
Bambini del mondo (Credits: La Presse)
La rete è il luogo in cui i giovani cinesi dibattono tra loro, si sa, e periodicamente storie apparentemente di secondo piano attirano l’attenzione di folle di internauti diventando argomento di conversazione anche per la grande massa di coloro che non frequentano blog e forum virtuali.
In questi giorni è toccato a una giovane ragazza di Shanghai di nome Lou Jing, nata dalla relazione fra la moglie di un alto papavero del Partito Comunista e un afroamericano.
Lou Jing è assurta agli onori delle cronache per aver partecipato a un talent show intitolato Let’s Go! Oriental Angels, uno spettacolo televisivo analogo agli X-Factor e Music Farm nostrani, nel quale le partecipanti devono dimostrare le proprie capacità canore nella speranza di sfondare nel mondo dello spettacolo.
Quello che distingueva Lou Jing dalle altre concorrenti era il colore della pelle: scura, in un Paese dove una carnagione bianchissima è sinonimo di bellezza e raffinatezza e dove i prodotti cosmetici sbiancanti vanno per la maggiore, in omaggio all’antico detto secondo cui “un po’ di bianco copre mille difetti”.
La ragazza è stata immediatamente il bersaglio dei blog, dove è comparsa un’ondata di commenti spesso a sfondo razzista quando non pieni di insulti e contumelie, destinati tanto a lei quanto alla madre, giudicata colpevole di aver disonorato se stessa e il popolo cui appartiene con la sua relazione con un uomo di colore.
La vicenda è diventata l’argomento del giorno: basti pensare che sul popolare sito Tianya l’argomento ha attirato oltre centomila visitatori in pochi giorni, mentre 65000 hanno lasciato i loro commenti sul sito KDS.
Che in Cina gli uomini di colore siano guardati con scarsa simpatia non è una novità. La stessa parola che indica Africa in Cinese, fei zhou, significa letteralmente “non-continente”, e frequentare chi ha la pelle bruna è un comportamento che nel sentimento comune viene considerato disdicevole, per colpa di stereotipi e pregiudizi che è difficile superare, tanto più se la frequentazione è con una persona dell’altro sesso e può sfociare in un rapporto di coppia.
La storia di Lou Jing ha comunque avuto il merito di riaprire una riflessione sul tema del razzismo in Cina sui principali forum: vi suggerisco di leggere quello che scrivono i frequentatori di China Expat, Topix o Fool’s Mountain: fino a poco tempo fa, la sola idea di razzismo era rifiutata a priori, visto che le autorià dichiaravano di aver posto fine a simili problemi con la rivoluzione socialista.
A dimostrare che i tempi stanno cambiando anche in Cina, ci potrebbe pensare proprio la nostra Lou Jing, che è riuscita ad arrivare alle finali dello spettacolo cui partecipava e si è guadagnata la sua prima copertina su una rivista per ragazze. Le auguriamo un futuro di successi e felicità.
- Venerdì 25 Settembre 2009
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