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Sulla riforma sanitaria si è rotto l’incantesimo tra Obama e l’elettorato americano

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  • Tags: Barack Obama, obamamania, riforma sanitaria americana
  • 6 commenti
Michele Zurleni, giornalista, ha da diverso tempo una bandiera Usa sulla scrivania. La guarda e pensa alla forza che sprigiona: quella di guardare al futuro, anche in modo discutibile. Ma guardare avanti. Come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Sono state due settimane difficili per Barack Obama e per la sua riforma del sistema sanitario nazionale. Tanto difficili che la Casa Bianca ha dovuto aprire un nuovo sito per spiegare la sua verità sul progetto.

Le polemiche, le critiche, le pressioni, le mezze marce indietro, mai smentite, mai confermate, le manifestazioni di protesta e i sondaggi che indicano come il presidente abbia perso un po’ del suo appeal, hanno caratterizzato gli ultimi quindici giorni di lavoro prima di recarsi in vacanza nel rifugio dorato (per i miliardari di simpatie democratiche e per le grandi famiglie americane, come i Kennedy) di Martha’s Vineyard, sulla East Coast.
Prima di partire per sette giorni di riposo (in parte a spese del contribuente, in parte del suo portafogli), il presidente ha voluto mandare un messaggio forte e chiaro sulla riforma sanitaria: vararla è un obbligo morale e etico.

Parole che aveva già usato in passato, quando però la temperatura del dibattito sul destino della sanità americana era decisamente inferiore rispetto a quella che si registra in questo “caldissimo” agosto.

L’occasione per (ri)lanciare lo slogan (e la missione ) è stato un incontro alla Casa Bianca con un gruppo di religiosi, pastori e rabbini, per lo più progressisti.

“So che c’è molta gente là fuori che dice un sacco di bugie sul mio piano” ha detto Obama durante il meeting. “C’è troppa disinformazione sul suo contenuto”. La decisione di compiere un’ampia virata sul fronte della comunicazione e del messaggio da mandare a una opinione pubblica sempre più dubbiosa era stata presa ormai da alcuni giorni.

Il richiamo ai valori di solidarietà nei confronti dei milioni di americani che tuttora non godono dell’assicurazione sanitaria, l’approccio in termini quasi “messianici” segnala la volontà di Barack Obama di andare fino in fondo, giocarsi questa fondamentale partita, il cui risultato finale (vittoria o sconfitta) dovrebbe segnare la sua Presidenza. Ma non solo.

Secondo alcuni analisti, come mai in passato, anche la capacità di governo del Partito Democratico (e soprattutto della sua leadership) è l’altra posta in gioco in questo delicato e travagliato percorso che dovrebbe (dovrebbe) portare al parto della riforma sanitaria.

Anzi, c’è chi afferma, come Ross Douthat sul New York Times, che se
dovesse andare male, il presidente, dalla bufera, potrebbe uscirne indenne perchè, alla fine, sarà stato il Congresso, a maggioranza democratica, e non la Casa Bianca (che ha combattuto per ottenere il risultato) a non riuscire a varare la riforma. Tutta colpa di Nancy Pelosi, insomma, e non di Barack Obama.

E sarebbe abbastanza normale: meglio salvare il presidente piuttosto che la Speaker della Camera dei Rappresentanti.
Illazioni, suggestioni, forse scenari futuri, ma pur sempre offerti con una buona dose di salsa politichese. In attesa di capire cosa accadrà a Capitol Hill, quello che rimane fortemente reale e concreta è la forte perplessità della maggioranza degli americani nei confronti della riforma.

Come spiega Giuliano Ferrara nell’articolo su Panorama, da un punto di
vista storico e culturale, per i cittadini statunitensi è difficile accettare l’idea che ci sia un sistema pubblico centralizzato e pianificato che si “prenda cura” di loro, preferendo un’assistenza sanitaria basata sulla carità privata e sull’efficacia delle prestazioni, e demandando ad altre forme di solidarietà sociale il compiti di occuparsi dei meno fortunati.

Così, ha inciso pochissimo il richiamo di Barack Obama al principio etico, all’obbligo morale (di varare la riforma) nei confronti dei milioni di americani che non ne beneficiano. Per esempio, i lettori del sito del network Cnsnews.com, non vogliono sentire parlare di valori da chi, come Obama, difende l’aborto.

Maxime, uno dei frequentatori del blog dice che il nuovo presidente sta tendendo in scacco la Costituzione; Eblogo scrive che il Congresso dovrebbe metterlo sotto stato di accusa. Ma anche su altri siti, i commenti sono simili. Iftys su quello dell’Huffington Post si chiede se d’ora in avanti per far passare la benedetta (gioco di parole non a caso) riforma, i democratici e i liberali “tireranno in ballo” Gesù Cristo.

