
Ciò che Dio ha unito, la crisi santifichi. Già, perché la “tempesta perfetta” che ha mandato in crisi l’economia globale ha avuto anche risultati inattesi, come quello di far calare il numero dei divorzi e delle separazioni negli States.
I più preoccupati, e non poteva essere altrimenti, sono gli avvocati matrimonialisti americani che ora temono di rimanere con sempre meno pratiche da sbrigare e parcelle da incassare. I dati sono impietosi: rispetto al 2007, meno 14 per cento nella contea di New York. Meno 9 per cento anche a Los Angeles, la città dei divi, i cui matrimoni notoriamente non brillano per durata. Insomma, in due delle metropoli simbolo degli Usa, si divorzia molto meno. E – come racconta il Wall Street Journal – se proprio bisogna separsi, meglio inventarsi nuove formule di convivenza forzata. Con le conseguenze - anche pscologiche - che chiunque può immaginare.
D’altra parte, uno dei temi cruciali della fine dei matrimoni è come sempre la casa: come venderla col mercato immobiliare a picco? “Io e mia moglie, o dovrei dire la mia ex moglie, ce l’abbiamo fatta. Ma ci abbiamo messo 4 mesi e abbiamo abbassato il prezzo di 100mila dollari, arrivando a venderla a meno di quanto la pagammo quattro anni fa”, ha raccontato al Wsj una cinquantunenne pianificatore finanziario. Durante quei quattro mesi hanno continuato a vivere assieme, alla faccia di un matrimonio ormai sepolto senza più affetti né interessi da condividere. Risparmiando, certo, ma guadagnandoci anche “un continuo dolore allo stomaco per quel divorzio eterno”.
E ai bambini, chi pensa ai bambini? L’altra domanda di rito quando si parla di divorzio è presto risolta. Non è poi così difficile spiegare loro che “mamma vive di sopra, mentre papà sta nello scantinato”. Come è successo ai signori Brewster. Che non volendo vendere la casa comune in un momento di fiacca, se la sono divisa. Lei, casalinga, sta nei due piani superiori, con i due figli e la loro corte di animali domestici (un porcellino d’India, un cane, uno scoiattolo, cinque lucertole, cinque gatti). Lui, ovviamente, ha avuto la peggio. Confinato nello scantinato, dorme sul tavolo da biliardo che ha portato giù dai piani superiori. Sopra, un materassino ad aria. E ogni tanto gli tocca ancora portare fuori l’immondizia. Insomma, al tempo della crisi più dell’amore, o della fede nel sacro vincolo del matrimonio, poté l’economia. Quella domestica. E allora chissà se la proposta del leader dei conservatori inglesi, David Cameron, che vorrebbe introdurre un periodo di “moratoria” di tre mesi per le coppie che chiedono il divorzio, non sarà semplicemente superata dai fatti. La crisi, non c’è che dire, ha rispolverato negli Stati Uniti la vecchia formula, mai realmente in disuso, del matrimonio (forzato) d’interessi.
- Venerdì 17 Luglio 2009
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Il 20 Luglio 2009 alle 15:59 G8 e G-Ottimismi « Il blog di NAFOP … bussola per il risparmiatore navigante ha scritto:
[...] In questi giorni stiamo assistendo al tradizionale teatrino dei “grandi della Terra” che riuniti davanti ad un grande poster delle vette d’Abruzzo fanno ampie dichiarazioni di ottimismo per quei segnali che i media definiscono segnali di una possibile ripresa dell’economia mondiale. Vorrei invitare tutti, risparmiatori e consulenti, a mantenere la calma e usare molta cautela. Mi rendo conto che non è facile, anche perché da qualche mese siamo bombardati da messaggi mediatici sugli ormai famosi “ciuffi verdi” (green shoots) di Ben Bernanke, Chairman della Federal Reserve, che sostiene che l’economia USA sta avviandosi verso una stabilizzazione e una lenta ripresa. Alle parole di Bernanke fanno da cassa di risonanza le previsioni di alcune grandi istituzioni sovranazionali, tristemente note per aver regolarmente errato per difetto tutte le precedenti previsioni di caduta delle economie mondiali. Da stamattina anche l’autorevole Economist se ne esce con una previsione di miglioramento della crescita economica degli USA nella seconda metà di quest’anno e (udite! Udite!) un calo della disoccupazione nel 2010. [...]
Il 20 Luglio 2009 alle 16:01 Economia e mercati nel secondo trimestre « Il blog di NAFOP … bussola per il risparmiatore navigante ha scritto:
[...] I massicci interventi governativi, che agli inizi di Marzo avevano ottenuto un rimbalzo dei mercati, hanno continuato a dispiegare i propri effetti. Probabilmente gli operatori sono stati spinti agli acquisti dalla constatazione che il tracollo generale dell’economia è stato evitato e dai prezzi ormai molto bassi, dopo essere stati provvisti di munizioni a buon mercato dalle banche centrali. Occorre però dire che l’effetto dei salvataggi delle banche, dei tassi ufficiali eccezionalmente bassi e delle massicce iniezioni di liquidità è stato un effetto prevalentemente finanziario. [...]
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