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di Tommaso Della Longa e Giampaolo Musumeci
Detenuti politici? Sembra assurdo, ma nell’Unione europea del Terzo millennio c’è ancora chi viene arrestato per reati di opinione e di sospetta affiliazione.
Accade nell‘Irlanda del Nord, quella della pace negata, quella di Belfast e dei suoi muri, quella dove ha sede l’Mi5, quella che assorbe gran parte delle risorse dell’intelligence britannica.
La questione nordirlandese scotta.
Siamo entrati nel carcere di massima sicurezza di Maghaberry, pochi chilometri a nord di Belfast. Abbiamo parlato con una delle “colonne” della storia della resistenza repubblicana irlandese, Terry McCafferty. Condannato a 12 anni per aver piazzato una bomba e per essere stato membro della Real Ira, l’ala radicale del movimento repubblicano, era stato scarcerato dopo sei anni.
Libero, parte per la luna di miele con la moglie e, appena tornato, a pochi giorni da Natale, viene arrestato nuovamente all’aeroporto internazionale di Belfast. Ma senza motivo.
O meglio, per lui si riaprono le porte del penitenziario di Maghaberry “a causa dei suoi principi”.
Com’è avvenuto il suo arresto?
Era il primo natale che avrei potuto passare con i miei figli e invece mi hanno riportato in carcere solo per un sospetto di affiliazione. Adesso sono passati sette mesi e ancora non ho visto neanche un giudice.
Per quale reato l’hanno arrestata?
Finiamo in carcere senza un’imputazione. Per le leggi speciali ci possono tenere qui dentro senza prove solo per 28 giorni. Ma poi per un meccanismo assurdo ci continuano a tenere in prigione per il reato di associazione all’Ira. L’unica prova a mio carico è l’associazione
con gli altri detenuti con cui ho condiviso la cella negli ultimi anni e che sono andato a trovare una volta fuori. Tutto qui. Molto
probabilmente anche voi finirete nella black list. E’ peggio di vent’anni fa: almeno all’epoca si veniva giudicati da una corte inglese, oggi neanche questo.
Avete fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo?
Certo, ma il verdetto potrebbe arrivare anche tra 5 anni. E intanto io, insieme ad altri come me, rimango in carcere.
Com’è la situazione in carcere? Quanti prigionieri politici ci sono?
Qui sono stati rinchiusi una trentina di repubblicani che solo negli ultimi due anni hanno riacquistato, dopo la “dirty protest” e decine
di altre manifestazioni, lo status di prigioniero politico. Possiamo quindi stare tutti insieme in un braccio del penitenziario, vestire abiti civili, occuparci della nostra educazione. Quello per cui Bobby Sands e gli altri scioperanti della fame sono morti nel 1981. Uno status che era stato cancellato dagli accordi del Venerdì santo (leggi l’intervista a Giulio Giorello) firmato dallo Sinn Fein di Adams e McGuinnes che oggi, non solo si è dimenticato dei suoi ex compagni di lotta, ma ha anche iniziato a chiamarli “traditori” e a prenderne le distanze. Addirittura i prigionieri politici sono stati disconosciuti dallo Sinn Fein che ha cercato di farli trattare come criminali comuni”.
Come siete divisi all’interno del carcere?
Dopo aver vinto la nostra battaglia, siamo divisi in due piani, ma almeno siamo tutti insieme, come prigionieri politici repubblicani e non insieme ai criminali comuni. Qui non c’è droga e siamo organizzati per tenere le nostre menti e i nostri corpi sempre attivi. Ci occupiamo dell’educazione alla cultura e alla lingua dei nostri padri.
E anche alla preparazione politica dei nostri militanti.
L’associazione dei prigionieri irlandesi (Irpwa – Irish repubblican prisoner of war association) ha denunciato ripetute violenze nel carcere ai vostri danni. Che cosa ci può raccontare?
Almeno una volta a settimana i secondini ci aggrediscono e ci picchiano con calci, pugni e manganelli. Lo fanno senza motivo, agli
orari più strani solo perché cercano di piegarci mentalmente e fisicamente. Ma non ce la faranno.
Di solito si accaniscono su di noi quando c’è qualche anniversario particolare o quando accade qualcosa fuori dal carcere. Le storie sono sempre le stesse. Pestaggi durante la notte, messi in pratica da secondini ubriachi e che fanno vedere tatuaggi con simboli lealisti. Storie che ovviamente rimangono nel silenzio.
