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L’aeroporto e il porto di Maiorca, tra le più frequentate mete turistiche delle Baleari, sono chiusi fino a nuovo ordine. Centinaia di turisti barricati nelle loro stanze d’albergo. E la polizia che ha di fatto disseminato l’isola di posti di blocco lungo le principali arterie stradali. L’obiettivo delle forze dell’ordine è chiaro: impedire la fuga dei terroristi dell’Eta che oggi, a 24 ore dall’attentato alla caserma delle Guardia civil di Burgos, sono tornati a colpire con inusuale violenza, con l’intento di uccidere. Attraverso una tecnica già sperimentata in passato: una bomba, comandata a distanza, piazzata sotto un auto della Guardia Civil parcheggiata dove c’erano due agenti, entrambi morti sul colpo. Per dare un’idea della potenza dell’ordigno piazzato dagli etarras basti dire che uno dei due corpi dilaniati, scrive El Paìs, è finito su un albero nelle vicinanze del luogo dell’attentato.
Decapitata dalle azioni congiunte della polizia francese e spagnola, con i suoi più prestigiosi capi militari finiti dietro le sbarre negli ultimi due anni, sempre più isolata dalla popolazione anche nei suoi municipi storici nei Paesi Baschi, l’Eta conta oggi su un consenso neanche lontanamente paragonabile a quello che aveva non solo sotto il franchismo, ma anche negli anni 80, durante la Guerra sucia alimentata dagli squadroni di Felipe Gonzalez e dalle azioni terroriste, spesso contro i civili, messe in atto da militanti che avevano comunque vissuto la fase finale della dittatura.
Le nuove leve etarras sono poche centinaia di giovani e giovanissimi sedotti dalle false utopie militariste, e privi di qualsiasi progettualità politica, se non quello di alzare la posta per evitare di scomparire come organizzazione. Per dimostrare di esserci ancora. A guidare l’ala militare (vi rimandiamo alla lettura di un libro di Matias Antolin sulla svolta femminista dell’Eta - Mujeres de Eta), sono oggi due donne, di 37 e 32 anni: Iraxte Sorsabal e Izaskun Lesaka. Entrambe spietate, sono le eredi di Idoia Lopez, nome di battaglia la Tigre, oggi 45enne, un mito tra i terroristi per il suo curriculum sanguinario (ha ucciso 23 persone) ma soprattutto per la sua straordinaria bellezza, che usava anche per portarsi a letto gli agenti e carpirne i segreti. O ucciderli. Ne ha scritto recentemente The Observer.
Un altro interessante articolo, su El Paìs, è dedicato invece alla nuova strategia dell’Eta. Cinque anni, nella mente dei terroristi, per costruire un’alleanza nazionale nei Paesi Baschi e svuotare lo storico rivale nazionalista del Pnv, il partito moderato basco da una cui è nato l’Eta nel 1959, in piena dittatura. Ci riusciranno? Difficile. Ormai la capacità di penetrazione dell’Eta, e dei suoi partiti di riferimento, nella società basca si è ridotto a un pugno di municipi. E alle elezioni i suoi partiti satellite, nei Paesi baschi, non raggiungono il 10% dei voti. Insomma: mentre l’Eta festeggia il suo cinquantesimo compleanno co un brindisi di sangue, la società basca gli ha già, da tempo, voltato le spalle. E quella degli etarras appare, persino negli ambientinazionalisti baschi, solo come una sanguinaria guerra di sopravvivenza contro chiunque - militari, politici, industriali, civili - siano considerati nemici dell’organizzazione.
- Giovedì 30 Luglio 2009
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