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“Ma l’assassinio di Sanaa non c’entra niente con l’Islam”

OkNotizie

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  • Tags: farian-sabahi, il mio iran, Saana
  • 38 commenti
Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
Leggi gli altri post »

Musulmane pregano durante il ramadam

Buongiorno a tutti. Sono reduce dalla trasmissione Nightline in onda su Sky.

Il tema della serata è stato l’assassinio di Sanaa, la marocchina diciottenne uccisa dal padre perché conviveva con un italiano di trentun anni.

In collegamento da Torino, non è stato facile seguire il dibattito in studio con l’onorevole Daniela Santanché e un imam. Ho avuto pochissimi, concitati minuti per cercare di esprimere alcuni concetti.

Visto che in televisione si viene sempre interrotti, vale la pena scrivere sul blog come la penso. Non credo che il delitto d’onore - e in generale la violenza contro le donne - siano riconducibili in prima istanza a una religione o a una cultura.

Come dimostrano i report di Amnesty International, la violenza contro le donne è trasversale a Paesi, culture, religioni, classi sociali.

Denunciare il delitto d’onore come caratteristico della cultura e della religione musulmana rischia di offendere i musulmani. Tanto per cominciare, nessuna fede (nemmeno l’Islam nella sua versione più radicale) consente a un padre di uccidere la figlia. E bisogna quindi fare attenzione agli slogan razzisti perché l’integrazione è un processo lungo e la sua caratteristica intrinseca è la fragilità.

Noi italiani dovremmo saperlo. Vi ricordate cosa accadde nel 2006? Un tribunale tedesco di Hannover aveva concesso, con una sentenza, le attenuanti etniche e culturali a un cameriere sardo di 29 anni che aveva segregato e violentato l’ex fidanzata perché sospettava di essere stato tradito. Le attenuanti etniche e culturali (era sardo!) gli avevano permesso di ottenere una riduzione della pena di due anni.

Noi italiani (e i sardi in particolare) ci eravamo indignati, offesi. Eppure quello stesso anno, il 24 marzo, Brunetta Morabito di 31 anni era stata colpita da diversi colpi di arma da fuoco. Sparati dal fratello Giovanni, di 24 anni, che voleva punirla perché era rimasta incinta senza essere sposata. Tre anni fa, in Sicilia.

La religione non c’entra. E se qualcosa c’entra, c’entra veramente poco. L’omicidio è un delitto, non si possono trovare scuse (e nemmeno attenuanti). E le istituzioni italiane devono stare attente a non offendere gli immigrati - e in particolare quelli di fede musulmana - come stanno invece facendo alcuni telegiornali.

Sanaa era marocchina. E proprio in Marocco nel 2004 è stata approvata la riforma del diritto di famiglia che sancisce l’uguaglianza dei coniugi, rende impossibile la poligamia, permette alla donna di chiedere il divorzio se non c’è intesa con il marito, abolisce il ripudio, consente alla madre di avere la custodia dei figli anche se si risposa e fa sì che possa passare loro la propria cittadinanza.

Il problema è che le donne marocchine immigrate in Italia non traggono alcun vantaggio da queste conquiste, ottenute dal movimento femminista marocchino, le loro famiglie vivono spesso nel passato, gli orologi si sono fermati nel momenti in cui sono partiti dal paese d’origine. E non hanno quindi recepito i tanti cambiamenti in corso.

Il sistema giuridico dei diversi paesi a maggioranza musulmana è in continua evoluzione: quest’estate la Siria ha abolito l’articolo 548 del c.p. che prevedeva attenuanti per il delitto d’onore, mentre la Giordania ha abrogato l’art. 340 c.p. pur mantenendo in vigore gli art. 97 e 98 che prevedono una riduzione della pena per i colpevoli. Con la legge 442 del 5 agosto1981 l’Italia aveva abolito l’art. 587 c.p., ereditato dal Codice Rocco.

