Parà uccisi a Kabul: caduti, non eroi

Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto "Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Funerali di Stato dei militari caduti a Kabul

Come era già accaduto per le vittime dell’attentato di Nassiryah nel novembre 2003 anche per i sei caduti di Kabul non sono mancate retorica e dichiarazioni roboanti, a tratti esagerate.

Nonostante siano quasi 20 anni che partecipa con proprie truppe alle operazioni militari internazionali, l’Italia non sembra ancora in grado di accettare con composta fierezza l’inevitabilità delle perdite in battaglia. Sorprende poi la definizione di “eroi” attribuita ormai a tutti i caduti, in gran parte uccisi da ordigni e non in combattimento, con le ormai consuete richieste provenienti da diversi ambienti e forze politiche di attribuire alle vittime la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Richiesta non nuova poiché già formulata per i caduti di Nassiryah e per il maresciallo Lorenzo D’Auria, rapito insieme a un collega dai talebani e ucciso dalle ferite riportate durante il blitz delle forze speciali britanniche nel quale venne liberato.

Forse “eroe” è una parola talmente desueta in l’Italia che se ne è perduto il vero significato ma è evidente che non basta essere militari uccisi da un’autobomba nemica per essere eroi, categoria che in realtà non scarseggia di certo tra le fila delle nostre forze armate.

Militari distintisi uccidendo in battaglia molti talebani o salvando dal fuoco nemico i propri commilitoni dei quali però si parla poco o nulla per non turbare l’opinione pubblica con resoconti che poco avrebbero a che fare con la retorica delle “missioni di pace”.

Pur nel rispetto per chi perde la vita vestendo l’uniforme e nella necessità di fornire tutta l’assistenza e i riconoscimenti alle famiglie dei caduti, le decorazioni al valore e soprattutto la Medaglia d’Oro al Valor Militare spettano a chi si è distinto combattendo, a chi ha compiuto atti d’eroismo indipendentemente dal fatto che sia sopravvissuto o meno agli eventi bellici.

Il Regio Decreto 1423 del 4 novembre 1932 stabilisce del resto che “Le decorazioni al valor militare sono concesse a coloro i quali, per compiere un atto di ardimento che avrebbe potuto omettersi senza mancare al dovere e all’onore, abbiano affrontato scientemente, con insigne coraggio e con felice iniziativa, un grave e manifesto rischio personale in imprese belliche”.

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Commenti

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Il 22 Settembre 2009 alle 10:43 gek ha scritto:

Da un certo punto di vista posso anche essere d’accordo sul fatto che i sei militari uccisi nell’attentato sono “caduti in azione” infatti stavano scortando un convoglio dall’aeroporto, ma personalmente preferisco considerargli degli “EROI”, si proprio degli eroi, e per un semplice e logico motivo.
Se i nostri soldati sono in Afganistan per portare pace e democrazia, pur a rischio della propria vita, così come ci è sempre stato detto, credo che la parola “eroi” sia l’unica che può, al di la delle “medaglie”, gratificare in qualche modo la morte di questi soldati.
Se invece per “portare” e difendere questi valori universali, si deve a priori combattere una guerra intesa a “eliminare” definitivamente la minaccia dei fondamentalisti Talebani, nonchè i vari signori della guerra locali, e per questo si mandano dei soldati(pochi per tale compito) che invece d’essere “attrezzati” per le pericolose necessità del caso, gli si equipaggia poco più di come dovesssero supportare un impegnativo servizio d’ordine pubblico nazionale, a maggior ragione questi soldati morti devono essere chiamati eroi, perchè pur con scarso equipaggiamento e consci del rischio mortale a cui sono esposti, non esitano a compiere il loro dovere ogni giorno!

Il 22 Settembre 2009 alle 12:49 fercas ha scritto:

Sono perfettamente d’accordo con Gaiani sulla definizione di “Eroe”; se gli americani dovessero dare la medaglia doro a tutti i loro morti in Afganistan bè, credo che l’oro di Fort Nochs avrebbe un brusco calo! Qui più semplicemente si tratta di persone che, spinte anche dal “soldo”, volontariamente vanno a fare un lavoro che nel loro “io” sentono poco pericoloso proprio perchè le regole d’ingaggio impediscono loro di ingaggiare battaglia. Emblematica è stata la frare di un parà: Possiamo sparare solo dopo morti! Ora, che noi siamo un popolo di Santi, Poeti e Naviigatori non significa che dobbiamo esserlo anche di eroi! E poi smettiamola con queste retoriche e con i gesti particolari, come il bambino che saluta militarmente ad imitazione di Jon Jon Kennedy, qualcuno però dimentico di levargli il foglietto o fazzoletto dalle dita! Cordialità.

