
Una manifestazione contro l’Eta nei Paesi baschi
Non finirà mai? L’Eta, l’organizzazione terroristica separatista dei Paesi Baschi spagnoli, è tornata a colpire. Senza neanche bisogno di rivendicazioni, la firma è sin troppo chiara. Un’autobomba poco dopo le 9 di questa mattina vicino a Bilbao. C’è una vittima, un ispettore dell’antiterrorismo. Quello che è chiaro è che Eta è ancora in grado di fare paura, anche se disperata e disorganizzata. Umiliata sul terreno dagli arresti e dalla collaborazione tra polizia francese e spagnola, espulsa dall’arena politica, ma non ancora smantellata. A differenza del ritorno della “Real Ira” in Irlanda del nord, qui non c’è stata nessuna pace, ma i terroristi hanno subito un’offensiva molto dura negli ultimi tre anni e sembravano allo sbando. Ricapitoliamo brevemente le ultime tappe del conflitto con lo Stato, sia dal punto di vista politico che da quello giudiziario.
- Arresti: Il 18 aprile scorso veniva arrestato in Francia il capo militare dell’Eta, Jurdan Martitegi. Si trattava del terzo presunto “numero 1″ a cadere in meno di sei mesi. Come gli altri due, aveva meno di trentacinque anni. La banda, da quando ruppe la tregua durata 2 anni con il governo di Zapatero, che aveva cercato di trattare con i terroristi, è stata colpita da una raffica di arresti. I principali esponenti ricercati, quelli i cui volti apparivano nei manifesti degli aeroporti spagnoli, sono caduti uno dopo l’altro. Dando spazio alle leve più giovani, meno esperte e più radicali. “Sono quattro mocciosi mezzi drogati” si lamentava della nuova cupola uno dei capi “etarra” intercettato in carcere.
- Gli attentati: l’Eta rompe la tregua con Zapatero il 30 dicembre 2006, con una bomba al nuovo terminal dell’aeroporto di Madrid, che causa due vittime. Nei due anni seguenti sono molti gli attentati con avvertimento contro le caserme dell’Ertzaintza (la polizia basca) e della Guardia Civil e i media “ostili”. Alla vigilia delle elezioni nazionali del 2008, viene assassinato un assessore socialista a Mondragòn. Le altre vittime dell’anno sono un imprenditore (nel dicembre 2008), un “guardia civil” e un militare. Nel corso del 2009, la banda dimostra di poter colpire anche a Madrid con un furgone-bomba davanti alla sede di un’impresa di costruzioni.
- La politica: il “braccio politico” dell’Eta, Batasuna, è stato illegalizzato dal giudice Baltazar Garzon, che la banda ha tentato di assassinare con una bottiglia avvelenata. I principali politici sostenitori della fazione vicina ai terroristi hanno tentato di riproporsi alle elezioni basche con due nuovi partiti: D3M e Askatasuna, ma sono stati illegalizzati anch’essi. Così l’indicazione data dalla cupola per le regionali del 1 marzo 2009 è stata di votare in bianco. Ma il risultato è stato inferiore alle aspettative: i voti “nulli” sono stati meno di 100mila, il nuovo partito dichiaratamente anti-Eta della sinistra basca, Aralar, ha raccolto il 6% e, colmo dello scorno, è stato eletto “lehendakari” (presidente Basco) il socialista Patxi Lopez, in inedito governo di coalizione con i Populares che ha estromesso per la prima volta in 30 anni dal potere regionale i nazionalisti del Pnv. Troppo per la rabbia repressa dei terroristi, che ora si sono rifatti vivi. A loro modo.
- Venerdì 19 Giugno 2009
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