- Tags: il mio iran, Iran, Mahmoud Ahmadinejad, Teheran
- 3 commenti
Cosa si può fare per aiutare la società civile iraniana?
Sono in tanti in questi giorni a farmi questa domanda. Ho deciso perciò di inaugurare questo blog con un appello, nel giorno in cui i siti dei riformisti iraniani hanno denunciato che nell’obitorio a sud di Teheran ci sarebbero centinaia e centinaia di cadaveri e che sarebbero quarantasei le persone scomparse nelle dimostrazioni seguite alle elezioni presidenziali del 12 giugno.
Decine di studenti, politici e giornalisti sono stati arrestati. A difenderli sono un pugno di avvocati coraggiosi, alcuni dei quali militano nel gruppo per la difesa dei diritti umani di Shirin Ebadi, Nobel per la pace 2003. Nei giorni scorsi alcuni di loro sono stati arrestati, come Dadkhah e Soltani, noti per le loro battaglia a favore dei diritti politici e civili dei cittadini iraniani. Per tirarli fuori di galera ci vorrebbe un collegio di difesa internazionale e sarebbe il momento affinché i loro colleghi avvocati (anche italiani) riuscissero a dimostrarsi solidali, non solo a parole ma con inziative pratiche.
Ne ho parlato con l’avvocato Fulvio Gianaria, penalista di Torino. Mi ha messa in contatto con Renato Borzone, suo collega, a cui ho appena mandato una mail con i nomi degli avvocati arrestati a luglio a Teheran.
Nel frattempo ho informato Drewery Dyke (qui su Twitter) del desk Iran di Amnesty International di Londra a cui è venuta un’altra idea: coinvolgere l’International Bar Association, ovvero l’associazione internazionale degli avvocati, che ha sede a Londra.
Si potrebbe procedere in tre fasi, per non lasciare soli gli avvocati iraniani, per consentire agli oppositori di potersi difendere, in tutte le sedi, anche e soprattutto nelle terribili condizioni in cui sono.
1. Chiedere all’Ordine degli avvocati di scrivere un comunicato da diffondere ai mezzi di comunicazione e da mandare alle sedi diplomatiche della Repubblica islamica dell’Iran a Roma e a Londra
2. Chiedere i visti per un gruppo di avvocati che costituiscono un collegio internazionale di difesa
3. Fare in modo che questi avvocati possano andare a trovare i loro colleghi in carcere a Teheran.
Sarebbe, lo so, solo un piccolo contributo, ma è di iniziative come queste, dal basso, in attesa che riescano a muoversi le diplomazie internazionali, che potrebbero aver bisogno gli oppositori e i riformisti iraniani. Avete altre idee?
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- Mercoledì 15 Luglio 2009

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Commenti
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Il 21 Luglio 2009 alle 22:41 iniziativa nonviolenta ha scritto:
Ho apprezzato la vostra idea di un collegio internazionale di avvocati, volevo maggiori informazioni circa la sua realizzazione.
Francesco Lo Cascio
http://www.iniziativanonviolen.....dpress.com
Il 24 Luglio 2009 alle 12:41 Iran: avvocati solidali, ma solo a parole » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Scrivo questo perché ieri ho ricevuto questa mail dall’avvocato Renato Borzone che purtroppo non dà seguito al mio appello su questo blog per la costruzione di un collegio internazionale di difesa e alla richiesta di Shirin Ebadi di mandare un avvocato italiano a Teheran per verificare le condizioni di prigionia degli avvocati iraniani in carcere. [...]
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