Promettono un settembre di fuoco. E se non basterà, renderanno incandescenti anche i mesi seguenti.
Si mobiliteranno, organizzeranno sit-in e manifestazioni, si recheranno a ogni incontro pubblico per far sentire la loro voce, marceranno con i loro cartelli in mano, parleranno attraverso le radio amiche, i giornali e le televisioni locali, si coordineranno usando la rete: non si daranno pace, ma soprattutto non daranno tregua fino a quando non avranno affondato il loro bersaglio (più grosso): la riforma sanitaria nazionale che Barack Obama vuole fare approvare entro la fine dell’anno.
I Tea Party Patriots hanno un nome che è già un programma, un’enunciazione di principi, un manifesto politico e ideologico. Saranno i protagonisti della battaglia contro la “socializzazione” (come loro la chiamano) della sanità americana. La loro forza è già grande. Partita come una scommessa, un po’ in sordina, per protestare contro i finanziamenti a pioggia (considerati uno spreco) del pacchetto di stimolo all’economia voluto da Barack Obama, il Tea Party Patriots è diventato nel giro di pochi mesi un movimento sociale di primaria importanza.
Grazie alla sua azione capillare sulla rete, alle sue sezioni virtuali e non sparse in tutta America, il TTP è riuscito ad aggregare moltissimi simpatizzanti. Non necessariamente repubblicani, anche se è vero che la maggior parte dei membri sono elettori del Grand Old Party. I Patrioti sono anche semplici cittadini contrari (o spaventati) dalle politiche della Casa Bianca.
“La nostra è una organizzazione nata e cresciuta dal basso, composta per lo più da persone del ceto medio stanche di vedere i loro soldi sprecati in progetti “pubblici” inutili e dannosi, come quello della riforma sanitaria” - racconta Phillip Dennis, uno dei coordinatori del movimento. Che ha all’attivo nei primi mesi della presidenza Obama una serie innumerevole di iniziative.
La prima, la più importante, risale al 15 aprile scorso, nel Tax Day americano
. Più di 300.000 persone (mezzo milione secondo alcune fonti) presero parte in decine di città americane alle proteste contro il possibile aumento delle imposte. La replica di questa imponente mobilitazione (speculare, secondo alcuni osservatori, a quella contro la guerra in Iraq, all’epoca di George W. Bush) sarebbe arrivata qualche mese dopo, il 4 di luglio, Festa dell’Indipendenza, quando i Patrioti sarebbero scesi in campo per fare pressioni sulla Casa Bianca affinché modificasse il suo pacchetto di politica economica. Ma è stato con il lancio della riforma sanitaria, a metà dello scorso luglio, che i Tea Party Patriots hanno moltiplicato i loro sforzi.
Convinti che il progetto di Barack Obama toglierà loro la libertà di scegliere e li costringerà a mettere le loro “vite nelle mani dello Stato”.
Il tam tam attraverso i blog, twitter e facebook è diventato così forte e capillare che i Patrioti sono riusciti a organizzare numerose manifestazioni di protesta in occasione dei Town Hall Meetings dedicati - da parte di esponenti del partito democratico - alla spiegazione del progetto della Casa Bianca. Già nelle scorse settimane i loro cartelli e i loro slogan sono apparsi nelle città dove si tenevano gli incontri pubblici e nelle prossime settimane sono in programma altre iniziative. Cercheranno di convincere i lawmakers del Congresso a gettare la spugna, a rinunciare alla riforma di Obama. Ce la faranno?
Il Partito repubblicano, nonostante non li abbia creati, li supporta e contribuisce ad animarli; grande spazio per le loro proteste è (stato) dato dai media vicini al GOP.
La prima originaria apparizione di questo movimento è fatta risalire ad un’iniziativa del deputato repubblicano Ron Paul che nel 2007, in occasione di una campagna elettorale, nel giorno del 232°anniversario della rivolta del tè da parte dei patrioti americani contro gli inglesi, invitò i suoi elettori a “gettare” nel mare di fronte al porto di Boston, scatole e barilotti con incollati dei cartelli su cui erano scritti slogan contro le tasse.
Ma fu solo un episodio. Sarebbe dovuto arrivare Barack Obama per risvegliare i patrioti. E’ stato un giornalista televisivo a “battezzare” involontariamente il movimento. Agli inizi del 2009, durante una diretta da Chicago, il commentatore della CNBC Rick Santelli disse che il piano di rifinanziamento dei mutui varato dell’amministrazione avrebbe potuto provocare una protesta in stile “Tea Party”.
