Al telefono
A. Buongiorno. Avrei bisogno di prenotare una visita con il dottor Ng
B. Certo. La tariffa minima è di 800 dollari (di Hong Kong, equivalenti a circa 80 Euro, ndr) e può pagare solo in contanti, ne è al corrente?
A. No, ma va bene. Io avrei bisogno… (di una visita specialistica alle vie respiratorie, avrebbe voluto dire il paziente, ndr)
B. Bene. La avverto che il tariffario potrebbe aumentare a seconda del suo problema. Il suo nome?
A. Luca. L U C A. Sa io… (idem, ndr)
B. Bene. Appuntamento fissato per le 11 di martedì. Salve
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Sala operatoria dell’ospedale Victoria. Intervento in corso. Il chirurgo smette di operare ed esce dalla sala per parlare con i familiari del malato.
C. Buongiorno. L’operazione sta andando bene, ma purtroppo sono sorte delle complicazioni. Eravamo rimasti d’accordo per un compenso di 30.000 dollari (sempre di Hong Kong, quindi 3.000 Euro, ndr), ma per poter guarire vosto figlio dovrò aumentare la parcella di 20.000. Siete d’accordo.
A. Ma sì, certo dottore, ma mio figlio dov’é?
C. Ancora in sala operatoria. Ora scusatemi ma devo rientrare a finire l’intervento.
Il dottore si congeda, torna in sala operatoria dopo aver sterilizzato nuovamente i suoi abiti e continua l’intervento.
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I nomi sono naturalmente inventati, ma gli episodi sono reali. A Hong Kong, e non solo nel mondo della sanità, la garanzia del pagamento viene prima di qualsiasi altra esigenza. L’obiettivo è quello di tutelarsi dalle cause dei parenti indispettiti dall’aumento delle parcelle, ma la strategia adottata per raggiungerlo lascia non poche perplessità.
Il sistema sanitario hongkonghino offre però anche alcuni lati positivi: ottimi medici, tempi di attesa quasi nulli, strutture moderne, pulite, e facilmente accessibili anche agli stranieri. In tre anni non ho mai avuto problemi di comunicazione (e non parlo cantonese), e continuo ad ammirare la volontà di evitare sprechi (e intossicazioni) vendendo al paziente solo il numero di pillole indicate sulla ricetta. Per un check-up completo non c’è bisogno di prendere mille appuntamenti. Tutti i test, prelievi e raggi X inclusi, si fanno nella stessa mattinata accompagnati dalle infermiere.
Personalmente - soldi permettendo - tendo a preferire gli ospedali privati, per il semplice motivo che sembrano delle beauty farm. Un esempio? Le neo-mamme dopo il parto restano in corsia per una settimana a godersi massaggi e trattamenti rilassanti che le aiutano a tornare subito in forma. Ma ho amici che hanno fatto incidenti anche gravi e sono stati ricoverati in quelli pubblici, rimanendo entusiasti dell’assistenza ricevuta. L’unico inconveniente delle strutture pubbliche è il cibo: riso bianco, verdure bollite e acqua calda sono un po’ troppo locali. Ma questo è un problema solo per gli stranieri.
- Venerdì 17 Luglio 2009

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