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Cala la produzione d’oppio in Afghanistan? Merito degli angloamericani

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  • Tags: Afghanistan, Ahmid-Karzai, oppio
  • 4 commenti

Contadino, Jurm, Afghanistan settentrionale


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Una buona notizia dall’Afghanistan è merce rara di questi tempi ma assume un’importanza ancora più rilevante se proviene dal fronte della lotta alla produzione di oppio.

Il Rapporto 2009 sull’Oppio in Afghanistan, pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha infatti rivelato che la coltivazione di oppio nel Paese asiatico è scesa del 22% e la produzione del 10%, mentre i prezzi hanno raggiunto il minimo da un decennio a questa parte. Un dato significativo soprattutto ora che fonti internazionali e oppositori interni accusano il presidente Hamid Karzai di tenere strette relazioni con molti “signori della droga” e dopo che il New York Times pubblicò un’inchiesta che denunciava i traffici con i narcos di Kandahar di Walid Karzai, fratello del presidente.

“Il rapporto dell’Unodc dimostra che un certo progresso è possibile anche nelle aree controllate dai talebani”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell’Unodc, Antonio Maria Costa.
La coltivazione di oppio è stata ridotta a 123 mila ettari, 36% in meno rispetto al picco di 193 mila ettari del 2007 e ai 157 mila del 2008. Il numero di province senza coltivazione di oppio è salito a 20 (su 34) mentre i sequestri di droga continuano a crescere grazie a robuste operazioni anti-droga da parte delle forze alleate e afgane. In realtà solo gli anglo-americani hanno accettato di impiegare le forze militari contro i narcos mentre gli europei (Italia inclusa) si sono rifiutati di allargare i compiti dei rispettivi contingenti a questo settore che secondo l’intelligence statunitense frutta ai talebani almeno 100 milioni di dollari annui.

Non a caso il declino più significativo nella produzione di oppio si è registrato nella provincia di Helmand, dove operano truppe britanniche e USA che negli ultimi mesi hanno distrutto tonnellate di oppio già raccolto e pronto a essere spedito all’estero e numerose raffinerie di droga. In questa provincia che è anche quella dove maggiore è la presenza talebana e più alto il numero di perdite alleate, la coltivazione è scesa di un terzo, da oltre 100 mila ettari nel 2008 a meno di 70 mila ora. Secondo il Rapporto Opium Survey 2009  questo risultato è dovuto a un insieme di fattori: l’impegno delle autorità della provincia, le offensive militari e alle condizioni commerciali favorevoli alle colture legali alternative.

Nella regione occidentale del Paese, dove operano le truppe italiane, le coltivazioni di droga sono rimaste invece pressoché stabili. Nella provincia di Herat, dove è sempre stata scarsa, le coltivazioni di oppio sono pari ad appena 500 ettari e il Provincial Reconstruction Team gestito dai militari italiani ha provveduto a fornire a molti contadini semi di zafferano, una coltura redditizia che potrebbe rimpiazzare l’oppio.
Nella provincia di Farah, da sempre una delle aree a maggiore produzione e più forte presenza di insorti, le coltivazioni rimangono estese a ben 12.000 ettari. L’UNODC ha sottolineato la necessità di un approccio regionale contro l’oppio afgano facilitando l’adozione dell’Iniziativa Trilaterale tra Afghanistan, Iran e Pakistan. Grazie ad essa i tre Paesi hanno modo di condividere le informazioni dei rispettivi servizi e intraprendere operazioni congiunte. L’agenzia delle Nazioni Unite ha anche istituito il centro di intelligence anti-droga dell’Asia Centrale, situato ad Almaty, Kazakistan.

L’Economist: leggi l’articolo 
opium.jpg

  • gianandrea gaiani
  • Giovedì 3 Settembre 2009

Vedi anche:

  • Record afghani: dopo l'oppio, l'hashish
  • Afghanistan: la produzione di oppio torna a dilagare
Iran: via libera alla prima donna ministro »
« Influenza suina, il pupazzo virus ora è su Internet

Commenti

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Il 20 Settembre 2009 alle 0:01 Cosa sta succedendo (davvero) in Afghanistan : Giornalettismo ha scritto:

[...] provincia senza incontrare molta resistenza (non a caso quest’anno la coltivazione di oppio è calata del 22% ), dall’altra gruppi di talebani si sono spostati verso altre regioni del paese. E [...]

Il 2 Ottobre 2009 alle 10:49 (中文) Verità economiche sulla Guerra | Resistenz@ Web ha scritto:

[...] la provincia senza incontrare molta resistenza (non a caso quest’anno la coltivazione di oppio è calata del 22% ), dall’altra gruppi di talebani si sono spostati verso altre regioni del paese. E qui [...]

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