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L’Iran continua a destare preoccupazioni per la comunità internazionale: la settimana scorsa siamo venuti a sapere della costruzione di un secondo sito per l’arricchimento dell’uranio, mentre ieri i pasdaran hanno testato due missili a corto raggio (con una gittata di 150-170 km) e annunciato il test di un missile a lungo raggio che potrebbe raggiungere Israele e le basi americane nel Golfo.
Non è la prima volta che l’Iran porta avanti test con i missili Shahab e il test di ieri mattina era in programma da tempo ma ha il sapore della sfida, soprattutto dopo la rivelazione dei giorni scorsi dell’esistenza di un secondo sito per l’arricchimento dell’uranio.
Alle accuse, il presidente Ahmadinejad ha risposto che il sito, in fase di costruzione e racchiuso in una montagna vicino alla città santa di Qum, è aperto alle ispezioni. Nel tentativo di scansare ulteriori sanzioni, il presidente iraniano ha ribadito che l’impianto “rispetta il regolamento dell’Onu perché bisogna dichiarare un sito solo 180 giorni prima che vi sia introdotto materiale fissile”.
Nel 2003 Teheran ha però sottoscritto il protocollo aggiuntivo secondo cui deve avvisare l’Onu già durante la progettazione. L’Iran precisa di aver ripudiato questo protocollo aggiuntivo, ma da Vienna El Baradei fa sapere che il ripudio unilaterale non è permesso. Incalzato, Ahmadinejad risponde che “si tratta di un errore”, dopotutto “Obama non è un esperto nucleare”, “l’Iran non vuole la bomba atomica e non ha timore di ulteriori ispezioni“. Giovedì a Ginevra gli iraniani avranno di che discutere con i 5 più uno, ovvero con la Germania e i 5 membri permanenti del consiglio di sicurezza dell’Onu, e all’orizzonte si profilano nuove sanzioni. Mancano pochi giorni all’appuntamento con la diplomazia internazionale, e intanto Israele chiede di intervenire.
Sul sito del quotidiano israeliano Haaretz si legge che per il premier Netanyahu è giunto il momento di agire: “Se non ora quando?” ha chiesto all’americana Nancy Pelosi, la speaker della camera dei rappresentanti. E, alla vigilia della festa del Kippur, il ministro degli esteri Lieberman ha affermato che Israele è “pronto a ogni sviluppo ma non si lascerà sorprendere da un attacco iraniano”.
Sarà difficile stemperare le tensioni, ed è difficile fare pressioni.
In questi giorni ho avuto occasione di parlarne con due iraniane, l’artista Shirin Neshat e la giornalista Jamileh Kadivar, entrambe ospiti dell’ultima edizione di Torino spiritualità dedicata al disinganno.
Esponente di spicco dell’onda verde, in occasione del dibattito sulla disillusione della democrazia in Iran Kadivar ha ricordato che non è il presidente Ahmadinejad a decidere sul nucleare e a Teheran riformatori e conservatori la pensano uguale: vogliono la tecnologia a scopi civili, e condannano i due pesi e le due misure dell’Occidente.
Vincitrice del leone d’argento a Venezia con il film Donne senza uomini, Shirin Neshat ha invece osservato - giustamente - come le prime vittime del nucleare siano purtroppo i giovani iraniani, già vittime della repressione post-elettorale, perché più i media danno spazio al nucleare e ai missili e meno ne resta per raccontare le storie di questi iraniani incarcerati e torturati.
- Lunedì 28 Settembre 2009
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Commenti
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Il 28 Settembre 2009 alle 12:23 indigesto ha scritto:
Tutti d’accordo? Riformatori, conservatori e Kadivar a sostenere che non è il Presidente a decidere sul nucleare? Sull’utilizzo cioè del nucleare per scopi civili, sul quale l’Occidente usa due pesi e due misure? Che poi l’argomento nucleare, unitamente ai tests missilistici, tolga spazio agli incarceramenti ed alle torture che subiscono gli oppositori a quel regime, almeno in Occidente, mi sembra un pò eccessivo. Certamente il regime non dà visibilità ai suoi oppositori, ma ne dà abbastanza alle sue intimidazioni. Poi, chi comandi, e fino a che punto, resta un fatto interno a quel paese, e questo non può di certo sminuire i timori dell’Occidente sulle reali intenzioni di quel Paese. Anzi! semmmai vi fosse confusione su chi detiene realmente il potere, questo non farebbe altro che aumentare il rischio di una eventuale aggressione all’Occidente. Non pare, difatti, che vi sia una lotta intestina tra falchi e colombe!
Il 28 Settembre 2009 alle 12:36 vincenzoaliascontadino ha scritto:
DOMANI È UN ALTRO GIORNO E, I VALORI VIA COL VENTO CON L‘ONU?
