“È tempo di far conoscere agli stranieri i valori e l’ideologia del Partito comunista cinese“. È questo l’obiettivo della rivista Qiushi (in italiano, cercare la verità), il gazzettino rivoluzionario fondato nel 1958 - col nome Hongqi, letteralmente bandiera rossa, ribattezzato Qiushi nel 1988 - e sfruttato prima da Mao Zedong negli anni ‘60 e poi da Deng Xiaoping negli anni ‘80. In tempi più recenti, sia Jiang Zemin che Hu Jintao hanno utilizzato la stessa rivista per diffondere le nuove idee di armonia e “sviluppo scientifico” e per aumentare la credibilità delle “giovani” generazioni di leader cinesi dalle pagine di un giornale politicamente autorevole.
Il lancio della nuova edizione (in inglese) è previsto per il primo ottobre, sessantesimo anniversario della fondazione della Repubblica popolare. Una fonte governativa mi ha rivelato che “la versione inglese di Qiushi è nata per spiegare le linee teoriche e presentare i valori del Partito comunista usando un linguaggio semplice e comprensibile per il pubblico occidentale”.
Mentre la versione cinese di Qiushi continuerà a uscire ogni due settimane, quella inglese diventerà un mensile. I responsabili del dipartimento di propaganda del governo si augurano che la versione inglese possa aiutare gli stranieri a decodificare in maniera corretta i messaggi di Pechino. Evitando fraintendimenti e, contemporaneamente, rafforzando il soft power di un Paese che fa di tutto per essere riconosciuto come superpotenza mondiale.
“La priorità della versione inglese di Qiushi non è il profitto ma fare in modo che i dogmi del Partito comunista cinese diventino accessibili al pubblico occidentale”, conclude la fonte interpellata, facendo eco a Hu Jintao, che, ieri, nel corso di una conferenza stampa riservata ai diplomatici stranieri, ha ribadito l’intenzione di rafforzare il ruolo della Cina su scala mondiale e di migliorare l’immagine internazionale del Paese.
Nel progetto Qiushi sono stati investiti fino ad oggi tre milioni di Yuan (più di 300mila Euro), escluse le spese di marketing e distribuzione. Che si aggiungono ai 45 miliardi di Yuan (4,6 miliardi di Euro) allocati dal Partito per l’espansione all’estero dei tre giganti mediatici della Repubblica popolare: l’agenzia di stampa Xinhua, il quotidiano People’s Daily, e il colosso televisivo CCTV.

Liu Yandong (Comitato Centrale di Politburo del Partito Comunista), Liu Qi (Presidente del Comitato Olimpico di Beijing) e Minos Kyriakou (Presidente del Comitato Olimpico Ellenico) con la fiamma olimpica
Qiushi >> il sito
Qiushi >> la storia
Xinhua >> agenzia di stampa
People’s Daily >> l’altra voce del partito
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Storia >> la rivoluzione culturale
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- Martedì 28 Luglio 2009

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Commenti
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Il 29 Luglio 2009 alle 9:24 claudia.astarita ha scritto:
Caro Enrico,
grazie per il commento che apprezzo proprio perche’ arriva da uno dei frequentatori piu’ assidui del sito. Spero di riuscire, nel tempo, a far arrivare anche in Italia le notizie di cui si discute in Oriente e a dare una chiave di lettura nuova di quella che e’ la vita quotidiana vera di chi abita in Cina e dintorni.
Un caro saluto a tutti, Claudia
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