Oggi è giornata di digiuno per le libertà in Iran, si può aderire anche on-line tramite doodle. E domani sarà Il Global Day of Action (l’ufficio stampa dell’iniziativa è raggiungibile a questo indirizzo email ) ovvero il giorno in cui si terranno manifestazioni davanti alle ambasciate della Repubblica islamica dell’Iran.
Ma queste iniziative in Italia e in Europa servono veramente a qualcosa? O non mettono forse ulteriore distanza tra noi, che viviamo in Europa, e l’Iran?
Da Milano e Roma la capitale iraniana Teheran dista meno di cinque ore di volo, ed è quindi più vicina di New York. Ma la percezione degli italiani è diversa.
Scrivo questo perché ieri ho ricevuto questa mail dall’avvocato Renato Borzone che purtroppo non dà seguito al mio appello su questo blog per la costruzione di un collegio internazionale di difesa e alla richiesta di Shirin Ebadi di mandare un avvocato italiano a Teheran per verificare le condizioni di prigionia degli avvocati iraniani in carcere.
L’avvocato Renato Borzone scrive:
“L’Unione delle Camere Penali Italiane ha esaminato la documentazione sulla gravissima e drammatica vicenda degli arresti degli avvocati iraniani, ed allo stato la decisione circa possibili iniziative da assumere è stata la seguente:
1) Formulazione di una nota di protesta al governo dell’Iran (si tratta di un deciso invito a rispettare gli impegni internazionali e a fornire notizie sulle condizioni degli arrestati) da consegnarsi anche all’Ambasciata di Roma; richiesta di incontro con l’Ambasciatore iraniano per esporre la protesta e ottenere notizie degli arrestati.
2) Il 2, 3 e 4 ottobre prossimi, a Torino è previsto il congresso nazionale dei penalisti italiani: ci piacerebbe che potesse partecipare e prendere la parola l’avvocato Shirin Ebadi. Potrebbe essere una tribuna pubblica per denunciare la situazione di violazione dei diritti civili in Iran, e non solo nei confronti degli avvocati.
Quanto alla possibilità di recarsi in Iran o di costituire un collegio internazionale di difesa la situazione dell’Unione delle Camere Penali, che è una associazione privata e non un Ordine Forense, al momento non consente sotto il profilo logistico e organizzativo di intraprendere tale iniziativa, tra l’altro anche per il periodo dell’anno (molti studi legali in questo periodo funzionano a regime ridotto).
Questa possibilità (in particolare la richiesta di accesso ai Colleghi detenuti) andrebbe verificata e preparata dopo l’estate e magari messa a punto in vista del Congresso di Torino, poiché i nostri mezzi e disponibilità non ci consentono purtroppo al momento iniziative di tipo immediato che magari organizzazioni già collaudate a livello internazionale possono mettere in cantiere più facilmente e rapidamente (ma Lei pensa che il visto sarebbe concesso?)”.
Ottenere il visto non sarebbe ovviamente facile, ma tentar non nuoce. Per questo vorrei lanciare un appello ai tanti amici che mi hanno contattata su Facebook e per email: tra voi c’è qualche avvocato che ha tempo e voglia di chiedere il visto, andare in Iran e chiedere un incontro con gli avvocati in carcere?
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- Venerdì 24 Luglio 2009
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Commenti
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Il 25 Luglio 2009 alle 11:55 adelmocastagna ha scritto:
apprezzo il tuo blog,in un momento che ritengo molto difficile per la convivenza tra culture e religioni diverse ,(vedi il tuo articolo sui fatti tedeschi)si alza una voce di cultura e di speranza. Nel 1979 l’integralismo prese ulteriore slancio da Teheran ,oggi la democrazia potrebbe venire dall’Iran. Apparve subito chiaro che si era passati da una dittatura all’altra,ora dobbiamo sostenere gli studenti ,in particolare le donne che mi ricordano le suffragette del secolo scorso. La libertà vuole conquistata,ed è una conquista difficile perchè i potenti sono restii a concederla facilmente. Un Islam moderato ,tollerante io sogno,dove la democrazia sia di casa ,ma forse sto sognando. Credo che sia questo che temono gli Imam ,e cioè perdere la capacità di condizionare la gente,come avveniva nei secoli passati,come avverrà in futuro ,come avviene oggi. La razza la religione spesso sono usati come pretesti,i sacri confini della patria. Siamo penso ad una svolta . O da Teheran viene una svolta,o temo che il futuro stesso della nostra civiltà sia veramente in pericolo. Israele sta scaldando i sommergibili ,e sappiamo che quelli non scherzano .l ‘Iran ha testato i vettori, sauditi ed egiziani vedono col fumo negli occhi gli iraniani, il rischio di un attentato terroristico con ordigni atomici-reputo questo il rischio maggiore-,tutto è pronto ed il tempo per evitarlo è poco. Sale l’astio anche in Italia nei confronti degli islamici, al quale non sono immuni le persone colte ,tuttavia anche grazie ai tuoi articoli e alla grande iraniana Shirin Ebadi non perdiamo la fiducia e la speranza ,tuttavia dobbiamo essere realisti. Forse un giorno ci chiederemo se persone di così alta levatura morale come il premio Nobel iraniano siano veramente esistite, e per persone come loro che vale la pena non disperare. Ma non è facile.
Auguro a te e agli studenti di non mollare,di non demordere. Io ,per quello che può valere sono loro vicino.
Ciao Adelmo
Il 27 Luglio 2009 alle 18:05 foxgreen ha scritto:
Se vogliamo la democrazia e il dialogo doddiamo farlo conoscere anche ai popoli più sfortunati che non lo conoscono atrimenti le dittature che di per se si impongono conquisteranno la terra.
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