
da Chakab (afghanistan) Fausto Biloslavo
Si parte all’alba da base Tobruk con il plotone paracadutisti Nembo per garantire la sicurezza delle elezioni nel distretto di Bala Baluk, uno dei più infami di tutto l’Afghanistan. La “battaglia” per il voto nella provincia di Farah è solo iniziata, quando il tenente Alessandro Capone ci spiega che si temono attacchi kamikaze con autobombe contro i seggi (qui l’AUDIO).
I paracadutisti devono difendere ad ogni costo il seggio di Chakab, uno sperduto e polveroso villaggio lungo la Ring road, la strada che collega in circolo le principali città afghane. Nella piccola moschea locale gli scrutatori sono al lavoro per il voto presidenziale e provinciale.
Le due urne in plastica vengono piazzate per terra sul tappeto rosso di bassa qualità del luogo di culto islamico.
Sulle pareti non mancano foto e immagini della Mecca ed un vecchio orologio fermo chissà da quanto tempo. Nel seggio fai da te comincia ad arrivare gente fin dalle sette del mattino. Gruppi di afghani turbantati si sono organizzati con camioncini per giungere in gruppo dalle colline. Dopo aver mostrato il certificato elettorale ottengono le due schede formato lenzuolo con nomi e facce dei candidati. Qualcuno protesta per il dito indice immerso nell’inchiostro indelebile, che serve a non far votare due volte. Temono la minaccia di talebani di tagliarlo, come punizioni per non aver boicottato le elezioni.
Poi vanno a segnare le loro preferenze dietro due ridicole cabine elettorali in cartone, che stanno in piedi per miracolo.
Per le donne non è stato allestito il seggio separato. Il personale femminile della commissione elettorale ha avuto paura a venire in questa zona infestata da talebani. “Sono orgoglioso di aver fatto il mio dovere votando per il nuovo presidente. Adesso mi aspetto più sicurezza e posti di lavoro” sottolinea Aktar Mohammed, barbone grigio e pelle scavata dalla dura vita afghana. Come gran parte dei pasthun di questa zona deve aver votato per il presidente uscente Hamid Karzai.

Il plotone Nembo controlla la situazione da una collina che domina Chakab, pronto ad intervenire in caso di attacco talebano. Sotto un sole cocente tutto sembra filare liscio, fino a quando dalla radio non scatta il primo allarme: contro base Tobruk i talebani hanno tirato due razzi. All’inizio si pensava fossero colpi di mortaio (qui l’AUDIO). Più tardi arriverà un terzo razzo. Il più vicino è esploso a 150 metri dalla base avanzata, mentre i parà correvano al riparo nei rifugi in cemento armato.
Alle 11.30, ora afghana, una colonna di bersaglieri partita da Farah, il capoluogo provinciale, finisce sotto un bombardamento di mortai. Per radio si sentono i momenti concitati della battaglia con i fanti piumati del primo reggimento costretti a ripiegare e contare i danni (qui l’AUDIO). Nella battaglia intervengono i paracadutisti della 4° compagnia Falchi, che chiedono l’appoggio aereo. I talebani sono annidati sui tetti a cupola del villaggio di Pust e Rod. I piloti dei caccia li inquadrano mentre sparano ai soldati italiani e chiedono l’autorizzazione per bombardare. “Negativo, negativo” è la risposta del comando italiano, che vuole evitare a qualsiasi costo vittime civili (qui l’AUDIO).
La battaglia non è finita. Due soldati dell’esercito afghano (Ana) sono stati feriti ed uno dev’essere evacuato con l’elicottero (qui l’AUDIO). Un reparto di afghani è rimasto intrappolato nel villaggio ed i bersaglieri devono tornare a prenderli con i cingolati d’attacco Dardo.
Nella giornata delle elezioni e la notte precedente sono stati 22 gli attacchi dei talebani nel settore ovest dell’Afghanistan dove operano 2700 soldati italiani. Nel distretto di Bala Baluk sono stati aperti appena 5 seggi su 30, per motivi di sicurezza.
A Chakab dei 600 elettori registrati solo 125 hanno votato, ma si temeva che nessuno osasse recarsi alle urne in una zona così a rischio. Said Ayub, il governatore ombra dei talebani nella provincia di Farah, è di questo villaggio. Un pugno di suoi compaesani lo ha sfidato andando alle urne, ma tutto l’Afghanistan sembra aver vinto la “battaglia” del voto.
Venerdì 21 agosto, su Panorama, il reportage di Fausto Biloslavo, sull’inferno afghano del dopo voto
- Giovedì 20 Agosto 2009

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Il 21 Aprile 2010 alle 21:15 Notizie dai blog su afghanistan: razzi contro italiani, nessun ferito ha scritto:
[...] Afghanistan: la “battaglia” per il voto. Nel giorno delle elezioni, razzi sui parà italiani da Chakab (afghanistan) Fausto Biloslavo Si parte all’alba da base Tobruk con il plotone paracadutisti Nembo per garantire la sicurezza delle elezioni nel distretto di Bala Baluk, uno dei più infami di tutto l’Afghanistan. blog: Panorana Mondo | leggi l’articolo [...]
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