- Tags: Barack Obama, obamamania, Stati Uniti
- Un commento

Non è stato solo un discorso (guarda il VIDEO) sulla Riforma Sanitaria, sulla necessità di vararla per “la dignità” dei 50 milioni di americani che non ne beneficiano, ma è stata soprattutto l’affermazione della sua leadership su un Congresso riottoso ad approvare il suo progetto.
Svolta decisionista
Non solo una dimostrazione di forza nei confronti di Capitol Hill, ma anche la prova tangibile che lui è in grado di guidare la nave attraverso le difficoltà; capace di essere un buon presidente, non solo un ottimo candidato eletto alla Casa Bianca (leggi l’articolo sul New York Times).
Nel suo discorso al Congresso, Barack Obama è andato all’attacco, riprendendo l’iniziativa dopo settimane in cui, a causa delle polemiche, delle critiche e delle discussioni sulla sua proposta, era rimasto sulla difensiva.
Durato poco meno di un’ora, interrotto diverse volte dagli applausi dei democratici, ma anche dall’urlo (inusuale in quel consesso) di Joe Wilson, un congressista repubblicano, “You lie” (lei mente), il quale poi chiederà scusa, il discorso è stato pieno di esortazioni (ma anche indicazioni) al Congresso ad agire.
Il congressman repubblicano: Lei mente!
“È finito il tempo dei giochi politici” ha detto. E poi: “Non sono il primo presidente a provarci, a tentare di varare questa riforma, ma voglio essere l’ultimo”. Frasi forti, condite da altri passaggi retorici - come quando ha letto un brano di una lettera di Ted Kennedy - sull’imperativo “morale” , sulla bontà di fare una scelta di giustizia sociale.
“In gioco ci sono i nostri principi, la natura di questo Paese” - ha aggiunto Barack Obama. Il presidente ha fatto ciò che gli chiedevano da tempo i suoi collaboratori più stretti. Passare al contrattacco.
Il NyT: il dado è tratto
Secondo il New York Times, con questo discorso, il dado è tratto. Consapevole del fatto che i Repubblicani non accetteranno compromessi sulla riforma (per non facilitarlo), Obama si sarebbe convinto ad andare avanti lo stesso.
Per arrivare al varo della riforma entro la fine dell’anno.
Che conterrà l’opzione pubblica, anche se con una versione più edulcorata rispetto a quella prospettata in campagna elettorale, per venire incontro ai dubbi e alle richieste espressi dall’opinione pubblica americana in queste settimane. “Sono aperte a altre idee” - ha detto il presidente, rispolverando il suo lato pragmatico in un discorso improntato sulla politica e i suoi principi.
La sua ‘uscita” al Congresso gli farà raggiungere l’obiettivo di far cambiare idea agli americani? Sempre il NYT spiega che Obama avrebbe subito sgomberato il campo da un possibile equivoco: quello di apparire un novello Jimmy Carter, il presidente democratico passato alla storia per la sua debolezza politica.
Sondaggi favorevoli
Ma, la performance di Capitol Hill dovrebbe anche evitargli la sorte capitata a Bill Clinton, il quale, nel 1993, tenne un discorso davanti al Congresso, sullo stesso tema, ma che sarebbe risultato inutile perchè alla fine l’ex governatore dell’Arkansas non riuscì a varare la riforma. Il quotidiano liberal per eccellenza è convinto che ora Obama ha la possibilità di farcela.
Un primo sondaggio della Cnn gli darebbe ragione
La percentuale di americani che ha approvato la sue parole si aggira attorno al 60%. Polls che, per ora, significano poco. E che potrebbero mutare con il passare dei giorni, in dirittura d’arrivo verso il voto finale sul progetto.
In realtà, con il suo discorso, il presidente può aver recuperato una parte di quei elettori indipendenti il cui consenso aveva perduto nelle scorse settimane.
Allo stesso tempo, la sua dimostrazione di forza, ha probabilmente serrato le file del partito democratico, la cui ala moderata era (è) poco incline a dare il suo assenso alla riforma. Ma le posizioni dentro il paese sembrano rimanere cristallizzate: permane la durissima opposizione del partito repubblicano, delle lobby delle assicurazioni e la forti perplessità di una grossa fetta di popolazione americana che, allo stato attuale, beneficia dell’assicurazione medica e che ha il timore di perdere la qualità del servizio di cui usufruisce.
Non è un caso che i giornali conservatori, come il Washington Times, abbiano parlato di un “discorso fatto per implorare il Congresso a seguire le sue indicazioni”. O un sito, come Drudge Report abbia deciso di “aprire” con la frare “You Lie” urlata in faccia a Obama dal repubblicano Wilson.
Per questa parte del paese, Obama rimane un “bugiardo” e il discorso del Congresso una dimostrazione di malafede.
- Venerdì 11 Settembre 2009
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Commenti
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Il 25 Settembre 2009 alle 16:33 Congresso americano: arriva l’insultometro - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] ricordate di Joe Wilson? Difficile scordarlo, vero? Con il suo urlo You Lie, tu menti (o, meglio, Lei mente) ha interrotto il solenne discorso di Barack Obama sulla riforma [...]
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