Dopo essere sopravvissuta alla Sars e aver sopportato bene i problemi dell’influenza aviaria, Hong Kong non sembra aver alcuna intenzione di farsi sopraffare dalla suina. Fino ad oggi i casi accertati sono stati circa 2.000, di cui tre gravissimi. La scorsa settimana la malattia è stata diagnosticata anche a un italiano residente a Hong Kong di ritorno da un viaggio nel Sud-est asiatico che è ora in via di guarigione.
Quando a maggio è stato isolato il primo, al Metropark Hotel, l’albergo e i suoi clienti sono stati messi in quarantena. Ma la città sa di non potersi fermare, soprattutto in tempi di crisi, quindi ha deciso di rinunciare all’isolamento obbligato e di aumentare gli standard di igiene all’interno dei grattacieli. Installando purificatori per l’aria, distribuendo mascherine e gel disinfettanti, e con corsi grafici per lavarsi correttamente le mani. Iniziative, queste, che stanno aiutando Hong Kong a mantenere tassi di crescita della percentuale dei malati pari alla metà di quelli registrati in tutti gli altri paesi colpiti dal virus.
Dispensatori di gel disinfettante

Massima pulizia negli ascensori, luoghi ad altissima probabilità di contagio

Tecniche cinesi per lavarsi “meglio” le mani

- Lunedì 27 Luglio 2009
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Commenti
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Il 31 Luglio 2009 alle 19:40 enrico fumagalli ha scritto:
Abbiamo sempre più bisogno dei cinesi, si sono tolti dai piedi i rompiscatole salvatori delle anime lascindo a loro il compito di curarsi di quelle e nient’altro ossia del virtuale, loro pensano al reale al terreno, poi si vedrà. Meglio il certo oggi che l’incerto nel domani. La Luna gialla non sa nulla sulla delegazione cinese di 150 inviati a calmare Obama che voleva invitarli a giocare a basket, ai cinesi piace giocare ma sanno anche essere seri alla bisogna e ora occorre che Obama diventi serio lo show comincia a stancare.
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