- Tags: Afghanistan, Farah, Herat, Isaf, Nato
- 4 commenti
Focus: il punto dell’esperto militare
Rahimullah Yusufzai conosce la storia (e la cronaca) della guerra in Afghanistan come pochi altri.
Così, questo giornalista, collaboratore del prestigioso quotidiano pachistano The News, commentatore dei più importanti network televisivi internazionali, Bbc in testa, risponde senza indecisioni alla domanda se, dopo l’agguato in cui ha perso la vita un paracadutista (guarda la MAPPA) della Folgore, gli attacchi contro le truppe italiane aumenteranno: “Sì, ce ne saranno altri” dice al telefono da Kabul. “Non saranno intensi come gli assalti lanciati contro le truppe americane e inglesi nel sud del Paese, ma attentati come quello in cui è rimasto ucciso il vostro soldato saranno sempre all’ordine del giorno nelle zone orientali e occidentali dell’Afghanistan. Attenzione, vi avverto: non fatevi illusioni, non sembra che la forza dei talebani sia diminuita” chiosa il cronista, autore di saggi e articoli sui fondamentalisti islamici.
Anzi. Secondo Rahimullah Yusufzai, l’attacco alla pattuglia italiana dimostra che i talebani hanno espanso la loro presenza anche in regioni che, fino a poco tempo fa, venivano considerate sicure. La loro tattica di guerriglia è chiara. “Siccome le truppe occidentali non escono dalle loro basi se non per spostarsi, i talebani li attaccano utilizzando mine anti carro e anti uomo che vengono messe ai bordi della strada e fatte
esplodere al passaggio dei convogli” spiega il giornalista. “L’altra tattica che usano è quella degli agguati a questo convogli militari, ma mai condotti in modo da esporsi inutilmente. I talebani usano lanciagranate. Oppure, mandano dei kamikaze che si fanno saltare in aria… Quello che voglio dire è che sono tutti azioni di guerriglia, mai scontri aperti. Dove loro hanno quasi sempre la meglio”.
È anche per questo motivo (per dare una svolta alla guerra dal punto di vista politico e militare, per uscire dal empasse della guerriglia mordi e fuggi) che due settimane fa il comando militare statunitense ha lanciato un’offensiva nella Valle di Helmand, nella parte meridionale dell’Afghanistan. È la “battaglia di Barack Obama”, quella che dovrebbe - nei piani del presidente - cambiare le sorti del conflitto.
“Sì, in effetti è lo scontro più importante da almeno un paio di anni a questa parte” afferma Rahimullah Yusufzai. “Migliaia di soldati contro centinaia di talebani. Se quest’ultimi perdessero Helmand, per loro sarebbero guai, guai seri”.
E’ dalle loro basi posizionate in questa valle strategica che pianificano gli attacchi contro gli obiettivi occidentali. Per ora, l’offensiva vede l’affermazione degli americani. Ma, la vittoria finale potrebbe sfuggire loro di mano, sembra voler dire il nostro interlocutore. “Allo stato attuale i talebani sono stati cacciati da un certo numero di distretti di quella zona. Sospinti dalle truppe della Nato, si sono ritirati. Ma lo sapete … - prosegue Yusufzai - questa è la tattica dei guerriglieri. Si ritirano, aspettano che i nemici entrino nei villaggi che controllavano, e poi le attaccano. Anche in questo caso, mi sembra che venga usata questa tattica. Li faranno entrare e poi contrattaccheranno”.
Per ora, quindi, gli americani hanno raggiunto qualche vittoria dopo 15 giorni di avanzata tra le alte guglie delle montagne afghane. Ma la domanda è: dopo averli presi, riusciranno a mantenere i capisaldi talebani? “Difficile, non impossibile. Una cosa è certa, questa è la battaglia decisiva per la guerra” conferma il cronista. Lì ad Helmand si combatte con forza. A Farah, dove è morto, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, si muore per i mordi e fuggi dei fondamentalisti islamici.
Limes online » Lo speciale sull'Afghanistan
Bbc » Afghanistan in poche righe
Isaf » Cosa prevede la missione Nato
Panorama.it » Helmand, la battaglia di Obama
- Martedì 14 Luglio 2009
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 15 Luglio 2009 alle 10:55 Afghanistan, parà nel mirino: il punto dell’esperto » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] L’intervista: Non illudiamoci, gli attacchi aumenteranno [...]
Il 29 Luglio 2009 alle 15:23 Foto: Donne in Afghanistan, qualcosa è cambiato? » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] 28/07/2009 - Si torna a parlare molto di Afghanistan, in questi giorni. Si parla delle polemiche politiche intorno alla partecipazione italiana alla missione; delle violenze contro i militari italiani e degli altri contingenti presenti; della campagna elettorale, in corso, che sta lentamente preparando il Paese alle elezioni presidenziali del prossimo 20 agosto. [...]
Il 13 Agosto 2009 alle 19:50 Esclusivo: trappola esplosiva per i parà italiani in Afghanistan. Il racconto del nostro inviato » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Il fumo nero e lugubre si alza in un istante per una quindicina di metri. “Attenzione Ied alla testa del convoglio”, lanciano subito l’allarme per radio i paracadutisti della Folgore in uno dei blindati più vicini all’esplosione. La tensione è alle stelle. La trappola esplosiva, chiamata in gergo Ied, era nascosta sulla strada. I parà che spuntano della botola dei mezzi puntano le mitragliatrici pesanti verso le casupole di Shewan, roccaforte dei talebani. La striscia d’asfalto che stiamo percorrendo è la famigerata 517, soprannominata l’autostrada per l’inferno. Il convoglio composto da soldati italiani, americani e poliziotti afghani scorta due camion con il materiale elettorale per le presidenziali del 20 agosto. I talebani di Shewan da giorni annunciano con gli altoparlanti delle moschee che i veri fedeli dell’Islam non devono andare alle urne. Chi sgarra rischia di venir sgozzato o quantomeno di vedersi tagliare il dito, che sarà segnato con l’inchiostro indelebile per evitare che lo stesso elettore voti più volte. [...]
Il 16 Agosto 2009 alle 14:29 :: LaDestra.info - Il portale d'informazione della destra italiana ha scritto:
[...] Il fumo nero e lugubre si alza in un istante per una quindicina di metri. “Attenzione Ied alla testa del convoglio”, lanciano subito l’allarme (ascolta l’AUDIO) per radio i paracadutisti della Folgorein uno dei blindati più vicini all’esplosione. La tensione è alle stelle. La trappola esplosiva, chiamata in gergo Ied, era nascosta sulla strada. I parà che spuntano della botola dei mezzi puntano le mitragliatrici pesanti verso le casupole di Shewan, roccaforte dei talebani. La striscia d’asfalto che stiamo percorrendo è la famigerata 517, soprannominata l’autostrada per l’inferno. Il convoglio composto da soldati italiani, americani e poliziotti afghani scorta due camion con il materiale elettorale per le presidenziali del 20 agosto. I talebani di Shewan da giorni annunciano con gli altoparlanti delle moschee che i veri fedeli dell’Islam non devono andare alle urne. Chi sgarra rischia di venir sgozzato o quantomeno di vedersi tagliare il dito, che sarà segnato con l’inchiostro indelebile per evitare che lo stesso elettore voti più volte. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.