Il ministro alla Giustizia Oronzo Reale e poi Giuliano Vassalli ci avevano provato nel 1968 ma invano, le loro proposte si arenarono in parlamento perché evidentemente non suscitavano troppi consensi.

Le attenuanti al delitto d’onore furono eliminate solo tredici anni dopo, e cioè dopo il referendum sul divorzio e quello sull’aborto. Nel 1961 Pietro Germi ci aveva anche fatto un film, sul delitto d’onore (Matrimonio all’italiana), criticandolo. La pellicola si intitolava Divorzio all’italiana e raccontava le vicende di Fefé (Marcello Mastroianni) che si innamorava di una giovanissima Stefania Sandrelli e, per liberarsi della legittima consorte, la induceva a tradirlo per poi ucciderla.

Cosa fare per combattere il delitto d’onore in Italia? L’Unione Europea aveva lanciato sei anni fa un’unità di polizia pan-europea per sviluppare strategie comuni: possiamo resuscitare questo progetto? E le istituzioni possono dare alle donne che si sentono in pericolo un rifugio, una via d’uscita?

In ogni caso essere razzisti non serve, perché nelle nostre esperienze migratorie noi italiani siamo stati tra i tanti a essere discriminati, ci siamo sentiti offesi e feriti. Per questo non bisogna fare lo stesso errore con gli immigrati di oggi. Meglio includere che escludere. Come esempio possiamo prendere gli Stati Uniti dove presidente della Camera è Nancy Pelosi: una donna, nipote di un immigrato abruzzese. Perché la rappresentatività politica aiuta a sentirsi parte di una nazione. Ma questa è un’altra storia, ne riparleremo.

Sanaa Dalani, uccisa diciotto anni da suo padre

  • farian
  • Giovedì 17 Settembre 2009

Vedi anche:

  • Crocifissi a scuola: perché do ragione alla Corte Europea
  • L'omicidio della mamma pakistana - L'ANALISI
  • L'Islam e la violenza contro le donne - L'ANALISI
Attentato contro gli italiani: a che cosa puntano davvero i talebani »
« Indonesia e Malaysia e la guerra delle stoffe colorate

Commenti

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Il 18 Settembre 2009 alle 12:50 carlo.tosi ha scritto:

E noi ci illudiamo di poter instaurare con questa gente rapporti civili? Pura illusione! Finchè alcuni di loro, tanti o pochi che siano, sono e saranno così estremisti della cultura islamica, non si fa niente e non è possibile un rapporto e confronto civile. Finchè non si decidere ad uscire dal medioevo ed entrare nel mondo contemporaneo, resteranno sempre dei “diversi”.

Il 18 Settembre 2009 alle 17:16 annamomigliano ha scritto:

Purtroppo vedo due standard e due misure.

Quando c’è un delitto d’onore in una famiglia di origine straniera, tutti si indignano e parlano di diritti violati delle donne (cosa che io condivido).

Il problema però è che quando c’è un delitto d’onore o di gelosia in una famiglia “italiana doc”… improvvisamente si trovano delle giustificazioni.

Ricordo la lite con un collega giornalista: si parlava di un caso di cronaca, un giovane uomo aveva ucciso la convivente. Il mio collega diceva che “non è un omicidio, è una lite familiare finita in tragedia”.

A un TG recentemente ho sentito un esperto spiegare che i delitti passionali sono una reazione naturale.

Alla faccia del Paese moderno.

servirebbe meno razzismo e molta, molta meno tolleranza nei confronti della violenza sulle donne.

Il 18 Settembre 2009 alle 21:21 indigesto ha scritto:

No, no, non c’indignamo affatto! Ben vengano queste culture ad insegnarci qualcosa, semmai avessimo ancora di che apprendere! Pare che il padre volesse addirittura decapitarla. Ma pare che sia stato ispirato dalle nostre “usanze”. Effetti dellintegrazione!

