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Più truppe nell’ovest grazie al ritiro delle forze ancora schierate a Kabul, più aerei ed elicotteri e veicoli meglio protetti.
In occasione della visita del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Herat sono stati annunciati alcuni prossimi cambiamenti nell’assetto del contingente italiano in Afghanistan che entro l’autunno porteranno a una maggiore concentrazione delle forze e una più ampia capacità di combattimento.
Rinforzi temporanei?
I 400 rinforzi inviati a Herat per aumentare la sicurezza nell’area durante il periodo elettorale (da agosto a ottobre) potrebbero rappresentare un incremento stabile della forza del contingente che supererebbe così i 3.300 effettivi. L’invio di ulteriori truppe in Afghanistan senza incrementare l’impegno complessivo delle missioni militari oltremare (e i relativi costi) deriva dal programmato dimezzamento delle truppe dislocate in Kosovo, che scenderanno presto da 2.200 a un migliaio in seguito al ridimensionamento delle forze della Nato in questa regione.
Tutti all’Ovest
Il piano per trasferire nel settore occidentale tutte le truppe italiane incluse quelle assegnate al Regional Command Capital di Kabul era già pronto nell’autunno scorso ma la necessità di rafforzare il presidio della capitale afgana in vista delle elezioni ha imposto un rinvio di un anno. Tra Kabul e la valle del Mushai opera un “Battle Group” italiano attualmente costituito dal 186° reggimento paracadutisti Folgore e assegnato alla brigata multinazionale posta sotto comando francese. In autunno francesi e turchi dovrebbero rinforzare i propri contingenti e gli italiani potranno lasciare a Kabul solo alcune decine di ufficiali e sottufficiali assegnati al quartier generale alleato a trasferire il reparto da combattimento nell’area del Regional Command West.
L’arrivo di altri 500 fanti, che porterà a tre il numero di battaglioni da combattimento italiano nell’ovest, permetterà di presidiare l’area di Shindand, a sud di Herat. Una zona difficile, all’imbocco settentrionale della Zerkoh Valley, un santuario talebano attaccato in questi giorni da sud da un reparto di marines americani proveniente dalla provincia di Farah. A Shindand c’è una grande base aerea americana utilizzata però più nel controllo del vicino confine con l’Iran che nella guerra ai talebani. A contrastare gli insorti per ora c’è solo un piccolo ma agguerrito reparto di forze speciali afgane addestrate e guidate da Berretti Verdi americani.
Army Aviation Battallion
Con l’arrivo di tre elicotteri multiruolo AB-412, attesi a Herat per l’inizio di agosto, verrà costituito l’Army Aviation Battallion che raggrupperà i 13 elicotteri dell’Aviazione dell’esercito (oltre agli AB 412 vi sono 6 Mangusta da combattimento e 4 Chinook da trasporto) dislocati sulle basi di Herat e Farah ma rischierati spesso anche a Qal-i-Now, non lontano dall’avamposto di Bala Murghab teatro di sanguinose battaglie nel giugno scorso.
Predator e Tornado
La Task Force dell’Aeronautica, che schiera 3 elicotteri AB-212, 2 bombardieri Tornado e 2 velivoli teleguidati Predator verrà rinforzata in agosto da altri 2 jet e 1 drone. In quest’ultimo caso si tratta non di un rinforzo ma del ripristino della forza precedente,mente disponibile. I Predator infatti erano tre già l’anno scorso ma uno è stato rimpatriato per le esigenze di sorveglianza connesse al G-8 tenutosi a L’Aquila.
Anche il raddoppio dei Tornado era già previsto in occasione del rischieramento dalla base di Mazar-i-Sharif (dove operano con altri velivoli dello stesso modello dell’aeronautica tedesca) all’aeroporto di Herat. Per questi bombardieri utilizzati finora solo come ricognitori il ministro La Russa ha in più occasioni ventilato anche un prossimo impiego in azioni di combattimento per fornire appoggio alle truppe a terra.
Più protezioni per i mitraglieri
Anche i mezzi terrestri verranno potenziati e soprattutto i Lince, rivelatisi molto resistenti agli ordigni stradali talebani ma finora privi delle torrette necessarie a non esporre i mitraglieri all’esterno dei veicoli. Le modifiche alle postazioni “in ralla”(sul tetto dei Lince) riguarderanno l’applicazione di blindature e scudi per proteggere meglio i mitraglieri in attesa delle torrette manovrabili dall’interno del veicolo sviluppate da Oto Melara.
- Venerdì 24 Luglio 2009

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