MA CI ARRIVEREMO? Un Azzecca garbuglio nucleare e l’Onu sta a guardare o a “ altamente me ne infischio? “ Quanne ce vo’ ce vo’ “ IO NON CI STO! “ Dunque prendiamoci la vita futura, visto che io non ci arriverò a vedere questo mondo migliore: la vecchiaia che vi piaccia o no, è un cappio un nodo scorsoio che lega anche le P**, è vero! Ce il Viagra a farti ringiovanire, purtroppo solo una parte e il resto della persona? Come abbiamo visto in Miki Buongiorno ed altri grandi e famosi, volevano cambiare il mondo, ma il tempo l’hanno preso quei “ giovani C**ni “ che aspettano che schiatta il padre o entrambi i genitori per comprarsi un’auto potente e andarsi a schiantarsi contro un palo il sabato sera! Che vi piace o no, un esempio ce lo dal Presidente Berlusconi che con coraggio affronta la crisi sotto attacco nucleare dei media Sinistrorsa monnezzare e sanguisuga con baroneria, nepotismo e carriere facilitate a magistrati e Sindacalisti con scranno o di cariche Istituzionali, ma quando li tocchi li senti urlare: Io non ci sto! Ancora: 10 100 1000 stragi, - 6, bruciare fantocci di soldati, bandiere e danneggiamento considerevoli e, si considerano pure Patrioti! Io non ci sto, non sono guaglione baccalà un pesce lesso o er stoccafisso baccalà, merluzzo da impalare per essiccarlo al gelo del nord. Ora abbiamo un Presidente miliardario, ma prima o poi, il suo scettro lo deve lasciarlo ai figli che per fortuna sono bravi e coraggiosi non mozzarelle inbufalite che regalano cannabis in Piazza, Dico e Pac con moralità sotto i piedi: usano ambiguamente la “ D ” e “ V ” come se la Democrazia e i Valori fosse solo questione di LOGO! By Vincenzo alias Il Contadino http://www.youtube.com/watch?v.....-Ff6NvxTCg VIA COL VENTO
Il 28 Settembre 2009 alle 14:24 indigesto ha scritto:
Solo quando non non ne hanno potuto più fare a meno, grazie ai satelliti spia, hanno dichiarato l’esistenza del nuovo sito nucleare. Oddio, può darsi anche che serva a produrre Barbera, da inviare in omaggio anche i nostri acuti osservatori!
Il 28 Settembre 2009 alle 16:40 jane55 ha scritto:
Ascoltando i vari telegiornali si parla sempre del presidente Iraniano, come se fosse lui soltanto a creare e poi confermare siti nucleari dal nulla,o a sparare missili a lunga gittata,o a processare i ragazzi delle proteste antiregime.Difficilmente, si spiega alla gente da chi partono realmente gli ordini e l’organizzazione della politica interna,estera, e nucleare dell’Iran.Credo che prima di tutto bisognerebbe dire alla gente come funziona il pannello di comando in Iran,cosa e’ realmente un regime teocratico,e cosa significa vivere in un regime teocratico.,perche’ solo in questo modo si potra’ capire il perche’ della politica iraniana.E ancora una volta e’ necessario non scordare la presenza di una forte opposizione all’interno del regime,una opposizione pero’ che non e’ diretta contro la politica del nucleare , ma che si accentra sul bisogno di maggiore democrazia e chiarezza istituzionale e sociale.Insomma quella iraniana non e’ soltanto un problema che si identifica con l’attuale presidente o con le sue porole.Quello iraniano e’ un problema che si identifica con le emminenze grige del regime di cui bisogna mettere in luce i nomi e i reali scopi.Viene anche un dubbio dinnanzi ai recenti exploi dell’Iran,forse il regime di Teheran di fronte all’acquiescenza dimostrata dai governi occidentali nei confronti degli ultimi brogli elettorali e fatti successivi, ritiene di essere onnipotente e di poter tutto.Staremo a vedere. certo e’ che sanzioni, attacchi militari, e tutto il resto, come al solito, si abbatteranno soprattutto sulla gente comune, su chi magari non ha neanche molta simpatia per il regime.E questo lasciatemelo dire e’ il grande dramma del mondo, sono sempre le popolazioni ad andarci di mezzo. E allora che Dio salvi la gente comune….. e renda un po’ meno acquiescenti al potere del petrolio i nostri governi.
Il 30 Settembre 2009 alle 18:04 Nucleare: tutti uniti (in Iran) contro le nuove sanzioni - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] ogni tipo di sanzione contro il nostro Paese”. E ha poi sottolineato che le sanzioni “offrirebbero ulteriori sofferenze alla nazione che già subisce la presenza di uomini di Stato miser…“. “Il Paese è sull’orlo di una crisi causata da una politica estera sbagliata e [...]
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