Il 20 Settembre 2009 alle 9:11 indigesto ha scritto:

Comunque stiano le cose da noi non vige(ancora)un Codice penale che abbia a che fare con la Religione. Apprendiamo con soddisfazione che (solo ora) si fanno dei passi significativi in tal senso in qualche paese mussulmano. Ma questo trionfalismo appartiene all’articolo e a ciò che si sforza di dimostrare l’articolista. Lasciando da parte la Sharia, che pur sta sensibilizzando qualche nostro giudice (leggi Allam),credo possiamo fermarci agli usi, ai costumi ed agli scambi “culturali”, che, mi pare, siano abbondantemente in corso, oltre che con l’apprendimento anche con le ridicole difese d’ufficio!

Il 20 Settembre 2009 alle 18:35 indigesto ha scritto:

Per quel che posso cerco di commentare il contenuto dell’articolo. Saltare di palo in frasca ed interloquire su argomenti che potrebbero essere condensati con “Morte al Papa”,”Viva Stalin” e “A’da venì l’Islam” proprio non mi riesce. E’ vero che per noi italici l’invasore gradito è sempre il prossimo, ma tesserne surrettiziamente le lodi mi sembra um pò troppo! E, visto che ci sono, vorrei sapere dalla Prof.ssa Farian Sabahi, che sicuramente tanti meriti avrà per esprimersi a certi livelli, e principia spesso il suo pensiero con “Noi italiani” se pensa che “noi italiani” potremmo con altrettanto spirito critico parlare ex cathedra in qualsiasi paese islamico delle carenze dello stesso ed evidenziarne pertanto i presunti limiti a fronte della bontà dei nostri ordinamenti, civili e religiosi. Non solo, ma far paragoni, com’è abitudine ormai di certa politica e di cero giornalismo d’accatto, tra i nostri flussi migratori, prevalentemente diretti verso un paese, quali gli Stati Uniti, nati sull’emigrazione, anche forzata, e abbisognevole di tutto quello che un’immigrazione può dare (esclusa la delinquenza e la mafia in quanto già abbondantemente presenti in quegli Stati) e le forme di immigrazione che stiamo subendo, senza tenere in conto i diversi contesti, storici, economici e culturali, sia lodevole esercizio su argomenti di cui si ritenga sufficientemente informata. Rifletta la nostra Prof.ssa, rifletta, se è nella serenità per farlo. O, almeno, con tali paragoni ci risparmi le solite sciocchezze: “noi italiani” ne abbiamo già le tasche piene!

Il 20 Settembre 2009 alle 20:45 indigesto ha scritto:

Lottare contro le prevaricazioni dell’Islam tra i trogloditi di questo Paese dev’essere gratificante e remunerativo di onori e di riconoscimenti da parte dei nostri “folgorati” islamici sulla strada per Damasco. Farlo da quelle parti penso sia un pò scomodo. E’ tutto!

Il 21 Settembre 2009 alle 12:35 indigesto ha scritto:

Credo che di razzismo soffrano proprio quei mussulmani che ricorrono alla violenza nel nostro Paese e che disattendono e disprezzano le nostre Leggi e le nostre Istituzioni. La troppa libertà precede da sempre la prevaricazione e la dittatura. Sarebbe ora che ne prendessero coscienza anche le quinte colonne che da sempre operano nel nostro Paese. Si sta ripetendo ciò che si stava verificando col comunismo, con la differenza che i cavalli arabi si stanno già abbeverando nel Tevere.

Il 21 Settembre 2009 alle 21:12 marcusprometheus ha scritto:

1) I delitti d’onore italiani di mezzo secolo fa erano privati delitti di gelosia NON sostenuti da una norma religiosa (e razzistica)come quella della Sharia che proibisca alle donne mussulmane di sposare infedeli.
Questi attuali sono delitti dell’intolleranza razzistico-religiosa del supremazismo islamista. I jihadisti islamisti si autoghettizzano per poter continuale a controllare le loro donne i cui ventri garantiranno la vittoria demografica ed il dominio sugli infedeli (come ripetono i loro imam e come confermano i demografi).

