- Tags: Filippine, hong-kong, Manila, orientexpress
- 3 commenti
Le strade di Hong Kong si riempono, ogni domenica, di donne filippine, duecento mila in una metropoli con quasi sette milioni di abitanti. Una delle immagini che si impigliano più frequentemente nella memoria di chi passa da queste parti è proprio quella delle frotte di donne accampate in ogni angolo disponibile. Se ne vedono per strada e nei negozi a buon mercato. D’estate, nei centri commerciali per sfuggire all’afa dei 35 gradi resi ancora più torridi da un tasso di umidità che rasenta il 95%. D’inverno, in riva al mare (specialmente nelle aree riservate agli amanti del barbecue) o accovacciate per terra lungo i corridoi che collegano i palazzi della città, impegnate a ricreare un angolo di Manila in mezzo ai grattacieli.
Sono sempre sorridenti, cantano, scherzano e mangiano assieme. Creano un vero e proprio carnevale metropolitano: in un angolo c’è chi si esercita a ballare, in un altro, chi sfida le amiche a carte; più in là, invece, chi sfoglia gli album che raccolgono le fotografie di mariti e figli rimasti in patria. L’allegria che le circonda è apparentemente quella di una comunità apparentemente ben integrata, anche se, spesso, dietro ai sorrisi non c’é sempre una storia felice.
Chi a Hong Kong ci abita e conosce le loro storie sa che per quanto possano divertirsi tutte assieme la domenica, ogni lunedì ci sarà un brusco risveglio. Basta chiedersi perché passino intere giornate fuori casa e perché durante la settimana si vedano solo nei supermercati o a spasso con i cani dei datori di lavoro. Semplice: sono (quasi) tutte donne di servizio, e chi ancora non lo è spera di diventarlo. Le più fortunate vivono in una stanza di tre, massimo quattro metri quadrati da condividere con lavatrice e caldaia. Le meno fortunate la sera stendono un materasso in cucina per riposare. Da contratto, lavorano 24 ore su 24, sei giorni la settimana, con un salario mensile minimo garantito -che spesso si trasforma nel massimo a cui possono aspirare- di circa 350 Euro. Ed ecco che la domenica diventa l’unico giorno libero, e la strada l’unico luogo dove “invitare” un’amica.
A sentire loro, il datore di lavoro ideale è chi permette di mangiare gli avanzi anziché pretendere che vengano buttati nell’immondizia. Chi, quando organizza feste in casa, concede loro di andare a dormire a mezzanotte anziché imporre che salone e cucina vengano rassettati non appena l’ultimo ospite si è congedato. A venti o a sessant’anni, le filippine sono comunque sempre contente di trasferirsi a Hong Kong: in patria le considerano le pioniere di una società pronta ad agganciarsi alla locomotiva cinese per sfruttarne tutti i vantaggi. E a Hong Kong si reputano delle privilegiate per aver avuto l’occasione di vivere nella metropoli che le amiche rimaste a Manila sognano.
Wikipedia » Alcuni dati sulle filippine di Hong Kong
Blog » La voce delle filippine
Blog » La voce delle filippine all’estero
Blog » Filippine a Hong Kong: lo sguardo di un australiano non residente
YouTube » Coreografia domenicale
- Giovedì 16 Luglio 2009

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 17 Luglio 2009 alle 9:26 francescacav ha scritto:
ricordo perfettamente che la prima volta che vidi quest’orda di donne stese per terra sui marciapiedi o sui ponti ne fui terrorizzata. Non saprei dire con certezza da cosa: sarà stato il loro numero (anche se non si può di certo dire che HK sia una città fantasma), che unito al clima locale mi faceva quasi mancare il respiro; oppure il rumore delle loro chiacchiere, che si levava da questi capanneli di donne stese sulle loro coperte o sui cartoni, che alle volte ricreavano l’intimità delle pareti di casa con dei semplici ombrelli aperti.
Il 2 Settembre 2009 alle 11:14 Filippine: insegnanti a scuola col megafono » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Delle frotte di filippine che hanno invaso Hong Kong alla ricerca di un lavoro abbiamo già parlato. Oggi l’attenzione viene spostata nel loro paese, dove l’elevato tasso di crescita di una popolazione già numerosa (le Filippine contano circa 92 milioni di abitanti) sta creando grossi problemi nelle scuole. Gli alunni, dalle elementari alle superiori, sono talmente tanti da aver indotto molti insegnanti a portarsi in classe un megafono per farsi sentire da chi sta (in piedi o seduto in terra, le sedie non sono mai abbastanza) in fondo alla classe e per evitare di tornare a casa ogni giorno con la gola irritata. Un docente di matematica di una scuola pubblica di Manila ha raccontato a Panorama.it di aver gestito lo scorso quadrimestre una classe di cento bambini. Un collega ha quest’anno 106 studenti, in un’aula con solo 90 sedie. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.