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	<title>Mondo &#187; Xinjiang, parla Alim Seytoff. Per primo ha denunciato la repressione. E ora dice: è genocidio</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:37:52 +0000</pubDate>
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		<title>Xinjiang, parla Alim Seytoff. Per primo ha denunciato la repressione. E ora dice: è genocidio</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 16:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michele.zurleni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#4]]></category>

		<category><![CDATA[Alim-Seytoff]]></category>

		<category><![CDATA[Cina]]></category>

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		<description><![CDATA[&#200; grazie al segretario generale e portavoce della UAA (Uyghur American Association) se l'Occidente si è accorto del massacro operato dai cinesi contro la minoranza uigura del Turkmenistan Orientale. In questa intervista a <em>Panorama.it</em>, Seytoff lancia un nuovo grido d'allarme<br /> Guarda <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/le_immagini_delle_violenze_nello_xinjiang/178249_le_immagini_delle_violenze_nello_xinjiang.html">LA GALLERY</a></strong> con le immagini della repressione - <strong>LEGGI ANCHE:</strong> <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/07/08/controllo-20-censura-moderna-per-lo-xinjiang-in-rivolta/">Controllo 2.0: censura moderna per lo Xinjiang in rivolta</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/uiguri_in_cina_la_protesta/178079_uiguri_in_cina_ora_vige_la_legge_marziale.html" title="ora vige la legge marziale"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/07/08/4a545edf35fff_zoom.JPG" alt="ora vige la legge marziale" width="500" border="0" /> </a></p>
<p>È il braccio destro di Rebiya Kadeer, l&#8217;eroina della causa uiguri. Con lei condivide la stessa lotta da anni, prima sul campo, poi a Washington, dalla sede dell&#8217;<a href="http://www.uyghuramerican.org/" target="_blank">Uyghur American Association</a>, l&#8217;organizzazione che ha fatto conoscere a livello mondiale le ragioni della popolazione di origine turcomanna dello Xinjiang cinese. <strong>Alim Seytoff</strong> è il segretario generale e portavoce della UAA. È lui che <strong>ha denunciato le centinaia di morti</strong> negli scontri dei giorni scorsi. È lui che lancia l&#8217;ennesimo grido di allarme: siamo solo all&#8217;inizio, la repressione sarà ancora più spaventosa in futuro. <strong>Raggiunto telefonicamente negli Stati Uniti</strong>, Seytoff risponde con il suo fluente inglese alle domande di <em>Panorama.it</em>.</p>
<p>La voce assonnata tradisce l&#8217;impegno nel seguire minuto dopo minuto quello che sta accadendo nel Turkmenistan Orientale, come gli uiguri chiamano la loro patria. &#8220;Tutta la mia terra è sotto il tallone delle forze di sicurezza cinesi&#8221; racconta il dirigente in esilio &#8220;Le principali città sono state invase dai <strong>soldati di Pechino</strong>. Le ultime notizie dicono che la comunità Han, i cinesi che vivono in quella zona, continuano a organizzare <strong>spedizioni punitive contro gli uiguri</strong>. La nostra gente viene attaccata in mezzo alle strade, le nostre case vengono prese di mira; ci sono state altre vittime nelle ultime ore, in quella che appare sempre di più una pulizia etnica contro di noi. Compiuta sotto gli occhi indifferenti, anzi complici delle truppe cinesi, che non intervengono per impedirla. Al contrario, la fomentano&#8221;.</p>
<p>Il quadro fornito da Seytoff è di <strong>un regime del terrore</strong>. Secondo le sue fonti, gli uiguri non escono più di casa per paura di essere uccisi, come è successo ad almeno 500 altre persone da quando sono scoppiate le violenze. La cifra dei morti è stata fornita al mondo dalla stessa <strong>Rebiya Kadeer</strong>. Un bilancio che è destinato a salire. &#8220;Ieri le autorità cinesi hanno fatto sapere che qualsiasi cosa succeda, la colpa verrà data agli uiguri&#8221; ricorda Saytoff &#8220;Che rischiano così la <strong>pena di morte</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;ulteriore giro di vite è nell&#8217;aria soprattutto dopo che con una improvvisa drammatizzazione, <strong>il presidente cinese Hu Jintao aveva lasciato l&#8217;Italia per ritornare di corsa a Pechino</strong>. Il numero uno del regime cinese ha convocato una riunione dei vertici del partito e ha promesso &#8220;punizioni esemplari&#8221;" nei confronti de responsabili degli scontri interetnici che si sono verificati nei giorni scorsi a Urumqi, capoluogo dello Xinjiang. <strong>Per il governo cinese, non ci sono dubbi: solo gli uiguri sono colpevoli delle violenze</strong>. &#8220;Io speravo che il suo ritorno improvviso fosse un segnale di cambiamento di rotta, ma in realtà mi illudevo&#8221; dice Alim Sytoff &#8220;Hu Jintao renderà la repressione ancora più dura&#8221;.</p>
<p>È da sessanta anni, racconta il dirigente in esilio, che nella sua terra natale avviene un <strong>genocidio</strong>. Gli Han, i cinesi, sono stati portati in quella zona per popolarla, per, di fatto, prendere il posto degli uiguri. Questa politica è stata alimentata da un&#8217;ondata di <strong>nazionalismo cinese</strong>, per cui gli abitanti originari della regione, sono diventati dei nemici. La violenze di questi giorni sono la naturale conseguenza di questa <strong>strategia</strong>. &#8220;Hanno violato la nostra libertà e i nostri diritti politici e umani, hanno tentato di assimilare il mio popolo alla cultura cinese. E questo ha creato molta frustrazione e dolore&#8221; - dice Alin Seytoff. Dolore e frustrazione che sono destinati a durare ancora per gli uiguri. Per Pechino, con loro, questa sembra essere la partita finale.</p>
<p><em>Alim Seytoff in un&#8217;intervista di repertorio della BBC</em></p>
<p><code>
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<p><strong>LEGGI ANCHE:</strong> <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/07/08/controllo-20-censura-moderna-per-lo-xinjiang-in-rivolta/">Controllo 2.0: censura moderna per lo Xinjiang in rivolta</a></p>
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