2) Farian Sabahi col suo trionfalismo ricorda molto male: Il Marocco nel 2004 ha lodevolmente attenuato, ma non certo eliminato le discriminazioni previste dalla sharia a danno delle donne (e che principalmente restano in tutti i paesi shariatici l’ereditare la meta’ dei maschi, poi la meta’ del valore della testimonianza di una donna rispetto a quella di un uomo, la potesta’ sui figli di oltre sette anni per il solo padre).
Le Marocchine nel 2004 principalmente hanno ottenuto il diritto di sposarsi senza autorizzazione di padre e fratelli, ed il diritto di chiedere il divorzio.

Il 22 Settembre 2009 alle 9:45 gek ha scritto:

Chi dice che l’assinio si Sanaa non centra con l’Islam o è islamico,o non capisce assolutamente niente!Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Il 22 Settembre 2009 alle 10:57 gek ha scritto:

Caro Fumagalli, come ti ho già detto tu puoi chiaccherare fino a domani mattima,pardon, scrivere fino a domani mattina, ma i fatti sono fatti, è evidente che gli assassini ci sono dovunque, ma questo è un omicidio diverso, un padre che uccide in quella maniera “sgozzandola” la propria figlia, lo abbiamo visto solo poco tempo fa, guarda caso stesso copione, diversa la nazionalità dell’omicida(pakistano mi pare), ma uguale la religione, per me non è un caso, e non sarà purtroppo nemmeno l’ultimo, vedrai…

Il 23 Settembre 2009 alle 17:13 jane55 ha scritto:

In parte, del mondo islamico il peccato carnale,chiamiamolo così, commesso al di fuori del matrimonio è punito con la morte, naturalmente della donna, anche l’uomo in effetti dovrebbe essere punito, ma in genere la scampa.Dicevo che il peccato carnale deve essere punito con la morte,ma attenzione ci deve essere la testimonianza di 4 persone,così almeno mi sembra di aver sentito. Poi la morte può essere per lapidazione, o nei casi fai da te,vedi Hina o Sanaa, per sgozzamento,tanto sempre quella è.Se poi in qualche stato arabo si riesce a eliminare questa barbara usanza, meglio, ma per favore tenete presente che qui c’è un substrato culturale e oserei dire religioso-integralista da combattere.Insomma gente,forza,la strada è ancora lunga da percorrere, ma prima o poi riusciremo a liberare il mondo dall’integralismo.

Il 24 Settembre 2009 alle 10:04 indigesto ha scritto:

L’Imam Fumagalli tenta di mescolare, come dire, fatti di cronaca nera, che da noi non sono mai mancati, dei quali la TV ed i giornali forniscono minuziosamente tutti i particolari per settimane,se non per mesi, con fatti che sono emblematici di tutto il mondo islamico, di cui ci pervengono le cronache solo quando si tratta di giornalisti o di occidentali rapiti od uccisi; ed il mondo islamico è sconfinato rispetto a quello di casa nostra. Ma ogni popolo è libero di darsi tutti gli ordinamenti che crede, non è questo il punto. Il punto è che c’è una penetrazione del mondo islamico in Occidente, e segnatamenete da noi, con un progetto, come acutamente marcusoprometheus osserva, di invasione strisciante, con conseguente islamizzazione dei territori invasi. Non conosco la posizione ideologica dell’articolista, ma minimizzare quanto risulta essere solo la punta di un iceberg paragonandolo alle nostre “usanze”, che con fatica cerchiamo di metterci alle spalle, tralasciando che molte di esse, storicamente, soprattutto nel meridione, sono poprio di derivazione araba, sin dai tempi in cui abbiamo subito le prime dominazioni, è un falso storico e culturale che una docente universitaria, sia pure nelle nostre università, non può permettersi, se non per incultura o malafede! Voglio sperare che si tratti della prima ipotesi, la seconda la accomunerebbe troppo a quel progetto di cui si è detto! Lasci pure questo comunanza ai nostri politici, alle nostre quinte colonne ed agli Imam di casa nostra. Vedrà, faranno bene anche da soli. Di malafede, di opportunismo e di ignoranza ce n’è già quanto basta in questo Paese.

