Il presidente Ahmadinejad vorrebbe usare il dialogo per spezzare l’accerchiamento internazionale e dichiara perciò di essere pronto a parlare con i 5+1, ovvero con la Germania e i cinque paesi che hanno diritto di veto nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ma non vuole assolutamente parlare di nucleare in quanto il programma civile è diritto inalienabile dell’Iran.
Ahmadinejad ha pure detto di essere pronto a un dibattito con il presidente americano Barack Obama, lasciando pensare a un incontro dietro le quinte in concomitanza con l’assemblea generale dell’Onu prevista per fine mese.
Sono anni che scriviamo di dialogo tra Iran e Stati Uniti e non succede niente, complici i diversi orizzonti temporali: la diplomazia americana ragiona nell’ottica di
uno-due mandati presidenziali, mentre per la leadership della Repubblica islamica i tempi sono ben più lunghi. Il presidente Barack Obama non aveva perso tempo e il 21 marzo, in occasione del capodanno persiano, aveva formalmente aperto alla Repubblica islamica.
Ma a Teheran sono in pochi a credergli perché le parole di Obama non corrispondono ai fatti. E a dimostrarlo è la misura, varata nei giorni scorsi dal Senato statunitense, per fare pressione sulle società che vendono petrolio all’Iran. La Repubblica islamica è ricca di petrolio e gas ma, a causa dell’embargo americano e di investimenti non sempre accorti, non riesce a raffinare la benzina
necessaria al consumo interno e ne importa il 40%.
Ora, il Senato americano minaccia di non ratificare più i contratti di vendita del greggio per le riserve strategiche statunitensi. Contratti tra il proprio ministero all’Energia e le società straniere che vendono benzina all’Iran. A essere coinvolte, in prima battuta, sono la Vitol, la russa Lukoil e la società di Stato
malese Petronas. E la vera notizia di questi giorni ha proprio a vedere con la vendita di benzina all’Iran da parte del Venezuela per vanificare gli sforzi americani di
contenere l’Iran.
Prima di arrivare a Venezia per il Festival del cinema, il presidente venezuelano Chavez ha trascorso due giorni a Teheran e ha incontrato persino il leader supremo Ali Khamenei. Il risultato? Mentre l’Occidente cerca di mettere alle strette l’Iran, impedendogli di comprare benzina il Venezuela dichiara che fornirà a Teheran 20mila barili di benzina al giorno. Un colpo grosso per Ahmadinejad, anche perché il denaro sarà depositato in un fondo iraniano e usato dal Venezuela per comprare macchinari e tecnologia prodotti nella Repubblica islamica.
- Martedì 8 Settembre 2009
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Commenti
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Il 8 Settembre 2009 alle 11:24 grisostomo ha scritto:
Quali tecnologie, quali macchinari, “prodotti in Iran” Ugo Chàvez possa comprare resta un mistero gaudioso ………
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