
Lo ripete dall’inizio del suo mandato; l’ha detto in occasioni pubbliche e l’ha ribadito ai suoi collaboratori: dobbiamo guardare avanti, e non indietro, al passato. Ma questa volta, per Barack Obama sarà difficile sottrarsi alle pressioni per avviare una serie di inchieste sulla gestione della guerra al terrorismo e sui programmi per la sicurezza nazionale varati dopo l’11 settembre da George Bush. Con il rischio che queste iniziative portino a profonde divisioni dentro l’establishment e nell’opinione pubblica statunitense.
Sono quattro i fronti aperti.
I democratici del Congresso chiedono un’indagine sul programma clandestino della Cia (uccisione dei leader di Al Qaeda?), dopo la diffusione della notizia che l’ex vice presidente Dick Cheney aveva ordinato ai vertici dell’Agenzia di tenerlo segreto durante le audizioni a Capitol Hill.
L’Attorney General, il ministro della giustizia, Eric H. Holder, avrebbe poi comunicato al presidente la sua intenzione di procedere con un’inchiesta formale sulle torture nei confronti dei prigionieri della War on Terror.
Il terzo fronte l’ha aperto lo stesso Obama quando ha annunciato di aver chiesto ai membri del suo staff di indagare su di un possibile ruolo degli Usa, nelle uccisioni di massa di prigionieri talebani da parte dei Signori della Guerra alleati degli Stati Uniti, avvenute in Afghanistan poco dopo il crollo del regime fondamentalista islamico, un episodio su cui l’ex presidente Bush aveva ordinato di non investigare, ha scritto il New York Times.
Infine, l’ultimo capitolo riguarda alcuni programmi “coperti” di sorveglianza, varati dalla precedente amministrazione, su cui il Congresso vorrebbe saperne di più.
Quattro possibili filoni, quattro difficili sentieri su cui procedere. Perché un recalcitrante Obama è sempre più convinto che riaprire gli armadi pieni di scheletri della Guerra al Terrore possa essere controproducente per lui e per i suoi obiettivi politici. Già indagare (dal punto di vista giudiziario) sul suo predecessore, e sulla sua amministrazione, sarebbe un fatto senza precedenti nella storia degli Usa.
Il neo inquilino della Casa Bianca non ne ha voglia. I repubblicani si ribellerebbero, farebbero le barricate. Significherebbe rompere ogni possibilità di intesa bipartisan. E, invece, Obama ha bisogno che questo clima di (apparente) dialogo per raggiungere i traguardi della sua agenda di politica interna: la riforma sanitaria e la ripresa economica.
C’è qualcuno dei Congressmen del Grand Old Party che potrebbe votare, per esempio, per lo Stimulus Plan proposto da Obama se il nuovo presidente mettesse alla gogna (non mediatica e politica) George W. Bush? L’opposizione sarebbe così dura, il dibattito così aspro, la tensione così forte che Barack Obama rischierebbe di non raggiungere le sue mete. Ci sono poi anche altre ragioni per cui il presidente considera scivolose le inchieste sull’operato del duo Bush-Cheney.
Perchè andrebbero a colpire funzionari della Cia e militari delle Forze Armate. Il malumore a Langley e al Pentagono sarebbe alto; il timore di essere perseguiti per aver rispettato degli ordini, potrebbe provocare forti tensioni dentro e tra gli apparati di intelligence. E’ un effetto che Obama vuole evitare. Perchè ne andrebbe della politica di sicurezza degli Stati Uniti.
E’ per questo che il presidente vorrebbe “guardare al futuro e non al passato” come ha spiegato in un recente incontro con le organizzazioni per i diritti umani. Gli armadi, alla Casa Bianca e negli altri palazzi del potere di Washington, devono rimanere chiusi. Per il bene dell’America.
- Lunedì 13 Luglio 2009
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Commenti
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Il 13 Luglio 2009 alle 20:56 shift ha scritto:
Un fatto di una tale gravità avrebbe conseguenze destabilizzanti su tutto il sistema americano.
Ordini dati in passato che vengono giudicati nel presente, sia quando l’ottica per cui sono stati dati è cambiata, sia perchè iniziare una tale lotta interna porterebbe solo alla guerra civile giudiziaria in tutti gli USA.
Non occorre dimenticare che chi la fa l’aspetti, prima o poi.
E’ già grave che Obama si sia messo a fare le pulci all’interno della CIA, il sistema di sicurezza americano.
Non credo che gli uffici che fanno tale servizio saranno grati a nessuno dopo un simile trattamento all’italiana.
Si metterebbero in allarme non solo i militari amricani, ma anche i politici.
Tutti vedrebbero la cosa come un attentato alla sicurezza nazionale, esattamente quello che sarebbe.
Obama non ha miglior sistema per dimostrare a tutti i cittadini americani di essere un islamico nemico degli USA.
Non credo che lo farà in modo così traumatico e pertanto rivelatore, sicuramente cercherà di farlo in maniera più soft e meno appariscente, ma ormai credo che gli stessi americani inizino ad avere dei forti dubbi sul loro Presidente e a controllarlo passo dopo passo.
Gli USA non sono l’Italia dove tutti fanno quello che gli pare sopra la testa di cittadini, l’attenzione critica in quella nazione è molto alta, non si faranno infinocchiare, per quanto Obama lo voglia.
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