Il 24 Settembre 2009 alle 11:11 marcusprometheus ha scritto:

@ tutti

In gergo islamico si chiama “Jarimat al Sharaf”. Spesso queste esecuzioni religiose vengono derubricate sotto la voce “violenza domestica”. Nella moderna Istanbul, che preme per entrare in Europa, si conta un delitto d’onore ///// e/o di religione?//// a settimana. A Gaza dall’inizio dell’anno dieci donne sono state uccise in nome della sharia (una palestinese è stata sepolta viva dal padre). Accade anche in mezzo a noi, a Milano, a Parigi, a Berlino, a Londra. Il settimanale tedesco Der Spiegel scrive che almeno cinquanta donne musulmane in Germania sono state vittime di un delitto d’onore. ///// e/o di religione?////
A Londra almeno dodici ogni anno.
A queste vanno aggiunte le “vergini suicide”, le ragazze che si tolgono la vita per sfuggire a un matrimonio forzato.
A Derya, 17 anni, la sentenza di morte è arrivata via sms: “Hai infangato il nostro nome, ora o ti uccidi o ti ammazziamo noi”.
In Europa risultano “scomparse” migliaia di ragazze musulmane, spesso cittadine europee.
Ne spariscono decine al mese, tutte allo stesso modo: partono per un viaggio all’estero //// per matrimoni forzati////e sui banchi di scuola o sul posto di lavoro non tornano più.
Downing Street stima che ogni anno avvengono tremila matrimoni forzati.
In Francia 60mila adolescenti sono minacciate dai matrimoni forzati. Un recente rapporto compilato dal Consiglio d’Europa e redatto dal parlamentare inglese John Austin avverte che “l’uccisione di donne da parte dei membri della famiglia per proteggere il loro ‘onore’ è più esteso in Europa di quanto si pensi”.
Sono tante le “colpe” delle vittime dei delitti d’onore: il rifiuto di indossare il velo islamico, l’inclinazione a vestire all’occidentale, a frequentare amici cristiani (fino a convertirsi a un’altra fede) o avere amici non musulmani, la volontà di studiare o leggere libri “impuri”, di cercare il divorzio, di essere troppo “indipendente” o moderna.
//// Solo il caso di ricerca del divorzio somiglia IN PARTE al cosiddetto delitto d’onore siciliano di mezzo secolo fa. TUTTI GLI ALTRI SONO DELITTI DI RELIGIONE, non d’onore all’italiana, reazione alle corna////
In Inghilterra Rukhsana Naz è stata uccisa perché aveva rifiutato un matrimonio combinato.
In Svezia Fadime Sahindal è stata uccisa a colpi di pistola perché si era avvicinata alla cultura occidentale. All’inglese Heshu Yones hanno tagliato la gola perché aveva un fidanzato cristiano.
“Troppo occidentale”, avevano detto della francese Sohane Benziane. E’ stata torturata e bruciata viva. Stessa fine per l’olandese Maja Bradaric, perché flirtava con un ragazzo su Internet.
Una ventina di coltellate hanno spezzato la vita di Sahjda Bibi, anche lei aveva rifiutato un matrimonio forzato. In Germania Hatin Surucu è stata giustiziata con un colpo alla nuca perché si rifiutava di indossare il velo. Un’altra tedesca, Morsal Obeidi, di appena sedici anni, è stata uccisa perché “voleva essere troppo libera”.
Lo scorso luglio, nel cuore di Londra, c’è stato uno dei più feroci delitti d’onore. Alle due del mattino un gruppo di musulmani trascina per strada un ragazzo di origine asiatica proveniente dalla Danimarca. Lo pugnalano due volte alla schiena, lo colpiscono alla testa con dei mattoni, gli versano acido solforico sul corpo e in gola. La sua “colpa” era stata quella di frequentare una coetanea britannica di origini pachistane e di religione musulmana. La polizia ha evitato per miracolo che la ragazza subisse la stessa sorte.
La stessa polizia che ogni anno tratta la “scomparsa” e la morte, in circostanze simili, di un centinaio di ragazze di religione islamica.
Due anni fa, sempre a Londra, Mohammed Riaz, di origini pachistane, bruciò vive la moglie e le sue quattro figlie dopo averle chiuse in casa. Riaz trovava ripugnante il fatto che la figlia volesse diplomarsi o potesse rifiutare il matrimonio combinato. Ciò che lo spinse ad appiccare l’incendio, scrive il Telegraph, fu soprattutto il fatto che le donne avevano servito alcolici durante una festa per il figlio, malato di cancro terminale.