Il 22 Settembre 2009 alle 16:13 enrico fumagalli ha scritto:

La retorica di gek significa che è male informato, erano loro a tornare dall’aeroporto dopo una licenza. Quella è una sporca guerra di interessi, uno in particolare dell’ENI per un oleodotto che non costruiranno mai. Gli afghani non hanno il concetto di stato, sono tribali e gli ufficiali maggiori dell’esercito afghano, sono ex muhedin passati dall’altra parte. Il giorno che verranno lasciati a se stessi, torneranno a combattersi tra loro, lo ha detto solo ieri sera un colonnello che li sta organizzando, sono caspi banda vestiti da ufficiali.
All’amico fercas ricordo che le casse di Fort Nochs (o meglio Knox) sono vuote da tempo quindi se volessero distribuire medaglie sarebbero di similoro

Il 22 Settembre 2009 alle 19:56 fercas ha scritto:

Sapevo che Gooldfinger ci aveva provato ma sconoscevo che ci fosse riuscito! Cordialità.

Il 23 Settembre 2009 alle 2:30 enrico fumagalli ha scritto:

fercas, non è uno scherzo, è vero, se ne parlò anni fa ma poi la cosa fu messa a tacere, un tempo l’oro garantiva le monete, da quando presero a riferimento il PIL l’oro prese solo più valore per i privati e gli stati, in special modo gli USA, prima di indebitarsi realizzarono ma il pozzo è senza fondo e hanno un debito enorme, diverso dal nostro che è prevalentemente interno, il loro è estero. Noi di riffa e di raffa lo si rinnova con l’emissione di nuovi titoli loro che fanno se i titoli non li vuole più nessuno? E se poi, come vuole la Cina, spalleggiata dall’India e Russia, cambiare valuta di riferimento, più nessuno i dollari li vuole, già i grandi usano le proprie monete e le montagne di dollari che ci sono in giro, chi li cambia se non l’istituto che li ha emessi? Cosa fanno, vendono l’Alasca o la California. ci sono pure stati che vorrebbero la secessione, uscire dalla federazione, forse per paura di essere venduti a stranieri, magari arabi. Pensa se bin Laden si comprasse il Texas, sai le galoppate che si farebbe con l’amico Bush. Ciao

Il 23 Settembre 2009 alle 17:28 jane55 ha scritto:

Io non suggerirei a Bin Laden di comprarsi il Texas, perchè quello poi con tutti i soldi che ha lo fa davvero, e poi sono cavoli amari.Tornando all’argomento principale,dovremmo continuare a onorare le vittime accidentali o no di tutte le guerre,perchè tutti hanno perso il bene più prezioso,la vita, e proprio perchè hanno avuto il coraggio di metterla in gioco,anche se per lo stipendio.Ricordo che molti di questi ragazzi vengono dal sud, dove a volte l’esercito è visto come unica via per sfuggire alla disoccupazione,ebbene proprio per il coraggio di essersi più o meno giocati la vita,per me sono eroi,e come tali vanno onorati,anche per il rispetto che si deve alle famiglie.Grazie.

Il 28 Settembre 2009 alle 13:59 indigesto ha scritto:

Iane55,ti distingui per la sensibilità che mostri nei tuoi scritti, ma, pur nel rispetto dei tuoi sentimenti,ti ricordo che eroe viene definito,nella sua comune accezione,chi abbia compiuto un atto d’eroismo nell’intervenire a difesa, o a salvaguardia,di una situazione specifica non altrimenti affrontabile se non, coscientemente, a prezzo della propria vita,indipendentemente dal fatto che poi la si perda o no. Tutti i soldati morti in guerra vengono onorati con l’appellativo non meno significativo di caduti. Tant’è che ovunque sorgono monumenti ad essi. Sono certo che un vile attentato non può farci dubitare sul desiderio di questi caduti di morire da eroi, qualora chiamati. E’ la viltà, non la nostra considerazione, che ha tolto loro questa anche questa opportunità!

Il 16 Ottobre 2009 alle 21:38 konrad3522 ha scritto:

I soliti favoritismi x i dipendenti pubblici che aimè in questo paese sono un milione di più del dovuto,ogni giorno muoiono in italia 4 o 5 persone in incidenti sul lavoro perchè i militari dovrebbero essere eroi e i lavoratori no?Tutti i ragazzi che ho conosciuto e che hanno farro parte di missioni all’estero mi hanno sempre detto che ci sono andati esclusivamente x i soldi e basta ,quindi sono morti x incidenti sul lavoro anche loro

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