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- Mercoledì 29 Luglio 2009

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Commenti
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Il 29 Luglio 2009 alle 15:32 italy32csm ha scritto:
Grazie a Tommaso e Giampaolo la verità sta uscendo. Gli ringrazio da parte del 32 County Sovereignty Movement sia in italia che in irlanda. Speriamo che più persone si rendono conto di ciò che noi Repubblicani affrontano ogni giorno, non solo da parte degli inglese ma anche dai nostri ex compagni nello Sinn Fein di Gerry Adams, che nelle ultime 2 settimane ha perso più membri e consiglieri eletti per colpa del agenda anti repubblicano.
Il 7 Agosto 2009 alle 17:08 38 ANNI DI INTERNAMENTO « The Five Demands ha scritto:
[...] E’ stato svelato in queste ore un mural al Freed Derry Corner ricordando l’introduzione dell’internamento avvenuto il 7 agosto del 1971. Alla manistestazione voluta dal Republican Network for Unity, sono stati invitati a partecipare gli ex internati ed i familiari anche di chi lo è ancora. Danny McBrearty, parlando a nome del RNU, ha dichiarato: “Il RNU sente che è importante ricordare e rendere omaggio al sacrificio ed all’impegno degli internati di quel tempo che hanno affrontato, dando fondo a tutta la loro forza, la repressione dello Stato britannico. Non dobbiamo dimenticare la crudeltà, le barbarie e la disumanità che questi uomini hanno dovuto affrontare quotidianamente, lottando per sopravvivere. Questi uomini hanno subito pestaggi, le torture, il sovraffollamento, la mancanza di strutture mediche e delle condizioni minime di vita, nel campo di concentramento di Long Kesh “. Doveroso il ricordo agli internati degli anni ‘70 e degli anni a venire fino al giorno d’oggi facendo un nome per tutti, quello di Terry McCafferty. Mc Brearty ha aggiunto e puntualizzato: “L’iInternamento è immorale, come lo è stato nel 1971 e, successivamente, lo si può vedere dalla natura del procedimento o addirittura la menzogna e e da chi si adopera per coprirla. Il diverso modo di definirlo e il diverso linguaggio usato dal governo britannico e ora la nostra ‘casa’ che cresce i ministri britannici, lo dimostrano chiaramente. Ora la chiamano ‘revoca della licenza’, ‘carcerazione preventiva’ o ‘detenzione dei 28 giorni’, ma sempre di questo si tratta: è internamento!” Traduci l’articolo… Republican Network for Unity remembers the anniversary of Interment (Republican Network for Unity) Speaking on behalf of the Republican Network for Unity, Danny McBrearty, said: “The RNU will be unveiling a mural at Free Derry Corner on Friday 7th August at 1.00pm to remember the introduction of Internment on 9th August 1971. We invite all internees and their families to attend this event. The RNU feel that it is important to remember and pay tribute to the sacrifice and plight of internees of that time who faced down the full force of British State repression. We must not forget the cruelty, barbarism and inhumanity that these men faced on a daily basis as they struggled to survive. These men endured beatings, torture, overcrowding, lack of medical facilities and sub standard living conditions, in the concentration camp of Long Kesh”. Mr Mc Brearty went on to say: “In remembering the sacrifice of the internees of the 1970’s we too are conscious that the iniquity of internment persists in Ireland today. We must stress that this official oppression continues to exist despite the assertions of the British government and our local politicians who go to great lengths to convince us that this injustice no longer occurs. Irish men today have been arbitrarily detained as a result solely of their political opinion. Terry Mc Cafferty, a republican, has been re imprisoned and had his licence revoked without any recourse to legal process or legal representation. No charge has been levelled against him, no opportunity has been given to him to conduct a defence and no court procedure was applied upon re imprisonment. In short, Terry Mc Cafferty was arbitrarily detained and imprisoned at the whim of a British minister. This form of British injustice and arbitrary detention is an injustice in every way as it is impossible to provide safeguards against capriciousness, vindictiveness, prejudice and discrimination on the part of the imprisoning authority. Internment is as immoral as it was in 1971 and thereafter, this can be seen from the nature of the procedure or even the lies and deceit employed to cover it up. The changes of name and language used by the British government and now our home grown British ministers have shown this clearly. They now call it a revocation of licence, remand or 28 day detention, but it is what it is, it is Internment!” The RNU believe that on this anniversary of internment Republicans should remember the sacrifice of internees of the past. We also believe that we have a duty to begin to demand that our political representatives stand up and be counted on current injustices. As Republicans we have a duty to lobby, take to the streets and demand an end to internment and all practices of injustice. Internment has manifestly failed in Ireland and we call at this time for an end to all legislation which promotes or facilitates this immoral crime.” Statement Ends. [...]
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