E’ in questo mondo di sottomissione e fanatismo domestico, segnato spesso dall’escissione del clitoride, che germina l’odio islamista.
Singolare che le vite di queste ragazze ci interessino quando è già troppo tardi.
///// Singolarissimo che si voglia minimizzare parlando di delitti d’onore quando si tratta di delitti di RELIGIONE e di razzismo religioso, di jihad antimodernista ed antioccidentale./////

Il 24 Settembre 2009 alle 14:19 indigesto ha scritto:

Egregio marcusprometheus,
ho letto il suo articolo due volte, non credendo ai miei occhi. Non leggo molto i giornali ma ho l’impressione che la nostra “illuminata stampa”(non dico della TV per amor di patria)sia alquanto restia a dare notizie del genere. A questo punto sarei propenso a credere che vi sia in atto un vero e proprio complotto, con tanta,tanta “circolazione” di danaro. Non è altrimeneti spiegabile la strenua difesa da parte di politici, giornalisti, televisioni e quant’altro della cosiddetta integrazione, che semmai avverrà sarà nella direzione di noi europei, in particolare di noi italiani (del bel paese), negli usi e costumi, non riesco a scrivere civiltà, di matrice mussulmana. I secoli passano ma la nostra vocazione a venderci resta! Con i migliori saluti.

Il 24 Settembre 2009 alle 17:13 indigesto ha scritto:

Senz’altro sono per l’accoglienza, come tutte le altre mafie. Tornarono comodi inizialmente anche ai piemontesi con l’unità d’Italia.

Il 24 Settembre 2009 alle 18:30 indigesto ha scritto:

Bhè? e che c’entra? tutti delitti ispirati dal Vangelo e magari commissionati dal Papa? Cerchiamo di non darli, i numeri, per favore!

Il 26 Settembre 2009 alle 1:42 marcusprometheus ha scritto:

Tutti hanno le loro ragioni ed il loro legittimo punto di vista.
Ma bisogna evitare i dialoghi da sordi, la confusione pura di chi continuasse a parlare di 2 cose diverse SENZA rendersene neppure conto.

Vogliamo continuare a parlare di violenza contro le donne in generale o parliamo di violenza religiosa?
Possiamo parlare di cio’ che volete, basta saperlo.

Se parliamo di VIOLENZA CONTRO LE DONNE in ITALIA, allora e’ vero che la maggior parte della violenza e’ compiuta da italiani (ma e’ anche vero che gli italiani sono ancora oltre il 90 percento della popolazione presente in Italia). E’ quasi sempre motivata da gelosia (ed in un numero minore di casi da malattia mentale “diagnosticabile”).
Spiego, NON giustificone’ voglio attenuare nulla.

Se parliamo di VIOLENZA RELIGIOSA, cioe’ di violenza fisica ed assassinii motivati da credenze e comandamnti religiosi invece meno del 3% della popolazione cioe’ gli islamici, e non tutti, ma solo quelli che sono integralisti, e cioe’ una parte, saranno l’un percento o il 2 % della popolazione residente in Italia, commette praticamente il 99% dei delitti.