Da allora il nome ha iniziato a correre sulla rete e le prime le manifestazioni sono state organizzate. Ora, a mesi di distanza, il Tea Party Patriots è un uno dei protagonisti della scena politica americana. “Libera impresa in libero mercato, senza alcuna ingerenza dello Stato” - dice Phillip Dennis. Per questo, le politiche di Barack Obama vengono viste come “pericolose”. Per difendere la loro libertà di scelta, i patrioti non risparmieranno energie e cercheranno di “buttare a mare” la riforma sanitaria, simbolo di un governo, per loro, ritenuto troppo opprimente.
Panorama.it » Il caso del Massachussets
New York Times » L'opinione del Nobel per l'Economia Paul Krugman
Panorama.it » Il commento di Giuliano Ferrara
Panorama.it » Riforma sanitaria: il no del medico di Obama
Panorama.it » Sanità, corsa a ostacoli per Barack
Panorama.it » Per Obama è il momento della verità
Panorama.it » Chi rema contro sulla riforma sanitaria
- Lunedì 31 Agosto 2009

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Commenti
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Il 31 Agosto 2009 alle 23:53 jimmie01 ha scritto:
Guarda che l’ articolo parla della riforma sanitaria!!!!! Cosa c’entra la guerra??? Prova a commentare sulla riforma sanitaria, se ne sei capace. E poi guarda che gli USA sono stati attaccati l’ 11 settembre 2001. La guerra non l’ hanno dichiarata loro. Quanto alle spese militari, ma che ti frega quanto gli USA spendono in armamenti??? Sara` pure padrone il Governo di questo Paese di spendere i soldi dei suoi contribuenti ( tra i quali ci sono anch’io ) nel modo che piu’ gli aggrada. Prima di ” sputare ” anti americanismo dovresti provare a vivere e ad esercitare del diritto alla liberta’ di parola in Paesi come Cuba o Cina!!!! Ad ogni modo, se vuoi sapere come davvero funziona il sistema sanitario americano, saro` lieto di ” illuminarti “. Vivo, lavoro ed usufruisco della assistenza sanitaria degli USA da undici anni. Il piu’ delle volte gli articoli dei giornalisti stranieri in proposito troverebbero una degna collocazione in un libro dei fratelli Grimm.
Il 2 Settembre 2009 alle 1:23 jimmie01 ha scritto:
Sono contrari a spendere per la salute pubblica? Ma quali sono le fonti delle tue ( dis ) informazioni? Guarda che gli USA spendono per la spesa sanitaria pubblica ( quella per chi non ha una assicurazione privata )piu’ di ogni altro Paese al mondo. Puo’ sembrarti strano, ma qui negli USA se non hai copertura assicurativa privata, usufruisci della assistenza sanitaria pubblica. Vedi che poi ho ragione quando dico che gli articoli dei giornalisti italiani in merito al sistema sanitario USA farebbero bella mostra in un libro di favole!!! In Cina e Cuba la poverta’ non esiste? Esiste la punto tale che le donne per mangiare debbono prostituirsi con i turisti. Tra questi molti italiani. Hai mai visitato le zone rurali della Cina? Ti farebbe bene farlo. Qui negli USA e’ povero chi non vuole lavorare. Lo sai che in piena crisi nello Stato in cui vivo ( New Jersey ) il tasso di disoccupazione e’ del 5,5 % ( si, ho detto cinque virgola cinque per cento ). Sorpreso? Questo non te lo dicono i giornalisti comunisti del manifesto o di Rai 3!!!! Quelli ti dicono solo che a Cuba o in Cina non esiste poverta’. E tu ci credi. Quanto a Obama, non ha scuse. Stavolta non puo’ dar la colpa ai repubblicani. Il partito democratico ha la maggioranza assoluta al Congresso ( il Parlamento ). Il fatto e’ che gli stessi democratici gli stanno contro. Il socialismo non e’ per noi. Ciao. P.S. A proposito, qui non devi aspettare cinque mesi per un elettrocardiogramma come in Italia: qui ti rechi allo studio del tuo medico di famiglia e seduta stante te lo fanno. Cosi’ come per altri tests, quali l’ esame del sangue; niente male, vero? Ma di certo questo il Manifesto non lo scrive. P.P.S. Per via del fuso orario, non aspettarti risposte tempestive.
