
Foto: Barak Obama con Helen Thomas, decana dei cronisti alla Casa Bianca: anche Thomas ha festeggiato il compleanno (89) il 4 agosto. J. Scott Applewhite AP/Lapresse
Se c’è un termometro per capire quale è il grado di interesse nei confronti dell’icona Barack Obama, questo è sicuramente la quantità di notizie, cronache, ricostruzioni, articoli, filmati, commenti e analisi su come il 44°presidente degli Stati Uniti ha festeggiato il suo 48°compleanno, il primo nello Studio Ovale.
Non c’è giornale, televisione, sito che non abbia raccontato qualche aneddoto su cosa è successo nei corridoio della Casa Bianca durante la giornata del 4 agosto 2009. Una celebrazione internazionale, globale, anche se il maggiore spazio (ovviamente) lo hanno dato i media e i social networks americani: Obama’s Birthday su Twitter.
E, non si tratta solo di curiosità. O di semplice costume.
L’attenzione su come Mr Obama ha trascorso il “suo” giorno di festa ha assunto altre valenze, quasi sociali e politiche.
Perché gli americani volevano capire che tipo di messaggio avrebbe mandato il loro presidente. E Barack ha scelto di seguire un basso, ma soprattuto sobrio profilo.
Perché (lui sa) che questo è lo stile che i suoi connazionali (elettori e no) desiderano che egli abbia in questo momento di difficoltà, di crisi economica.
Così la macchina di comunicazione (propaganda) dell’amministrazione si è messa in moto di prima mattina.
Il portavoce Robert Gibbs ha incontrato i giornalisti in sala stampa per spiegare che il presidente avrebbe passato il suo compleanno al lavoro.
L’agenda?
Prima il briefing, durante il quale i suoi più stretti collaboratori si sono presentati con un cappellino verde in testa con la scritta “happy birthday” e hanno cantato gli auguri al presidente.
Poi, Barack Obama ha visto a pranzo i leader del partito democratico al Congresso per discutere delle prossime mosse riguardanti la riforma sanitaria.
Terza riunione, nel primo pomeriggio, con il segretario alla difesa Robert M.Gates, per valutare con lui le ultime su Afghanistan e Iraq. Insomma, il segnale mandato agli americani è stato: priorità ai soluzione dei (grossi) problemi degli Usa.
Però, i guru della comunicazione dell’amministrazione sanno che Obama oltre che per la sobrietà è apprezzato anche per l’empatia. E allora, a metà pomeriggio, a sorpresa, il presidente è sceso in sala stampa per “girare” una scena quasi teatrale.
Si è presentato con un piatto ricolmo di dolci, si è avvicinata a Helen Thomas, la decana dei cronisti accreditata alla Casa Bianca (che proprio il 4 agosto festeggia anche lei il suo compleanno, l’89vesimo) e ha spento con lei la sua prima candelina al numero 1600 di Pennsylvania Avenue, Washington.
Gli è scappata una battuta al presidente: “Il mio desiderio? Che passi una vera riforma sanitaria al più presto”, - ha detto prima di lasciare la sala per evitare altre domande.
Per il suo compleanno, Barack Obama ha avuto un grande regalo, quando il suo predecessore Bill Clinton è ripartito dalla Corea del Nord con le due giornaliste statunitensi che le autorità di Pyongyang avevano condannato a 12 anni con l’accusa di spionaggio. Per il resto, business as usual: come le 30 minacce di morte che riceve ogni mattina (e quindi anche il giorno del suo compleanno), una media del 400% in più rispetto a George W. Bush.
E come le polemiche scatenate dai Birthers, da coloro che, cioè, dicono che Obama fosse ineleggibile visto che (sostengono) non è nato sul suolo americano come lui ha sempre affermato.
Anzi, per essere ancora più convincenti, il capo di questo movimento Orly Taitz, ha fatto girare sulla rete la foto di un certificato di nascita rilasciato da un ospedale del Kenia, affermando che fosse quello del presidente.
Ma, ormai, pochi gli credono. Anche il Comitato nazionale Repubblicano ha preso le distanze da loro. Da un certo punto di vista, anche questo un regalo per Barack Obama.
- Mercoledì 5 Agosto 2009

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