosco la lingua iraniana,ha chiesto oggi ai guardiani della rivoluzione di prendere in considerazione nuove elezioni, o e’ una mossa politica per acquietare le opposizioni, o e’ la considerazione che queste opposizioni,in qualche modo si stanno ponendo come una pericolosa alternativa al regime teocratico iraniano, costringendolo a tener conto di cio’ che accade nelle strade.Ma quello che mi colpisce nel fenomeno iraniano,e’ che si sta sviluppando del tutto e in parte tramite il web. I blogger iraniani sono i veri protagonisti di questa stupenda e coraggiosa rivolta.E mi chiedo stiamo forse assistendo alla consacrazione di un nuovo ed effettivo modo di porsi nei confronti della politica, dell’economia,e dei fatti che accadono nel mondo?.E in questo caso possiamo parlare di un 5 potere quello del web?
Il 15 Giugno 2009 alle 19:03 Iran: perché Ahmadinejad ha sconfitto i riformisti » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Altro che brogli. Per spiegare le ragioni della sconfitta del fronte riformista in Iran basta citare la vecchia massima di Giancarlo Pajetta: piazze piene, urne vuote. Ovvero: i riformisti dell’ex premier Mousavi hanno perso perché, al di là delle loro roccaforti giovanili ed universitarie di Teheran, al di là della loro capacità di mobilitazione su Twitter e tra i ceti più dinamici della capitale, non sono riusciti a sfondare tra l’elettorato poco scolarizzato delle campagne. È lì, tra i contadini poveri iraniani, che Ahmadinejad ha costruito la sua vittoria. Grazie soprattutto a una campagna martellante, villaggio per villaggio, iniziata ormai tre anni e mezzo fa. [...]
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