Secondo me invece di dare cittadinanze facili dopo solo 5 anni di permanenza e senza controllare se ci sia VERA integrazione, sarebbe almeno il caso di espellere gli islamisti che dimostrino volonta’ di NON integrarsi perche’ 1) sono a rischio di esplodere in violenza contro le loro figlie al primo accenno di pretesa di autonomia.
2) Se non si integrano si autoghettizzano, e peggio ghettizzano e soffocano in primo luogo l’autonomia delle loro donne.
3) Se non si integrano e’ perche’ sperano di piegare noi ai loro costumi ed alla loro religione, un domani quando saranno di piu’ (grazie ai ventri delle loro donne che ghettizzati mantengono tassi di riproduzione africani), e questo e’ di nuovo un atto di aggressione coloniale nei nostri confronti.
Sempre che qualcuno non gradisca coscentemente di finire proprio come i pellerosse d’America in riserve. Come i DHIMMI, sudditi di seconda classe nei paesi islamici del Vicino oriente, in via di sparizione demografica perche’ vessati di continuo in decine di modi diversi e costretti ad emigrare da paesi ove abitavano da millenni prima delle invasioni Arabo Islamiche, come i Copti d’Egitto, i Caldei e gli Assiri dell’Irak e gli Zoroastriani dall’Iran, o Greci ed Armeni dalla Turchia.

io non gradirei questa fine e percio’ sono a favore di:
ASILO politico ai profughi DALL’islamismo, veramente motivati ad integrarsi, Aiuto alle donne vessate,
Espulsione per gli islamisti.
E basta col masochismo antioccidentale.

Il 26 Settembre 2009 alle 18:12 indigesto ha scritto:

Ecco,marcusprometheus,basta non osteggiarli! Li conosciamo fin dai tempi di Maometto per le loro scorrerie, fino in Piemonte, e non pare che siano di tanto cambiati i loro costumi. Se ciò fosse capitato a noi dovremmo trovarci quantomeno ancora ai tempi della caccia alle streghe. Ma bisogna accoglierli, conviverci, tentare di evangelizzarli (forse la speranza della Chiesa),subirli,portarli nella nostra società civile insomma; sperando di farcela in meno di altri milletrecento anni,più o meno quanto ci dividono dalla comparsa del Corano. Se queste pie intenzioni passassero solo per la testa di qualche singolo dabbene, transeat! Il guaio è che costituiscono”scuola di pensiero”, di quel pensiero, quasi sempre interessato, che ha ridotto,nei secoli,i nostri territori a perenne terra di conquista. Aveva ragione Vico! la storia, in particolare la nostra storia, si ripete!

Il 27 Settembre 2009 alle 12:41 marcusprometheus ha scritto:

Certo non dobbiamo fossilizzarci sul passato, ma prepararci al futuro.
Ma per questo bisogna saper fare bene i nostri conti.
Per esempio pensiamo ai prossimi anni, anche tenendo conto di cio’ che si propongono di fare gli altri attori della storia,
Come gli Imam islamisti in Europa che sottoscrivono il proposito dichiarato dall’ex presidente Algerino Boumedienne:
I nostri immigrati in Europa ed i ventri delle loro donne ci daranno la vittoria definitiva sull’Europa che finora e’ sfuggita all’Islam.

Per altro esempio ascoltiamo cosa dice il padre egiziano dell’integratissimo moderno ed esteriormente moderato Ingegnere Atta di Amburgo in Germania

«La guerra durera’ 50 anni… «Servono nuovi attentati»

