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	<title>Mondo &#187; Afghanistan: cari pacifisti, perché occultate sempre i crimini talebani?</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:37:52 +0000</pubDate>
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		<title>Afghanistan: cari pacifisti, perché occultate sempre i crimini talebani?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianandrea gaiani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Cronaca di una tavola rotonda organizzata da <em>Emergency</em> e <em>Peacereporter</em>: informazione sempre a senso unico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
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<dt><img class="size-full wp-image-3541" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/09/americani_talebani.jpg" alt="(AP Photo/The News Tribune, Janet Jensen)" width="500" height="299" /></dt>
<dd>(AP Photo/The News Tribune, Janet Jensen)</dd>
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<p>Apro volentieri questo blog sulle pagine elettroniche di <em>Panorama</em> parlandovi della tavola rotonda organizzata a Firenze la sera dell&#8217;<strong>8 settembre</strong> da <a href="http://www.emergency.com" target="blank">Emergency</a>, l&#8217;Ong specializzata in assistenza sanitaria che in questi giorni festeggia i suoi primi 15 anni di vita.<span id="more-3538"></span></p>
<p>A parte la clamorosa coincidenza di un incontro sulla missione militari italiane proprio l&#8217;8 settembre,<strong> il giorno dell&#8217;armistizio</strong>, il dibattito gestito da <a href="http://it.peacereporter.net/" target="blank">Peacereporter</a> già dal titolo &#8220;Afghanistan: una missione diversamente difensiva&#8221; lasciava intendere quali fossero le tesi di fondo e del resto sia <em>Peacereporter</em> sia  <em>Emergency</em> (e Gino Strada per primo) non hanno mai nascosto l&#8217;opinione che le guerre in Iraq e Afghanistan vadano concluse con il ritiro immediato di tutte le truppe straniere.</p>
<p>Tra i relatori, oltre al sottoscritto, anche il generale a riposo <strong>Fabio Mini</strong>, il giornalista <strong>Emanuele Giordana</strong> e il dottor <strong>Marco Garatti</strong>, coordinatore degli ospedali di Emergency in Afghanistan mentre ad aprire i lavori ha provveduto <strong>Nico Piro</strong>, inviato del TG3 con una corrispondenza telefonica dal confine afgano-pakistano dove si trova embedded con la Quarta divisione americana.</p>
<p>Il conflitto afgano può definirsi a <strong>bassa intensità</strong> poiché le vittime sono tutto sommato limitate ma il confronto sul piano mediatico, della guerra delle informazioni e della propaganda ha raggiunto invece un&#8217;intensità altissima. Non sfugge purtroppo a questa logica il video presentato da<strong> Enrico Piovesana</strong> che ha intervistato alcuni civili feriti durante gli scontri a Helmand. Una buona parte di essi accusano le forze internazionali di averli colpiti, altri invece ammettono di essere stati vittime dei talebani ma attribuiscono la colpa delle loro disgrazie sempre alle forze alleate, la cui presenza ha scatenato l&#8217;azione degli insorti.</p>
<p>Nessuno tra i tanti feriti che vengono medicati all&#8217;ospedale di Emergency  è almeno un po&#8217; arrabbiato con i talebani? Eppure proprio in quella provincia i miliziani colpiscono più duro obiettivi militari e civili. Possibile che nessuno da quelle parti ne abbia le tasche piene dei miliziani del Mullah Omar?<br />
Il video, che potrebbe essere tranquillamente distribuito dall&#8217;<strong>ufficio stampa talebano</strong>, ha costituito un buon pretesto per sostenere la tesi che in Afghanistan la gran parte dei civili uccisi è stata colpita dalle truppe alleate. Tesi ardita, confutata dai dati delle agenzie internazionali e che può essere tenuta in piedi solo dalla considerazione, tutta da provare, che molti talebani uccisi fossero in realtà non combattenti.</p>
<p>Per la cronaca <a href="http://unama.unmissions.org/default.aspx?/" target="blank">gli ultimi dati della Missione Onu  rivelano che nei primi sei mesi del 2009 sono morti in guerra 1.013 civili</a> dei quali solo 200 colpiti per errore dalle forze alleate, mentre i talebani uccidono quasi sempre con consapevolezza considerando le rappresaglie e gli attentati suicidi che solitamente conducono contro la popolazione.</p>
<p>Dopo 20 anni trascorsi a occuparmi di guerre continuo a stupirmi di come <strong>i pacifisti ideologici</strong>, quelli &#8220;senza se e senza ma&#8221; finiscano per fare da cassa di risonanza alla propaganda &#8220;nemica&#8221; e continuo a chiedermi se lo facciamo senza esserne consapevoli, presi dalla foga di contestare gli &#8220;amerikani e i loro servi&#8221; o se invece cooperino con lucidità alla <strong>causa anti-occidentale</strong>.</p>
<p>Mi sono posto per l&#8217;ennesima volta questa domanda a Firenze, quando il dottor Garatti ha sostenuto il ritiro immediato dei militari alleati (guarda caso, la stessa cosa che chiedono i talebani) lasciando risolvere agli afgani le loro questioni interne come se questo non significasse un gigantesco bagno di sangue e il ritorno dei talebani e di al-Qaeda a Kabul.</p>
<p>Eccessivamente fazioso anche chiamare &#8220;forze d&#8217;occupazione&#8221; le truppe alleate che sono in  Afghanistan dietro <strong>precisa richiesta del governo di Kabul</strong> e con un mandato  che deriva da una risoluzione dell&#8217;Onu rinnovata ogni anno.<br />
Così come non è possibile accettare passivamente le <strong>speculazioni sulle vittime civili dei raid alleati</strong>, quasi sempre gonfiate da interessi locali per i risarcimenti in denaro e da una propaganda talebana che gode di fin troppo credito da noi.<br />
La recente strage a Kunduz  ha costituito <strong>il pretesto per chiedere la fine dei bombardamenti aerei</strong> come se i jet alleati, oltre a provocare a volte &#8220;danni collaterali&#8221;, non fossero indispensabili ogni giorno per salvare la vita a soldati alleati e afgani caduti in imboscate in qualche area sperduta del Paese.</p>
<p>In realtà la percezione che va consolidandosi è che gli occidentali e in particolare noi europei, abbiamo perso la cognizione di cosa sia una guerra e le nostre leadership politiche e l&#8217;opinione pubblica non hanno la &#8220;tenuta&#8221; necessaria ad accettarne le conseguenze che includono vittime anche civili e caduti tra i nostri soldati. Un punto debole sul quale i talebani giocano le loro uniche chanches di vittoria.</p>
<p>*Il resoconto completo, anche se un po&#8217; &#8220;fazioso&#8221;,  <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/17686/Afghanistan%3A+missione+diversamente+difensiva" target="blank">del dibattito di Firenze</a>.</p>
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					<media:title><![CDATA[(AP Photo/The News Tribune, Janet Jensen)]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[Un militare americano piange la perdita di quattro soldati della sua unità, caduti in Afghanistan.
(AP Photo/The News Tribune, Janet Jensen)]]></media:description>
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