Il 2 Settembre 2009 alle 20:53 jimmie01 ha scritto:
X Enrico Fumagalli. POVERTA`: scarsezza, penuria, insufficienza. MISERIA: condizione di estrema poverta`. Hai ragione tu. Se debbo fare i commenti, debbo farli bene. Questa volta ho peccato di approsimazione per difetto. Non so di quale reportage parli. Guarda che qui negli USA le stesse strutture ospedaliere che prestano assistenza medica a chi ha assicurazione privata, erogano servizi sanitari a chi grava sul welfare. E` a dire, io vado allo stesso ospedale dove va l’ immigrato illegale per il quale paghera’ lo Stato. Gli stessi medici curano me e la mia famiglia, cosi` come tutti gli altri. Ed e` proprio questo che la gente non capisce. Cosa cavolo vuole MR. Obama? Forse tu puoi dirci cosa il Presidente vuole davvero. Perche` a tutt’oggi nessuno, a parte lui, sa dove davvero porti questa riforma sanitaria. A parte la creazione di un deficit abnorme. La media e’ il valore di riferimento. Sempre. Vedi, qui negli USA, tutti hanno accesso alla ricchezza se ci sanno fare. Al contrario dei Paesi dell’ex Patto di Varsavia, ove solo la nomenklatura mangiava e viveva nel lusso. Dimentichi il dittatore rumeno che faceva festini a base di maiali arrostiti mentre il popolo moriva di fame? Tu dici che l’ assistenza sanitaria deve essere garantita a tutti. Giusto!!! Prova a dirlo a Fidel. Lui si fa curare in un ospedale da sogno. Il popolo non ha nemmeno l’ aspirina per il raffredore. Il capitalismo ha fallito e il socialismo si diffonde??? E dove? In Venezuela dove Chavez chiude di autorita` le radio e le TVs che lo criticano? Ma forse questo e’ quello che a te piace: l’ oppressione dei popoli. Come quelli dell’ ESt Europa che per decenni non furono liberi di votare chi a loro piaceva. Il socialismo: l’ affermazione della dittatura del proletariato; del partito unico; roba da avanspettacolo. Fai una cosa. Prova a dirmi in quale periodo storico ed in quale Paese il socialismo ha prodotto felicita’ e prosperita’ per i popoli. Esempi concreti, please. Riferimenti storici. Non elucubrazioni basate sul manifesto di Marx e soci.Quanto al tuo ” P.S. “, prova a dirmi quanto paghi tu in tasse per l’ assistenza sanitaria pubblica. Sta a vedere che alla fine io pago per la mia assicurazione meno di te e ho un servizio migliore. Anche perche’ tu, dopo aver pagato le tasse per l’ assistenza sanitaria pubblica, devi ancor sborsare soldi di tasca tua per avere un servizio decente.Io no. Ciao. P.S. Poi, con comodo, mi spiegherai anche perche` i popoli di tutto il mondo vogliono venire a vivere qui negli USA e non a Cuba o in Venezuela, cosi’, tanto per contiunuare il nostro dialogo.
Il 3 Settembre 2009 alle 2:28 jimmie01 ha scritto:
Perche’ non rispondi alle mie domande, Enrico Fumagalli? Ti avevo chiesto di indicarmi in quale epoca storica e in quale Paese il socialismo ha prodotto prosperita’ e felicita’ per i popoli. E non dirmi che nell’ Est Europa c’era’ il benessere. Hai mai visitato quei Paesi negli anni della cortina di ferro? Guarda che molti furono i morti sparati o sbranati dai cani della polizia della Germania dell’ Est nel tentativo di andare dall’altra parte. Pensa un po’, i popoli dell’Est non erano nemmeno liberi di farsi un viaggetto all’ Ovest per constatare se quel che sapevano del mondo occidentale corrispondeva a verita’. Chi ci provava finiva sotto terra!! In ordine ad Obama, certo che so che e` al 45% dei consensi!!! E cosa ti aspettavi da uno che veniva quasi considerato in grado di camminare sulle acque come Mose’. E solo un altro politicante: bravo con le parole e nulla piu’. E il popolo americano l’ha bevuta tutta. Sono undici milioni gli americani che vivono in miseria? Vorrei sapere da dove questi numeri saltano fuori. Sai qui a numeri si fa una confusione del cavolo. Per esempio, i ” leftists ” ( quelli con le tue stesse idee politiche ) dicono che in USA ci sono circa 40 milioni di ” americani ” senza copertura assicurativa (privata - perche’ quella pubblica l’ hanno comunque ); quando vai a vedere, i numeri reali ti dicono che sono 8 i milioni di Americani senza copertura assicurativa privata. Tutti gli altri milioni di ” cristiani ” sono residenti illegali che gravano sulla assistenza pubblica come un macigno.Gente che si trova qua in violazione di tutte le leggi federali che disciplinano l’ ingresso sul territorio dei cinquanta Stati Federati. A proposito di questi, guarda che nessuno li trattiene. Possono uscire dal Paese quando vogliono ( sai gli USA non sono Cuba o uno dei Paese dell’ ex Patto di Varsavia ). Se non son contenti, o se gli USA si sono rivelati una delusione, possono tornare ai loro Paesi di origine. O possono provar miglior fortuna in Venezuela o Cuba. Allo stesso modo, gli albanesi delusi dall’ Italia, possono attraversare il Mar Adriatico al contrario. Relativamente a Marx, non parlo a vanvera. Non sono uno studioso erudito del Marxismo. Ma la storia mi dice che i popoli lo hanno condannato. I popoli che vi furono esposti lo hanno rifiutato. Anche perche` il ” vogliamoci bene “, il ” siamo tutti fratelli ” ha causato milioni di morti. ti dice niente il nome di Pol POt, tanto per citarne uno? O i disastri fatti dalla banda dei quattro? O Piazza Tien A Men. Non son questi fulgidi esempi di fratellanza comunista? Hitler porto` il mondo alla guerra che causo` 50 milioni di morti. Quanti ne sta causando, ancora oggi, il socialismo? Ciao. P.S. E` comunque un piacere dialogare con una persona educata come te; finalmente si puo’ commentare in pace senza essere appestati dai trolls e dai maleducati; domani sara’ giornata lavorativa piena, non so se e quando potro` commentare ancora.