Prodigal Daughter ha invece un altro punto di vista. Chiede a Obama di non parlare di “obblighi morali” ma di rinverdire la passione e la partecipazione della campagna elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca. E spinge affinchè i democratici sappiano adottare la giusta tattica parlamentare per far passare la riforma sanitaria senza essere bloccati dai repubblicani. Ecco del sano pragmatismo a stelle e strisce.

Barack Obama

Barack Obama

Il Presidente degli Stati Uniti ad un incontro sulla riforma sanitaria a Green Bay


New York Times » L'opinione del Nobel per l'Economia Paul Krugman
Panorama.it » Il commento di Giuliano Ferrara
Panorama.it » Riforma sanitaria: il no del medico di Obama
Panorama.it » Sanità, corsa a ostacoli per Barack
Panorama.it » Per Obama è il momento della verità
Panorama.it » Chi rema contro sulla riforma sanitaria
  • michele.zurleni
  • Martedì 25 Agosto 2009

Vedi anche:

  • Quel no alla sanità pubblica in America
  • Stati Uniti: riforma sanitaria in dirittura d'arrivo
Torture ai terroristi islamici: ma Obama non vuole processare la Cia »
« Foto - Grecia: incendio “di proporzioni bibliche”

Commenti

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Il 25 Agosto 2009 alle 17:31 Torture ai terroristi islamici: ma Obama non vuole processare la Cia » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Una dozzina di casi scottanti - secondo un rapporto di 109 pagine  del 2004  reso noto ieri dal dipartimento di giustizia - che riguardano solo un pugno di agenti speciali, ma rischiano comunque di aprire un altro fronte, dopo quello sulla riforma sanitaria e sull’Afghanistan, che potrebbe indebolire la presidenza di Obama, già fiaccata da dubbi e ripensamenti nel suo campo e da sondaggi di opinione in rapida discesa dopo la fugace luna di miele post-elettorale. [...]

Il 26 Agosto 2009 alle 10:26 Fucili, pistole e armi da fuoco mentre parla Obama: chi protegge il presidente? » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Condividi Michele Zurleni, giornalista, ha da diverso tempo una bandiera Usa sulla scrivania. La guarda e pensa alla forza che sprigiona: quella di guardare al futuro, anche in modo discutibile. Ma guardare avanti. Come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori. Quando, nelle prime due settimane di agosto, Barack Obama ha deciso di compiere un mini tour in alcuni stati per spiegare la sua idea di riforma sanitaria si attendeva un dibattito intenso, dai toni anche aspri con i cittadini che avrebbe incontrato, ma probabilmente non si aspettava di vedere arrivare agli incontri uomini armati, contestatori del suo progetto. [...]

Il 8 Settembre 2009 alle 11:44 » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Primo giorno di scuola in America: “Obama vada dietro la lavagna” Obama all’angolo: parte la caccia ai suoi consiglieriCrolla il consenso per Obama. Il NY Times: sbilanciato a sinistra Riforma sanitaria: la rivolta dei Tea Party Patriots Ma può funzionare la sanità alla Obama? L’esperimento in Massachusetts Afghanistan, lo spettro della sconfitta americana Fucili, pistole e armi da fuoco mentre parla Obama: chi protegge il presidente? Torture ai terroristi islamici: ma Obama non vuole processare la Cia Sulla riforma sanitaria si è rotto l’incantesimo tra Obama e l’elettorato americano Basket diplomacy: il rimbalzo di Ming, gigante cinese che piace a Obama [...]

Il 8 Settembre 2009 alle 11:45 Primo giorno di scuola in America: “Obama vada dietro la lavagna” » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Costretto ad anticipare le sue parole perché troppe sono state le polemiche che hanno preceduto questo messaggio in occasione della riapertura dell’anno scolastico negli Stati Uniti. In questo difficile momento per la sua presidenza (vedi alla voce riforma sanitaria), Barack Obama ha dovuto affrontare un fuoco di fila di critiche e attacchi per questa sua (inusuale) iniziativa: rivolgersi direttamente agli studenti americani. [...]

Il 19 Aprile 2010 alle 22:15 Notizie dai blog su Personalmente ritengo che il Partito Laburista britannico rappresenti, ha scritto:

[...] Sulla riforma sanitaria si è rotto l’incantesimo tra Obama e l’elettorato americano Sono state due settimane difficili per Barack Obama e per la sua riforma del sistema sanitario nazionale . Tanto difficili che la Casa Bianca ha dovuto aprire un nuovo sito per spiegare la sua verità sul progetto. blog: canale mondo | leggi l’articolo [...]

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