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La caccia è già ricominciata. Subito dopo aver avuto il primo scalpo, Glenn Beck, la neostar televisiva del conservatori americani, ha indicato chi devono essere le prossime prede, le prossime teste a cadere.
Con un messaggio su Twitter, lo show man della Fox News Television, ha chiesto ai suoi fans di “trovargli qualsiasi cosa su Cass Sunstein, Mark Lloyd e Carol Browner”, tre personaggi chiave dell’amministrazione Obama. Come lo era Van Jones, consigliere per l’ecologia del presidente, costretto alle dimissioni domenica dopo essere stato sottoposto a una fuoco di fila di polemiche da parte di esponenti del Partito Repubblicano sulle idee politiche (radicali): una campagna iniziata mesi fa proprio da Glenn Beck, con la rivelazione che Van Jones aveva firmato un documento in cui si sosteneva che l’amministrazione Bush era connivente occulta dell’11 settembre.
Dopo, è iniziato il tiro al bersaglio, con la diffusione di altre notizie sulla sua vita, tra cui quella di aver fatto parte di un gruppo filo-comunista. Gli attacchi all’architetto della politica verde di Barack Obama sono stati portati avanti da Beck nei suoi spettacoli televisivi, nelle trasmissioni radio, negli show tenuti in decine di teatri nel suo tour per gli Stati Uniti. Con perseveranza, questo giornalista, opinionista, telepredicatore, è riuscito a raggiungere il suo (dichiarato) obiettivo: costringere alla resa Jones.
Con il suo stile duro, diretto, sarcastico; con la sua retorica simile a quella di un sermone, capace di andare a toccare le viscere di una certa parte della società americana; con le sue idee così vicine ai settori più conservatori del panorama politico statunitense, Glenn Beck da tempo è un punto di riferimento di coloro che si oppongono a Barack Obama. Le sue uscite in questi mesi hanno spesso causato polemiche. I suoi attacchi, ritenuti da alcuni troppo violenti, hanno suscitato reazioni, dibattito, scandalo. Come quando aveva definito il neopresidente un razzista, spiegando che, secondo lui, aveva un pregiudizio contro i “bianchi”.
Una presa di posizione così forte da scatenare un boicottaggio contro i suoi programmi e la conseguente “perdita” di una sessantina di investitori pubblicitari che tolsero i loro spot dalle sue trasmissioni. Glenn Beck - che si considera un “libertario, un conservatore che combatte ogni giorno per i diritti individuali” - è visto dagli ambienti liberals americani come uno degli esponenti di spicco di quella America bianca, ultra reazionaria, razzista, visceralmente maccartista. Lui, Beck, rivendica con orgoglio ruolo e radici, e il suo pensiero che vede come un pericolo la politica “socialista” (come lui la definisce) di Barack Obama.
Per questo, dopo aver “abbattuto” Van Jones, Beck punta su altre prede, tutte invise ai conservatori. Cass Sunstein è lo “Zar delle Regole”, l’uomo che il presidente ha voluto alla Casa Bianca per riscrivere il sistema delle regole in diversi settori cruciali della vita della società statunitense: dalla finanza al rapporto tra scienza e etica, all’ecologia. La sua visione liberal è stata già al centro di numerose polemiche, scatenate dal partito repubblicano.
Mark Llyod è invece a capo dell’agenzia federale che si deve occupare del sistema di comunicazione. Secondo i conservatori avrebbe intenzione di rimettere in auge delle norme che impedirebbero di fare programmi radio-televisivi senza contraddittorio; un modo per andare a eliminare i “tele predicatori” (alla Glenn Beck), per lo più schierati contro Barack Obama.
L’ultimo preda è Carol Browner, consigliere presidenziale per i cambiamenti climatici, un altro dei ruoli chiave dall’amministrazione. Da anni, questa donna — che ebbe già importanti incarichi durante la presidenza Clinton — è nel mirino dei conservatori per le sue idee considerate troppo radicali nella politica energetica. Tre consiglieri, tre obiettivi: la caccia di Glenn Beck è ricominciata.

- Lunedì 7 Settembre 2009

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