Il 4 Settembre 2009 alle 12:03 Crolla il consenso per Obama. Il NY Times: sbilanciato a sinistra » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Condividi Michele Zurleni, giornalista, ha da diverso tempo una bandiera Usa sulla scrivania. La guarda e pensa alla forza che sprigiona: quella di guardare al futuro, anche in modo discutibile. Ma guardare avanti. Come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori. La scivolata di Barack Obama; la caduta nei consensi, lo slittamento a sinistra della sua politica interna (in particolare sulla riforma sanitaria, la causa (naturale) secondo molti critici del suo repentino calo di appeal tra gli americani, dimostrano un dato di fatto: in questa estate è finita la Luna di Miele tra il suo presidente e il paese. [...]
Il 8 Settembre 2009 alle 13:00 Primo giorno di scuola in America: “Obama vada dietro la lavagna” » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] E non soltanto dalla parte più movimentista dello schieramento avversario, come il Tea Party Coalition, l’organizzazione che si batte contro la politica sociale e economica di Barack Obama. Da loro, sì, sono arrivate le prese di posizione più dure: Obama il Socialista vuole fare propaganda tra i giovani, diffondere le sue idee politiche, hanno detto all’unisono i loro portavoce. Gli attacchi sono giunti anche da settori più moderati del Grand Old Party, come Gary Bauer, ex sottosegretario all’educazione dell’amministrazione Reagan. [...]
Il 11 Settembre 2009 alle 11:32 » Riforma sanitaria, se Obama tira fuori gli artigli » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] è stato solo un discorso (guarda il VIDEO) sulla Riforma Sanitaria, sulla necessità di vararla per “la dignità” dei 50 milioni di americani che non ne [...]
Il 15 Settembre 2009 alle 14:55 » Obama, riforma sanitaria a rischio » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Non di più. Parola di Joseph La Palombara. Il famoso politologo della Yale University risponde a Panorama.it sul (caldo) clima politico negli Stati Uniti, le mosse della Casa Bianca, le risposte degli avversari. [...]
Il 21 Ottobre 2009 alle 19:06 capannelli ha scritto:
a tale riguardo vi invio un articolo
dell’italiano gianluca d’agostino sulla public option e il rapporto con Fox news
http://www.examiner.com/examin.....st-killers
Il 18 Novembre 2009 alle 11:37 Sarah Palin is back: ora punta alla Casa Bianca - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] Non a caso, la Palin racconta ora di essere vicina allo spirito del Tea Party, quel movimento di cittadini contro la riforma sanitaria che ha ridato ossigen…. [...]
Il 19 Maggio 2010 alle 17:31 Notizie dai blog su Il libertario Rand Paul vince la nomination. Un nuovo 1994? ha scritto:
[...] Riforma sanitaria: la rivolta dei Tea Party Patriots Promettono un settembre di fuoco. E se non basterà, renderanno incandescenti anche i mesi seguenti. blog: Obamamania | leggi l’articolo [...]
Il 20 Maggio 2010 alle 13:47 Notizie dai blog su Come hanno fatto? La riforma sanitaria raccontata da Tnr ha scritto:
[...] Riforma sanitaria: la rivolta dei Tea Party Patriots Promettono un settembre di fuoco. E se non basterà, renderanno incandescenti anche i mesi seguenti. blog: Obamamania | leggi l’articolo [...]
Il 20 Luglio 2010 alle 20:46 Notizie dai blog su Tea Party in continua evoluzione ha scritto:
[...] Riforma sanitaria: la rivolta dei Tea Party Patriots Promettono un settembre di fuoco. E se non basterà, renderanno incandescenti anche i mesi seguenti. blog: Obamamania | leggi l’articolo [...]
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