Il padre del terrorista Atta: «Servono nuovi attentati»
di Fausto Biloslavo

Il padre di Mohamed Atta, il primo kamikaze che si schiantò con un aereo
passeggeri su una delle Torri gemelle di New York, ha lodato gli attacchi
terroristici di Londra. In una conversazione con un produttore della Cnn,
Mohammed Atta ha espresso l’auspicio che vengano messi a segno altri
attentati del genere. Senza mostrare alcuna compassione per le 56 vittime
della strage in Gran Bretagna, oltre ai quattro kamikaze, Atta senior ha
affermato che «l’11 settembre e l’attacco di Londra sono le tappe di una
guerra di religione che durerà almeno 50 anni, la quale avrà bisogno di
molti combattenti islamici» emuli di suo figlio Mohammed.
In realtà il genitore settantenne aveva sempre smentito il coinvolgimento
del figlio nel massacro dell’11 settembre tirando in ballo una cospirazione
del Mossad, i servizi segreti israeliani, e sostenendo addirittura che Atta
junior gli aveva telefonato il giorno dopo l’attentato di New York.
Martedì scorso, durante un incontro con il produttore Ayman Mohyeldin della
Cnn, è venuto fuori il vero volto del padre di Atta. Mohyeldin era andato a
trovare l’avvocato, ormai in pensione, nel suo appartamento in un sobborgo
del Cairo, per concordare un’intervista. Atta senior non solo ha lodato l’attacco
di Londra, ma ha pure accusato di tradimento i leader arabi e musulmani che
si sono affrettati a condannare l’azione kamikaze. Secondo El Amir, le
cellule terroristiche islamiche sparse nel mondo sono «una bomba nucleare
che è stata attivata e sta ticchettando, pronta a esplodere». Non solo: il
padre di Mohamed Atta vuole spendere tutte le sue energie per incoraggiare e
sostenere nuove azioni terroristiche. In cambio dell’intervista voleva 5mila
dollari, ma ha spiegato che non intascherebbe mai il denaro perché «ne
farebbe dono ad altre persone per finanziare un nuovo attacco» a Londra o in
altre città occidentali. A questo punto il produttore della Cnn si è
rifiutato di pagare l’intervista e se ne è andato. Il sito della tv
americana ha riportato ieri il racconto dell’assurdo incontro con il padre
di Atta, che l’11 settembre 2001 aveva invece condannato l’attacco alle
Torri gemelle, pur definendo gli Stati Uniti «un Paese tirannico».
«Mio figlio è così gentile e timido che non può aver fatto una cosa del
genere. Ha paura di volare», aveva sostenuto in una conferenza stampa subito
dopo l’attacco agli Usa. In seguito aveva rincarato la dose con un’intervista
alla stampa tedesca, in cui sosteneva che il figlio gli aveva «telefonato il
giorno dopo l’11 settembre e abbiamo parlato di come vanno le cose». La
teoria che il padre voleva accreditare era che il figlio fosse vivo, magari
«rapito dai servizi segreti americani». Per l’11 settembre chiamò in causa
più volte il Mossad, l’intelligence israeliana, sostenendo che «sono gli
unici ad avere una capacità organizzativa» tale da mettere in piedi una
cospirazione ai danni dell’Islam.
Poi Atta senior cominciò a cambiare linea: «Nessuna nazione è così diabolica
come l’America. E quindi non ti aspetti che Dio la punisca?». Infine ha
trovato la classica giustificazione del mondo arabo: «Se un palestinese si
schianta con un aereo sulla casa Bianca uccidendo Bush, sua moglie e le sue
figlie andrà in paradiso».
Non a caso nell’appartamento paterno spiccano le fotografie di Mohamed Atta,
il capo del commando dell’11 settembre, con una scritta inequivocabile:
«Gloria ad Allah».

–
Cordiali saluti a tutti i liberi e laici
Marcus Prometheus.
Accogliere solo i profughi laici dall’Islamismo Espellere tutti gli islamisti.
Combattere il masochismo antioccidentale, antiliberta’, antidemocrazia.

Il 30 Settembre 2009 alle 18:59 indigesto ha scritto:

Il fanatismo è una malapianta difficile da estirpare, Fumagalli! Pensa alle banlieues parigine, agli immigrati di terza generazione in Inghilterra. Saranno un’esigua minoranza ma sempre in grado di riscaldare il sedere di chi li ospita, anche ai fanatici di Stalin! E questa non è preistoria!

Il 5 Maggio 2010 alle 22:41 Sanaa, per il padre che la uccise ci sar lo sconto di pena - Pagina 10 - Politica in Rete Forum ha scritto:

[...] [...]

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